domenica 5 dicembre 2010

Pandev? Fischiato e dimenticato. Ora abbiamo Herzar

Era gennaio, già 2010: Pandev lasciava la Lazio, andava all'Inter, lasciava la via dell'umiltà per andare verso la grandezza. Ci lasciava a brutto muso, e noi non potevamo che bestemmiare su questo amore tradito.
Sono passati soltanto undici mesi: Pandev è tornato, ha pure segnato, ma ha preso i nostri fischi e ha dovuto riprendere la strada del nord con le pive nel sacco, mentre noi facevamo festa alle nostre nuove grandezze, al duo Hernanes-Zarate detto HerZar, sua altezza lo Zar: noi, figli dell'umiltà, abbiamo umiliato i grandi e ci siamo ripresi la gloria dell'Olimpico, sottolineata dal volo dell'aquila Olimpia.
Una nuova Lazio si sta affacciando sui cieli d'Italia, una Lazio che macina gioco di classe e che fa gol preziosi, sospinta dal duo HerZar, due grandi giocatori che sembrano un'aquila bicipite, un'aquila a due teste, che domina con la sua classe. In due-tre anni Lotito, Tare e Reja hanno cominciato a seminare oro, a realizzare una squadra di classe dalle rovine di una società e di una squadra invecchiate e immiserite dai debiti e dalle sconfitte.
Sta nascendo una Lazio nuova. Ha tanti giovani di valore. Ha un avvenire davanti a sè, ma perchè si muove con umiltà e con la forza della volontà.
E' la Lazio di Hernanes e di Zarate, ma anche di Radu e Lichtsteiner, di Floccari e di Mauri, di Muslera e di Ledesma. La squadra anche di "vecchi" che danno l'anima: Biava e Dias, Brocchi e Matuzalem, Rocchi e Bresciano, e poi di altri giovani che ancora debbono andare all'assalto, come Cavanda e Kozak.
Ecco la Lazio, un bel mixer di gioventù e di esperienza, che sta scalando la vetta del calcio italiano, forza nuova sospinta dall'umiltà e dalla volontà. E finchè saranno queste due motivazioni a guidare la nostra stella, ci sarà un gran posto, per la Lazio, nel cielo del nuovo calcio italiano.

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