giovedì 29 marzo 2012

Pinocchio ancora burattino: 31. Tra i briganti

Quando si svegliò, al mattino successivo, un cagnone grosso e dal pelo arruffato lo stava annusando per i piedi, e un omaccio barbuto, con un cappellone nero in testa, gli gridò: - Da dove vieni, bambino? Sei sceso giù dal cielo? Non ti abbiamo visto salire per questa montagna -
Un altro omaccione barbuto, con un gran fucile a tracolla, lo guardò bene e disse: - Deve essere un figlio dei conti Giannelli. Hanno un figlio di nove anni che somiglia proprio a questo bambino. Come ti chiami? -
- Pinocchio! - rispose il nostro piccolo amico, tremando di paura.
- Ma va, non prenderci per i fondelli! O che nome è Pinocchio? Tu sei Valerio, il piccolo dei Giannelli, non fare il finto tonto -
- Vieni con noi! - disse l'altro. - Il nostro rifugio è qui dietro a queste querce -
Raccolsero la stoffa spiegazzata del deltaplano, presero Pinocchio per una mano, e lo portarono fino a una rozza costruzione di pietra. Pinocchio si sedette su una panca rugosa e non osava neanche fiatare.
- Che ne facciamo di questo intruso? - disse il primo omaccio, che si chiamava Marcone.
- Non essere sciocco. Questo bambino può essere una fortuna, per noi. Se si è perduto, lo cercheranno. E allora diremo che se ci danno un bel po' di soldi glielo restituiremo. Per ora conviene aspettare e non muoverci -
Pinocchio ascoltava e aveva sempre più paura.
- Leghiamolo - disse il brigante più sveglio, che si chiamava Nanni. Si trattava proprio di due briganti nascosti da anni sulla montagna più scoscesa e fuori mano: avevano combinato tutta una serie di misfatti, ucciso una guardia e svaligiata una banca, e terrorizzavano la zona. Legarono le mani a Pinocchio con una rozza corda, e poi lo attaccarono a un grosso anello di ferro infisso nel muro, in modo che potesse star seduto, ma senza potersi muovere. Gli legarono anche una striscia di stoffa sulla bocca, in modo che non potesse nè parlare nè strillare. E poi gli legarono anche i piedi, in modo che non si potesse muovere del tutto. Pinocchio si sentì perduto, e per il momento decise di non far nulla.
- Chiediamo un riscatto. Cento zecchini d'oro - disse Nanni. - Farò arrivare un biglietto alla villa dei Giannelli. Il loro figlio val bene cento zecchini d'oro. Se sono saggi se la caveranno con poco, altrimenti gli faremo avere a casa un orecchio del bambino -
- Ben detto! - approvò Marcone strofinandosi le mani per la contentezza.

Nessun commento:

Posta un commento