lunedì 24 dicembre 2012

Anni di scuola: 73. Avventure al Moulin Rouge

I ragazzi si appassionarono, comunque, alla Gioconda, ai capolavori italiani del Rinascimento, ai Prigioni di Michelangelo e ai sarcofagi egiziani, e non si annoiarono davvero, anche se si finì per camminare eccessivamente proprio per mancanza di una guida capace di selezionare e coordinare i principali capolavori da analizzare.
Una giornata la dedicammo alle spese e all'acquisto di souvenir nei grandi magazzini come quelli di Lafayette. Una serata, ovviamente, fu riservata anche alla Parigi notturna, con il Moulin Rouge e gli altri famosi locali. Non mancò qualche disavventura per la sventatezza di alcuni ragazzi dei geometri, che rimasero abbagliati da qualche "lucciola" un po' troppo spregiudicata. 
Una sera, affaticati come eravamo per il troppo girovagare, il nostro gruppo stentò a ritrovare la via dell'albergo per la cena, senza indovinare l'orientamento giusto grazie anche alla scarsa propensione dei parigini da noi inerpellati: del resto il nostro albergo era situato in una viuzza secondaria che nessuno sapeva indicarci.
La cena era l'unico pasto vero che consumavamo in albergo, proprio per lasciarci la giornata completamente libera. L'albergo era piutttosto antico, con scalette di legno anche un po' traballanti, e la cena non era splendida, ma ciascuno di noi aveva rimediato con i fuori pasto presso gli ambulanti e le loro generose porzioni di crostini di carne, un po' l'equivalente dei nostri panini alla porchetta molto in voga nelle gite nell'Italia centrale.
La giornata forse più apprezzata fu quella della visita al Sacré Coeur, con la sua scalinata che ricordava  vivamente quella di Trinità dei Monti e di Piazza di Spagna, con un panorama veramente splendido su Montmarte e sul Quartiere Latino. Memorabili anche la visita alle costruzioni modernissime del Beaubourg e quella alla cattedrale di Notre Dame.
Quando tornammo da Parigi, Manlio Maggi mi tenne un po' il broncio per averlo surrogato inmaniera accettabile. Aveva pensato che senza di lui la gita si sarebbe dimostrata una grande delusione.

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