sabato 30 novembre 2013

La collana verde: 40. Damiano non trova pace

Damiano, con tutta la sua libertà, non trovava mai pace. Era irrequieto. Provava spesso una sensazione di vuoto dentro di sé, qualcosa che nessun lavoro e nessuna donna riusciva a colmare.
La sua anima cercava come una meta misteriosa, un traguardo da raggiungere, e si sfogava con lunghe galoppate solitarie sulla sua moto.
Un giorno inforcò una strada di montagna e prese a salire tornante dopo tornante, finché non si ritrovò su una cima da cui si poteva scorgere  un panorama infinito. Si fermò, appoggiò la sua moto sulla fiancata di un muretto, e si sedette a guardare lo spazio sotto di sé. Vide da lontano il mare, un vago azzurro quasi indistinto, e sentì nel suo cuore un desiderio d'infinito che fino ad allora non aveva mai provato.
Un grande silenzio lo circondava. Damiano provò a chiedersi che cosa fosse quella inquietudine che da qualche tempo avvertiva, come se fino ad allora fosse vissuto invano, senza un perché.
Là vicino c'era una minuscola edicola con l'immagine di una donna col capo velato, le mani giunte in preghiera, e Damiano, con un sussulto, si chiese a quale donna le facesse pensare quell'immagine sacra. 
Rosetta - ora la chiamavano Diletta - si stava facendo suora. Una volta, quando era ancora bambina, era stata lei che aveva incontrato al risveglio da un lunghissimo incubo. Anche allora si trovava sulla cima di una montagna, e quella bambina lo aveva trovato quasi nudo, coi fianchi coperti solo con le foglie di un arbusto.

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