sabato 2 novembre 2013

La collana verde: 24. I dubbi di Rosetta

Ogni volta che Rosetta passa sotto la casa di Damiano, e sente Ornella che, con la radio accesa a tutto volume su una canzone d'amore, sta mettendo a posto la camera da letto , oppure la vede alla finestra che fa prendere aria ai lenzuoli, la ragazza affretta il passo, e dentro di sé si sente morire dalla gelosia.
La notte li sogna, quei due lì, che fanno l'amore. Vede i loro corpi avvinghiati e si sofferma su quello vigoroso di Damiano, quel corpo che lei ricoprì, per la prima volta, col suo scialle verde lacerato da quell'orribile drago. Era stato un sogno anche allora, un orribile incubo? No: i panni di suo padre, che lei gli portò lassù al pascolo di montagna, erano reali, come erano reali quelle ferite sul volto, per fortuna leggere.
La ferita nel cuore di Rosetta ora è ben più profonda. La ragazza va in chiesa a pregare che il buon Dio le tolga Damiano dalla mente, Damiano e quell'altra. Damiano finora lei lo ha desiderato, e pregava Dio di averlo per lei, di poterlo sposare: ma ora è comparsa l'altra, e la sua preghiera è cambiata. Dovrà rinunciare, dovrà allontanarsi, magari farsi suora davvero, non solo come minaccia ai genitori, che vogliono sposarla al primo giovane che chiedesse la sua mano, e ce n'erano tanti che la volevano e non osavano chiederla perché lei li trattava con noncuranza.
Rosetta doveva decidersi: Damiano per lei diventava un sogno impossibile, ma lei non poteva farne a meno, e allora veramente c'era da pensare al convento.

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