- Volentieri! - disse Pinocchio, mentre il nonno, Clara e la signora Rottenmeier lo guardavano con meraviglia, stupiti che un burattino parlasse e si muovesse come un ragazzo vero, gentile e premuroso. - Resteremo qui con voi per un po' di tempo: questo è un posto davvero meraviglioso. E poi vogliamo suonare e cantare tanta bella musica italiana per Clara, per Heidi, ed anche per il bambino Peter, per il nonno André e per la simpatica signora Rottenmeier -
La vecchia governante, sentendosi chiamare in causa così gentilmente, finalmente si sciolse in un sorriso. - Grazie! - disse col suo duro accento tedesco.
I ragazzi avevano portato con sé violino, armonica e tromba, e Pinocchio propose subito di suonare "Io te voglio bene assaje". Lo fecero in modo molto delicato. Remigio cantò le parole napoletane con la sua bella voce, e alla fine tutti gli ascoltatori batterono le mani. Clara aveva le lagrime agli occhi, e perfino la burbera signora Rottenmeier si era commossa.
- Bravi ragazzi! - disse il vecchio André con ammirazione. - Voi italiani avete un dono straordinario per la musica, specialmente i napoletani. Io ne ho conosciuti alcuni nei miei anni di gioventù, ed erano degli amici straordinari. Ma ora prepariamo la cena, perché si sta facendo tardi, e vogliamo festeggiare il vostro arrivo tutti insieme nella grande cucina -
Erano nove in tutto, c'erano confusione e gioia. Monello partecipava anche lui con i suoi movimenti festosi.
Attorno all'enorme tavolo di castagno, rallegrato da fiori e vivande semplici e saporite, tutti erano allegri, soprattutto Clara che sembrava vivere uno dei suoi momenti più felici malgrado la malattia. Al suo fianco, la Rottenmeier vigilava, ma Heidi, Peter e Pinocchio le facevano discorsi sorridenti e divertenti che facevano brillare gli occhi della piccola Clara.
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