sabato 16 aprile 2011

Sarà dura a Catania con quella pellaccia di Diego Simeone

Non sarà per niente facile, all'ombra dell'Etna, per la Lazio che aspira alla Champions League. Ci ritroveremo contro quella pellaccia di Simeone, uno che certamente il cuore ce l'avrà biancazzurro, ma anche uno che lotta fino alla morte prima di cedere.
Lo conosciamo bene,  Diego Simeone: nessun laziale può averlo dimenticato. Te lo puoi immaginare ancora con la bandana del pirata in testa e un coltello fra i denti. Eppure noi dobbiamo tentare di batterlo: i tre punti ci servono non tanto contro l'Udinese, che a Napoli sta molto peggio di noi e dovrà fare a meno di tutti i migliori, quanto contro la Roma, che oggi col Palermo non so se avrà via libera da Delio Rossi, ma è certamente in condizione di rimangiarci un paio di punti.
Il destino della Champions è dunque legato al comportamento in campo delle due siciliane. Il Catania sicuramente darà l'anima, mentre del Palermo non si sa. Solo l'orgoglio potrebbe dare ai rosanero di Delio delle armi micidiali, per tornare magari alla vittoria dopo certe sbornie memorabili (0-7 con l'Udinese!)
 A Catania la Lazio va con la sua miglior formazione. Recupera Radu ed ha disponibili tutti. Reja è tentato di schierare Floccari al fianco di Zarate per poter avere migliori frecce nel suo arco, ma forse alla fine opterà per la staffetta con Sculli, assicurandosi all'inizio una poderosa copertura, per giocare meglio la carta Floccari nel finale come già contro il Parma.
Giocheremo conoscendo già il risultato di Roma-Palermo, e questo potrebbe essere un vantaggio, per noi, anche in caso di vittoria romanista: saremo costretti a dare il tutto per tutto per cercare di non farci riagguantare da questi cugini che ci stanno inseguendo da quasi un anno e non riescono a prenderci malgrado ci abbiano sgraffignato tutti e sei i punti del derby. A pensarci bene, questo potrebbe essere già un segnale.
E poi, loro, ora che hanno scoperto l'America, potrebbero pure contentarsi dell'Europa (League).



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