domenica 5 agosto 2012

Pinocchio ancora burattino: 133. Il miracolo di Clara

Nel fare un movimento troppo brusco, un gesto di allegria, sulla sua sedia a rotelle, la povera Clara cadde bocconi sul prato, e per qualche momento rimase immobile, nel silenzio generale. Poi la signora Rottenmeier prese a gridare disperata: - Clara! Clara! Mio Dio! Che dirò al tuo papà? -
Ma mentre tutti si disperavano, ecco che la piccola Clara, piano piano, si mosse da terra, prima carponi, ma poi a un tratto tutta in piedi, pur reggendosi alla sua seggiola e alla signora Rottenmeier che se la strinse al petto con un grande urlo di gioia. E tutti gli altri gridarono anch'essi per l'entusiasmo.
- Vedi? - disse Pinocchio - Ora sai che puoi reggerti in piedi, e noi ti aiuteremo piano piano, giorno dopo giorno, a irrobustire le tue gambe e a farti camminare come tutti noi bambini -
- Evviva! - gridarono Heidi, Peter, Remigio, Ulderico e Lamberto. Anche Clara e il vecchio André batterono le mani. Solo la signora Rottenmeier, la severa governante, taceva pensierosa.
- Devo mettermi in contatto con Vienna, con il barone Seseman. Devo dirgli che Clara ha mosso dei passi. Voglio sapere se può restare ancora qui in Svizzera o se dobbiamo tornare subito in Austria -
- Domani scenderemo giù al paese con il carro - disse nonno André - e da lì potrai telegrafare. Però chiederemo al barone che la signorina Clara resti ancora un bel po' con noi, perché l'aria di montagna le fa veramente bene -
- Evviva! - gridarono di nuovo i ragazzi in coro.
Heidi aggiunse: - E Pinocchio e i suoi amici resteranno anch'essi con Clara -

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