Quando Pinocchio arrivò, con il suo amico a quattro zampe, Fido, sulla riva del mare, si sedette su uno scoglio e rimase lungamente a pensare, seguendo il lento sciabordio delle onde sulla riva, che era in parte piatta e in parte recinta da una bassa scogliera.
Anche Fido si era allungato sulle quattro zampe, e taceva. Intorno non c'era anima viva, sembrava un paese deserto. Il burattino pian piano si addormentò. E cominciò a sognare. La Fata dai capelli turchini, Geppetto, Lucignolo, mastro Ciliegia, la piccola Lucia. Chissà che cosa stavano facendo, nell'avviatissima Trattoria di Pinocchio, tante e tante miglia lontano da lì. Eppure Pinocchio , anche nel sogno, sembrava non aver nostalgia, pensava ad altre avventure, aveva ancora bisogno di libertà.
Ora stava sognando che un grosso tonno, il solito amico Tonno, lo stava portando ancora una volta sul suo dorso. Ma non guizzava sulla superficie del mare, bensì si stava inoltrando sempre più in profondità.
- Tu sei un pesce - gli stava dicendo Pinocchio nel sonno. - Tu in acqua respiri, non hai bisogno d'aria. Ma io...-
- Ma tu, Pinocchio, non ricordi mai che sei un burattino? Tu sei di legno. Tu in acque profonde respiri meglio di me -
Che strano sogno! Ma era davvero un sogno? Ad un tratto Pinocchio vide in fondo al mare un altissimo palazzo fatto tutto di corallo e di pietre preziose, mentre bellissime sirene si muovevano intorno in un giardino di cristallo, e robusti tritoni stavano lavorando nel giardino e nei cortili del palazzo.
- Fido? Fido? - chiese Pinocchio svegliandosi. Ma Fido non c'era più, mentre lui si trovava in fondo al mare sul dorso del Tonno.
- Ora puoi anche scendere - disse il Tonno. - Sei sul fondo del mare e puoi camminare a tuo agio -
Qui Lazio by Jadicicco
Con Qui Lazio intendiamo offrire ai sei milioni di abitanti del Lazio, ed ai tifosi della Lazio, una finestra sulla vita sociale, al cui miglioramento ciascuno di noi può contribuire con un serio impegno quotidiano.
domenica 3 giugno 2012
Le amicizie
Non bisogna giudicare gli uomini dalle loro amicizie: Giuda frequentava persone irreprensibili.
(Ernest Hemingway)
(Ernest Hemingway)
Il mito della perfomance economica
In quel che segue mi soffermerò, sia pur in breve per ragioni di spazio, sulla principale delle cause remore della crisi. Non mi occuperò invece, né degli effetti del collasso attuale, né delle vie di uscita da esso.
E', infatti, importante far emergere dai fatti scaturiti dal disastro finanziario quell'ideologia fallace, oggi dominante, nota come "mainstream" economico. Si tratta dell'ideologia che, a partire dall'assunto antropologico dell'homo oeconomicus (uomo economico) ovvero dell'egoismo razionale - che è un assunto, si badi, cioè una tesi non dimostrata - giunge, dopo un lungo itinerario, cosparso di teoremi raffinati e di indagini econometriche, alla conclusione che i mercati, anche quelli finanziari, sono in grado di autoregolarsi, cioè sia di darsi delle regole sia di farle rispettare.
Il ponte che collega quell'assunto a tale conclusione è il principio dell'efficienza, che regola la società postmoderna.
Da qui il "mito della performance" per il quale una cosa diventa "vera" per il solo fatto che la "facciamo".
(da un articolo di Stefano Zamagni)
E', infatti, importante far emergere dai fatti scaturiti dal disastro finanziario quell'ideologia fallace, oggi dominante, nota come "mainstream" economico. Si tratta dell'ideologia che, a partire dall'assunto antropologico dell'homo oeconomicus (uomo economico) ovvero dell'egoismo razionale - che è un assunto, si badi, cioè una tesi non dimostrata - giunge, dopo un lungo itinerario, cosparso di teoremi raffinati e di indagini econometriche, alla conclusione che i mercati, anche quelli finanziari, sono in grado di autoregolarsi, cioè sia di darsi delle regole sia di farle rispettare.
Il ponte che collega quell'assunto a tale conclusione è il principio dell'efficienza, che regola la società postmoderna.
Da qui il "mito della performance" per il quale una cosa diventa "vera" per il solo fatto che la "facciamo".
(da un articolo di Stefano Zamagni)
Genazzano: acqua leggera al parcheggio di Madre Teresa
Ieri pomeriggio, sabato 2 giugno, è stata inaugurata a Genazzano la "Fontana Leggera" al parcheggio Madre Teresa di Calcutta.
Dalla fontana zampillerà acqua liscia e gassata, installata dall'amministrazione comunale con finanziamento della Regione Lazio, che sta attuando il progetto "Riducimballi".
Il sindaco di Genazzano Fabio Ascenzi e l'assessore all'ambiente Gianluca Bezzi hanno spiegato che si tratta di acqua pubblica refrigerata, filtrata e addizionata con anidride carbonica. Si può attingere con bottiglie proprie evitando lunghi viaggi di camion e rifiuti di plastica.
Si calcola che un italiano medio beva 172 litri di acqua minerale all'anno, con una spesa minima dai 320 ai 720 euro. Con la Fontana Leggera il costo si riduce a 5 centesimi al litro, con una spesa annua inferiore ai 9 euro e grandi benefici per l'ambiente che può evitare milioni di bottiglie di plastica. Un altro passo in avanti per Genazzano, dopo il fotovoltaico e "Rifiuti Zero".
Dalla fontana zampillerà acqua liscia e gassata, installata dall'amministrazione comunale con finanziamento della Regione Lazio, che sta attuando il progetto "Riducimballi".
Il sindaco di Genazzano Fabio Ascenzi e l'assessore all'ambiente Gianluca Bezzi hanno spiegato che si tratta di acqua pubblica refrigerata, filtrata e addizionata con anidride carbonica. Si può attingere con bottiglie proprie evitando lunghi viaggi di camion e rifiuti di plastica.
Si calcola che un italiano medio beva 172 litri di acqua minerale all'anno, con una spesa minima dai 320 ai 720 euro. Con la Fontana Leggera il costo si riduce a 5 centesimi al litro, con una spesa annua inferiore ai 9 euro e grandi benefici per l'ambiente che può evitare milioni di bottiglie di plastica. Un altro passo in avanti per Genazzano, dopo il fotovoltaico e "Rifiuti Zero".
Zdenek-Vlado: che derby!
Il primo ci torna con la ricchissima esperienza che si è fatta un po' dovunque in Italia, il secondo ci arriva con freschi entusiasmi, magari non ancora collaudati, ma con idee chiare. Sarà un gran derby!
Zeman già lo ha acceso. Sa che a Roma lo avrebbero voluto nuovamente sia i romanisti che i laziali, ma la sua vera grande fede rimaneva quella giallorossa ancora a distanza di tredici anni, una specie di "incompiuta" alla quale intende dare un seguito concreto,
"La Roma meglio della Lazio - ha detto Zdenek senza mezzi termini - per i suoi programmi, i suoi uomini e le sue intenzioni. Si è sbilanciato, dunque, e la stracittadina già si è accesa.
Certo, alla Lazio, non c'è la stessa fede che dimostra Zeman, ma c'è forse una purezza di entusiasmo propria di chi è consapevoile di affrontare qualcosa di ardito, di nuovo, di avventuroso e romantico. Lotito non ha né i mezzi né le intenzioni smisurate degli americani, veleggia davvero "low coast", ama solo la piccola avventura, si affida a una fede colta al volo nell'animo di un allenatore giovane e deciso. Non ha fatto finora grandi cose, Vlado Petkovic. solo uno Young Boys due volte vicecampione di Svizzera e arrivato ai preliminari della Champions League dove si è preso il lusso di battere i russi di Spalletti e le loro enormi quotazioni. Vlado ha creato nello Young Boys una squadra agile, tutta offensiva, con grandi numeri, con grande gioco: se riuscisse a fare altrettanto nella Lazio vedremmo qualcosa di veramente simpatico nel calcio italiano, capace davvero di raccogliere la sfida di Zeman e di trasformare in un grande derby l'intero volto di Roma nel gioco del pallone.
Il derby è cominciato. La Roma si dichiara più forte. Forse lo è davvero, ma la Lazio ormai ha due anni di superiorità legata al nome di Edy Reja, che Petkovic in tende raccogliere e possibilmente potenziare. Avanti, ragazzi: comincia una storia nuova.
Zeman già lo ha acceso. Sa che a Roma lo avrebbero voluto nuovamente sia i romanisti che i laziali, ma la sua vera grande fede rimaneva quella giallorossa ancora a distanza di tredici anni, una specie di "incompiuta" alla quale intende dare un seguito concreto,
"La Roma meglio della Lazio - ha detto Zdenek senza mezzi termini - per i suoi programmi, i suoi uomini e le sue intenzioni. Si è sbilanciato, dunque, e la stracittadina già si è accesa.
Certo, alla Lazio, non c'è la stessa fede che dimostra Zeman, ma c'è forse una purezza di entusiasmo propria di chi è consapevoile di affrontare qualcosa di ardito, di nuovo, di avventuroso e romantico. Lotito non ha né i mezzi né le intenzioni smisurate degli americani, veleggia davvero "low coast", ama solo la piccola avventura, si affida a una fede colta al volo nell'animo di un allenatore giovane e deciso. Non ha fatto finora grandi cose, Vlado Petkovic. solo uno Young Boys due volte vicecampione di Svizzera e arrivato ai preliminari della Champions League dove si è preso il lusso di battere i russi di Spalletti e le loro enormi quotazioni. Vlado ha creato nello Young Boys una squadra agile, tutta offensiva, con grandi numeri, con grande gioco: se riuscisse a fare altrettanto nella Lazio vedremmo qualcosa di veramente simpatico nel calcio italiano, capace davvero di raccogliere la sfida di Zeman e di trasformare in un grande derby l'intero volto di Roma nel gioco del pallone.
Il derby è cominciato. La Roma si dichiara più forte. Forse lo è davvero, ma la Lazio ormai ha due anni di superiorità legata al nome di Edy Reja, che Petkovic in tende raccogliere e possibilmente potenziare. Avanti, ragazzi: comincia una storia nuova.
sabato 2 giugno 2012
Le poesie di Luigi Jadicicco pubblicate da Pileum.blogspot.com
Sul bellissimo blog Pileum.blogspot.com di Antonio Iadicicco sono state pubblicate integralmente, in data 1 giugno 2012, accompagnate da un'ampia introduzione, tutte le poesie di Luigi Jadicicco, dalla raccolta giovanile "Foglie al vento" alle "Nuove Poesie".
L'autore ringrazia il bravo editore di Piglio per la sua opera umile e molto apprezzata, sempre unita a un profondo impegno civile.
L'autore ringrazia il bravo editore di Piglio per la sua opera umile e molto apprezzata, sempre unita a un profondo impegno civile.
Pinocchio ancora burattino: 69. Un amico a quattro zampe
- Fido, amico mio! Perchè mi sei venuto dietro? Lo sai che con me la vita non è per niente tranquilla? -
- Caro Pinocchio, bell'amico che sei! Sai benissimo che riesco a parlare solo con te, perché tu mi comprendi come io comprendo te. Per questo mi chiamo Fido -
Pinocchio si vergognava un poco di aver tradito il suo vecchio amico a quattro zampe, ma fu contento di poter scambiare qualche parola dopo due lunghi giorni di silenzio.
Il picco nevoso, all'orizzonte, si era molto avvicinato, e Pinocchio calcolò che ormai restava solo un altro giorno di cammino.
Infatti fu così. La strada cominciò ad arrampicarsi sempre più ripida sulla montagna, ricoperta di fitti boschi fino a metà. Faceva già abbastanza freddo, e la neve era ormai vicina. La strada arrivava quasi vicino alla vetta, e poi le girò attorno e sfociò in un paesaggio che dava verso una grande vallata.
Da lì Pinocchio vide finalmente il mare. Una sottile striscia verde-azzurra che chiudeva il nuovo orizzonte. Si fermò a guardare con meraviglia il panorama, e anche Fido scodinzolava di gioia vicino a lui.
- Quel mare ha un colore meraviglioso - disse Pinocchio. - Ma dovremo camminare ancora per lunghe miglia per poterci arrivare. Però ora il cammino sarà facile, e non avremo problemi -
- Caro Pinocchio, bell'amico che sei! Sai benissimo che riesco a parlare solo con te, perché tu mi comprendi come io comprendo te. Per questo mi chiamo Fido -
Pinocchio si vergognava un poco di aver tradito il suo vecchio amico a quattro zampe, ma fu contento di poter scambiare qualche parola dopo due lunghi giorni di silenzio.
Il picco nevoso, all'orizzonte, si era molto avvicinato, e Pinocchio calcolò che ormai restava solo un altro giorno di cammino.
Infatti fu così. La strada cominciò ad arrampicarsi sempre più ripida sulla montagna, ricoperta di fitti boschi fino a metà. Faceva già abbastanza freddo, e la neve era ormai vicina. La strada arrivava quasi vicino alla vetta, e poi le girò attorno e sfociò in un paesaggio che dava verso una grande vallata.
Da lì Pinocchio vide finalmente il mare. Una sottile striscia verde-azzurra che chiudeva il nuovo orizzonte. Si fermò a guardare con meraviglia il panorama, e anche Fido scodinzolava di gioia vicino a lui.
- Quel mare ha un colore meraviglioso - disse Pinocchio. - Ma dovremo camminare ancora per lunghe miglia per poterci arrivare. Però ora il cammino sarà facile, e non avremo problemi -
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