Se ora un angelo infernale ci rendesse immortali, allora sì che la nostra vita si muterebbe in un inferno: vedremmo morire le persone che amiamo, saremmo costretti ad assistere alla fine di questo mondo, di questa galassia, di questo cosmo. Questo sta a dimostrare che l'animo umano non è chiamato all'immortalità, bensì all'eternità.
Di fronte all'eternità, che è anche l'annullamento delle categorie spazio-tempo, che cosa è allora la reicarnazione, l'apocatastasi o la sopravvivenza delle anime?
Una cosa è certa: noi siamo un'unità di persona. Non siamo un corpo abitato da un'animuccia, destinata in una dimensione platonica a tornare nell'Iperuranio.
(da un articolo di Alessandro Meluzzi)
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