giovedì 23 settembre 2010

L'ape e la farfalla - 11 - storie di animali

L'ape Geronzia aveva un gran da fare, quella mattina: succhiare nettare dai fiori di qualunque specie, e fare avanti e indietro dall'alveare che non era poi tanto vicino. Indossava una tenuta da lavoro, pantalone nero e maglietta gialla: niente di che, mica poteva star a badare troppo all'eleganza.
Invece la farfalla Eufrasia si guardava intorno, pure lei girando da un fiore a un altro, ma a un ritmo rilassato e disteso. Si girava intorno più che altro per mostrare a tutti il suo abito nuovo nuovo: linee perfette, colori smaglianti, lei si serviva solo da sartorie di prima classe.
L'ape lavorava sodo, e se vedeva un bambino si scansava per non perdere tempo e non fargli del male. Eufrasia, invece, sembrava che i bambini li aspettasse a bella posta, per stupirli coi suoi fantastici colori e sentirli gridare: - Guarda, guarda, quant'è bella! -
Lei spiccava un piccolo volo, morbido e breve, tanto per farsi rincorrere senza mai lasciarsi prendere.
Geronzia non nutriva buoni sentimenti verso Eufrasia. - Ma come farai a passare una giornata intera così! Non hai proprio niente da fare oltre a specchiarti e starti a dire quanto sei bella? Che esempio dai a quei bambini? Che cosa insegni loro per la vita? -
La farfalla Eufrasia era bella, ma non era del tutto stupida. - Mia cara ape, io ti ammiro per il gran lavoro che tu fai. Tu produci il miele, una delle cose più dolci e buone della vita. Col tuo miele si fanno i dolci e si fanno bevande per ristorarsi e per curare il mal di gola. La gente ti ama. Tu però non ti curi per niente di essa, anzi, se appena appena qualcuno ti dà un po' di fastidio, tu lo pungi senza pietà, a costo di rimetterci la vita -
- E tu, la vita, come te la giostri? Solo giocando e svolazzando? Non hai nessuno scopo apparente -
- Hai ragione tu, Geronzia. Ma io debbo vivere, vivere, vivere. Lo sai che quasi tutte noi farfalle viviamo lo spazio di un mattino? Lo sai che una nostra famiglia, quella delle Effimere, vive soltanto dall'alba al tramonto? Il destino ci ha create così. A che scopo dovremmo dunque lavorare, sapendo che per noi non c'è domani? -
L'ape Geronzia rimase colpita da queste parole. Se le avessero detto che anche per lei un domani non c'era, se le avessero detto che non aveva neanche una giornata di avvenire, a che scopo allora affannarsi per raccogliere nettare, portarlo all'alveare,
e poi lavorare ancora e ancora per fare il miele?E poi l'uomo avrebbe goduto di quel miele, mentre alle povere api non toccavano che fatica e affanno.
- Ma guarda come sono brutta, amica mia. Non potrei mettermi a volare intorno senza far nulla, col vestito della festa, e a giocare coi bambini? Vivi tu, che puoi. La vita ti dà questo, e tu prendilo! Hai proprio ragione -
Così Geronzia, brontolando tra sé, salutò la bella farfalla,e riprese mestamente la via verso l'alveare, sapendo che quello era il suo destino.


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