sabato 28 settembre 2013

La collana verde: 4. Il terrore di Rosetta

Rosetta, una giovane pastorella, stava sola sul pascolo con il suo gregge di una ventina di pecore. Era una bella giornata di sole, ed erano soltanto le otto del mattino. La fanciulla era stata mandata dal padre per quel lavoro così duro per una adolescente di sedici anni. In paese c'erano le scuole, ma il padre Oreste ignorava il fatto: non aveva mandato a istruirsi nessuno dei suoi otto figli, li aveva costretti tutti a lavorare nei campi o sui pascoli, avevano dovuto tutti guadagnarsi il loro pezzo di pane.
I figli di Oreste erano cresciuti tutti sereni e senza soffrire troppo. Altrettanto aveva fatto fino ad allora Rosetta.
Stava guardando da lontano le case del paese, da molte delle quali usciva un filo di fumo. La mamma Maddalena stava sicuramente già preparando il pranzo per la famiglia numerosa, una buona minestra di verdure e di pasta fatta in casa. Rosetta già pregustava la sua scodella di minestra saporita per quando sarebbe tornata a casa, e le avrebbe dato il cambio al pascolo il fratello minore, Giacomino, di dodici anni.
D'un tratto, da dietro il folto bosco di castagni, Rosetta sentì la terra tremare, come scossa da un passo gigantesco. Le pecore presero a belare spaventate. Ed ecco sbucare dal bosco la cresta verde di un mostro, e poi la testa intera, e dall'enorme bocca spalancata uscivano fiamme spaventose, e un pauroso barrito si sparse per la campagna.
Rosetta cadde a terra tramortita, ma il mostro l'aveva individuata come la preda più grande, ignorando le pecore, e l'afferrò con le sue orribili fauci. Il drago si girò lentamente, stringendo il corpicino della fanciulla tra i denti smisurati, lasciando sul terreno vistose tracce di sangue e brandelli di vestiti strappati.

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