sabato 4 agosto 2012

Pinocchio ancora burattino: 132. L'allegria degli italiani

- Remigio! Remigio!- chiamava dalla sua sedia a rotelle la piccola Clara - Cantami "O sole mio"! -
Il piccolo cantante di Picinisco non si faceva pregare, e con la sua bella voce ricca di melodia accontentava la ragazzina viennese, anche lei di nobile famiglia.
Clara aveva messo su un bel colorito, che contrastava molto con la sua salute apparentemente insicura. La ragazzina aveva confidato a Pinocchio: - Sai, da quando siete arrivati voi ragazzi italiani mi sento molto meglio, e quasi quasi sono tentata di alzarmi dalla mia sedia del supplizio! -
Pinocchio faceva divertire molto Clara e Heidi con la sua lingua lunga di toscanaccio e le sue divertenti battute.
- Vedrai che presto faremo una gara di velocità io e te, Claretta! Quando tornerai a Vienna, il tuo papà non ti riconoscerà. Quasi quasi vorremmo accompagnarti noi con il nostro quartetto musicale! -
Pinocchio aveva aggiunto infatti un altro strumento ai tre del complessino: ora lui suonava un'ocarina che gli era stata regalata da nonno André. Pinocchio era subito diventato un raffinato suonatore di ocarina.
La signora Rottenmeier scuoteva la testa e li rimproverava. - Voi state facendo del male a Clara, inducendola a credere che potrà camminare. Non dovete illuderla, perché poi sarà più doloroso, per lei -
- Ma bisogna aver fede, essere ottimisti - ribatteva Pinocchio. - Io  so qualcosa di come avvengono i miracoli, e anzi sono tutto un miracolo: un burattino che parla e ragiona! -
Ma la governante austriaca era un tipo molto duro da convincere.
Una mattina, però, accadde quel che non doveva accadere.

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