lunedì 16 agosto 2010

Il paese si spopola - I miei ricordi 101

Stava cominciando un fenomeno che apparve irreversibile e di enormi conseguenze: il graduale svuotamento dei paesi di montagna come Acuto, quando la città apparve il mito della rinascita, del lavoro per tutti, dello stipendio che risolveva tutti i problemi.
In dieci anni, la popolazione del mio paese, da tremila abitanti si riduceva a uno scarso migliaio. La magra campagna venne gradualmente abbandonata, le case si svuotarono e cominciò la loro progressiva decadenza.
Le famiglie persero uno alla volta i loro componenti: per prime partirono le forze giovani, che trovarono lavoro soprattutto nell'edilizia, ma anche nelle prime industrie
che nascevano alle periferie della Capitale. I più fortunati trovarono impiego nei ministeri, negli ospedali, negli enti parastatali, nel commercio.
Poi fu la volta delle forze di rincalzo: qualche genitore non troppo anziano, i secondogeniti in grado di affrontare le prime fatiche; poi le donne, anziane e ragazze, che finalmente uscivano dalle loro case per cominciare a collaudare la loro tanto invocata parità.
Così accadde a casa mia: il primogenito trovò lavoro già nel 1945, a 23 anni; il secondo lo seguì tre anni dopo, ma dovette a lungo penare in lavoretti di ripiego, sistemandosi stabilmente soltanto ai primi anni '50. A questo punto, con due stipendi, il gruppone familiare era maturo per il grande salto: nella primavera del 1952 ci trasferimmo in blocco a Roma, in un vecchio edificio di proprietà del Banco di Napoli (dove era impiegato il figlio maggiore) in Via Carlo Alberto, a un passo da Santa Maria Maggiore.
In soli sette anni il grande salto era compiuto: la cara casetta del paese ci vedeva tornare sporadicamente, al massimo per una ventina di giorni nell'estate, e cominciò la sua graduale decadenza.
Come era triste, d'altra parte, tornare lì dove eravamo stati così felici con nostro padre e con i tanti amici ormai perduti.
Ma non era stato facile, per noi, arrivare a quel 1952 che voleva dire l'inizio di una lenta e faticosa ripresa. Avevo appena undici anni, settembre 1945, e per me cominciò il lungo calvario dei collegi.
Infatti, prima che mi trasferissi anch'io nella Capitale, dovettero trascorrere altri otto anni,dal 1945 al 1953. Nel corso di questi otto anni, cambiando collegio tre volte tra Anagni ed Alatri, riuscii a compiere i miei studi, prima nella scuola media, poi al ginnasio, infine al liceo classico, e nell'ottobre del 1953, con uno strappo che non fu molto bene accetto in famiglia, riuscii finalmente a trasferirmi a Roma, iscrivendomi
all'ultimo anno del liceo classico Pilo Albertelli, ex Umberto I, proprio a fianco dell'abside di Santa Maria Maggiore.
Ma quest'ultima parte della mia adolescenza era ormai un mondo completamente diverso da quello della mia infanzia, alla quale ho deciso di dedicare le mie memorie.
Un giorno, chissà, forse parlerò anche della mia adolescenza e giovinezza, vissute in uno scenario completamente diverso.

domenica 15 agosto 2010

REJA : tutto bene, ma voglio la quarta punta!

Edy Reia è soddisfatto, dopo la vittoria per 3-1 della Lazio sul Levante. -La squadra è in pieno rodaggio, ma si comincia a intravvedere la linea giusta. Ci restano ancora due settimane per mettere le cose a posto. Ovviamente, è determinante l'arrivo di Hernanes che sarà il faro del nostro gioco. Mi aspetto comunque da Lotito l'arrivo di una quarta punta forte e robusta".
Così parò Reja. Ma questa storia della quarta punta rischia di diventare proverbiale. Si era cominciato con i dodici milioni di BOGHOSSIAN. Poi si è ripiegati sui dieci milioni di ALMEIDA. Si è scesi successivamente ai sei di PELLE'. No, ancora non va bene: ed allora ecco i 3 milioni del turco BAHADIR, e infine si è planati sul greco Pantelis KAPETANOS dello Steaua Bucarest, 2 milioni netti.E non sarebbe neanche da buttar via, avendo 27 anni, essendo alto 1,89 e avendo una discreta familiarità con il gol. Ma si farà?
Mancano ancora 15 giorni alla chiusura ufficiale del calciomercato, e ne sentiremo ancora della belle. Significativa la parabola da Boghossian a Kapetanos. Ma chi si accontenta gode. Se proprio dovesse andare tutto male, ci resta sempre Libor KOZAK, anni 21, un metro e 90, un po' rozzo nel gioco, ma state sicuri che quello, anche in campionato, i suoi 5/6 gol sarebbe in grado di farli.

Cannonieri estivi: KOZAK 8 - ROCCHI 5 -GONZALEZ 3

Finora La Lazio ha sostenuto dodici incontri in amichevole, vincendo 9 volte (una ai calci di rigore), pareggiando una volta, perdendo due volte - con arabi e spagnoli.
Ha segnato 30 gol e ne ha subiti 8.
Di questi 30 gol, 8 portano la firma del ragazzo Kozak, quasi il 27 per cento, una rete su tre/quattro. Libor ha messo ha segno una gran bomba contro gli spagnoli del Levante, ieri pomeriggio a Fiuggi, su un filtrante invito del folletto Foggia. Ma che andiamo cercando una costosa quarta punta, che creerebbe solo problemi, dato che non dobbiamo disputare nessuna coppa, se non la Coppa Italia? (A proposito, per il terzo turno c'è un inedito Lazio-Portogruaro il 27 di ottobre).
Ricordiamo inoltre che, prima di Kozak, abbiamo già in qualche modo una quarta punta, quel Foggia che nessuno prende in considerazione più di tanto: ma che, va davvero a Firenze?
Al secondo posto, con ben 5 reti, una su sei sul conto totale, c'è il solito Rocchi, che...il lupo perde il pelo ma non il vizio. Rocchi intende arrivare al gol numero cento nella Lazio, e gliene mancano solo 7. Grazie, piccolo grande Tommaso.Tu conosci te stesso e ci sai stare, anche quando nessuno t'incorona.
Terzo in graduatoria nientemeno che Alvaro Gonzalez, da tutti poco considerato, ma ha già realizzato 3 gol, uno su dieci. Un hobby niente male per un centrocampista da fatica.
Con 2 gol seguono: Bresciano, Del Nero, Zarate e Stendardo. Molto bene tutti e quattro, fra i protagonisti delle partite estive.
Con 1 rete: Brocchi, Diakité, Pintos (che presteremo a una squadra spagnola), Biava, il giovanissimo Di Mario e infine Floccari, disponibile da pochissimi giorni. Lui, i gol si riserva di farli in campionato.
Ecco la graduatoria completa.
1. KOZAK 8
2. ROCCHI 5
3. GONZALEZ 3
4. ZARATE 2
4. BRESCIANO 2
4. DEL NERO 2
4. STENDARDO 2
8. FLOCCARI 1
8. BROCCHI 1
8. DIAKITE' 1
8. PINTOS 1
8. BIAVA 1
8. DI MARIO 1
In tutto, sono ben 13 i giocatori laziali andati a segno.


sabato 14 agosto 2010

Con LEDESMA la Lazio cresce:3-1 al Levante - Gonzalez Kozak Stendardo

Lazio male all'inizio, lenta, nervosa, tornata al 3-5-2 anche per le assenze forzate di Brocchi e di Zarate.
Così la Lazio nel primo tempo: Muslera; Biava, Stendardo Dias; Lichtsteiner, Gonzalez, Matuzalem, Mauri, Garrido; Floccari, Rocchi.
La Lazio segna all'11' su un affondo di Garrido: cross di Mauri, il "papino" Gonzalez realizza di testa.
Il Levante reagisce e pareggia dieci munuti dopo: fallaccio di Dias su Mono, realizza il rigore Munoz.
Il gioco risulta comunque inceppato: Lichtsteiner spinge ma non basta, mentre Garrido si tiene troppo sulla difensiva.
Reja corre ai ripari all'inizio della ripresa e cambia tre pedine: Scaloni subentra a Lichtsteiner, Del Nero prende il posto di Garrido, Kozak sostituisce Rocchi. Purtroppo il gioco non migliora. Nervosismo e anche una serie di brutti falli.
Il vero cambiamento é al 16': entrano in campo Ledesma, Foggia e Berni al posto di Mauri, Floccari e Muslera.
Subito Ledesma, con il bracciale di capitano, prende il comando del gioco, e Foggia gli dà una grande mano con la sua vivacità, sicché i duemila spettatori di Fiuggi cominciano ad applaudire. La Lazio passa così al 19': Foggia inventa un cross filtrante e preciso per la gran bordata di Kozak che insacca di prepotenza.
Ora il gioco fila senza problemi e al 45' arriva il 3-1 con un bel gol di testa di Stendardo che anticipa tutti su un calcio d'angolo battuto alla perfezione da Ledesma.
Tutto è bene quel che finisce bene. Però a Reja rimangono molti problemi da risolvere fin dall'impostazione della squadra. Hernanes ha sostenuto con successo le visite mediche, ma è tornato subito in Brasile per l'impegno con la nazionale, e non potrà essere a Roma prima del 18 agosto. Questo vuol dire che Reja avrà soltanto dieci giorni di tempo per tentare di mettere in piedi una squadra ragionata e in discreta forma fisica. In bocca al lupo.

Quando l'amore è vero...I miei ricordi 100

Zia Agnese avrebbe voluto dare a ciascuna delle sue tre bellissime figlie, Livia, Marisa e Anna, un bel principe azzurro, che assicurasse a ciascuna di esse un brillante futuro.
Zia Agnese aveva una volontà di ferro, e nella vita, per quanto la riguardava, aveva ottenuto tutto.
Ma, quando c'è in gioco la volontà di un'altra persona, inutile star lì a lambiccarsi la testa: ognuno fa la propria volontà.
Così, amaramente, zia Agnese dovette rassegnarsi a tre matrimoni piccolo borghesi, poco più o poco meno, come capita a tutta la gente conmune. Ma prima di rassegnarsi...
Livia sposò Vittorio, un bravo ragazzo conosciuto in parrocchia a San Marcellino, e che abitava in via Labicana. Il loro intenso amore venne contrastato fino all'ultimo, inutilmente. Ebbero una bellissima bambina, Simonetta, per la quale Livia e Vittorio cominciarono a sognare un principe azzurro.
Ma Simonetta un'estate, proprio sotto casa, ad Acuto, s'innamorò di Alessio, figlio della lattaia e di un pastore. Ma un amore così grande, così intenso, che non servirono a nulla le proteste di zia Agnese, di Livia e di Vittorio. Anzi, finita l'estate, Simonetta si sposò con Alessio, e decise di restarsene per sempre ad Acuto, rispedendo in lagrime a Roma la nonna e i genitori. Un amore per sempre: Simonetta ed Alessio vissero felici
ad Acuto, e di Roma e delle sue grandezze se ne infischiarono.
Anche le altre due figlie di zia Agnese ebbero una sorte simile. Per qualche anno la madre si illuse di salvarle da un matrimonio qualunque, favorendo magari qualche amoruccio giovanile con ragazzi di un certo lignaggio.
Un anno Marisa fu corteggiata a lungo da un ragazzo di ottima famiglia, e zia Agnese non era scontenta. Ma questo ragazzo era terribilmente geloso, e pian piano Marisa se ne stancò. Quando conobbe Franco, un ragazzo semplice e affettuoso, capì che questa era la sua strada, e non stette a badare se fosse o no di alto lignaggio. Anche la loro è stata un'unione felice, perché basata su un amore sincero.
Pian piano le ambizioni di zia Agnese andarono scemando. Aveva capito la morale della favola. E diede subito il suo consenso quando Anna le presentò un altro Franco, che aveva un buon mestiere, ma nessun ascendente di rango.
Finalmente la zia aveva capito che al cuore non si comanda, e che nella vita non c'é niente di più bello di un amore vero, non basato sul calcolo. La dolce Simonetta, la sua primissima nipote, aveva dato alla nonna una lezione grande, che non sarebbe stata mai dimenticata (continua).

Noi non abbiamo né SNEJIDER né RONALDINHO: accontentiamoci

Dopo aver ammirato, ieri sera da Bari, le prodezze balistiche dei vari Snejider e Ronaldinho, noi laziali dobbiamo dar prova d'intelligenza, e ritenere che nel campionato che sta per cominciare noi non potremo mai stare a quell'altezza. Anche se il nostro profeta Hernanes dovesse far miracoli e meraviglie, esistono però strutture di quadra ben superiori alla nostra: quella dell'Inter, prima di tutto, e poi quella del Milan, e infine anche quella della Juventus. Se ci mettiamo almeno la Roma, noi al quarto posto non potremo aspirare mai, bisogna riconoscerlo, e avere pazienza, e aspettare una crescita lenta e progressiva, che ci porti almeno ad aspirare a una settima posizione, vale a dire al ritorno all'Europa League. Sarebbe almeno un traguardo di tutto rispetto.
Non sarà l'amichevole di Fiuggi con il Levante, per quanto bene possa andare, a farci ricredere da questa considerazione di base. Ci sono dei valori consolidati, nel calcio italiano, che, per quanti miracoli di buona volontà si possano realizzare, non ci consentiranno mai, ora come ora, di dare la scalata a qualcosa di più del settimo posto, che dopo il dodicesimo della scorsa stagione sarebbe già un grosso guadagno.
Stasera vedremo in campo Muslera; Lichtsteiner, Dias, Stendardo, Garrido; Brocchi, Ledesma, Gonzalez;Mauri (poi verrà Hernanes...); Zarate, Floccari. E abbiamo ancora altre buone carte da giocare come Rocchi, Matuzalem,Radu, Biava,Foggia, Diakité, Del Nero, Zauri e bella compagnia: possiamo star sicuri che il loro dovere lo faranno, ma non gli imponiamo traguardi impossibili.
Guardiamo la realtà e siamo umili. A noi basta, in fondo, compiere un bel passo in avanti rispetto all'anno scorso. Il passo che, tecnicamente, fummo in grado di fare dal famoso 21 aprile, quando la Lazio di Reja seppe esprimere una qualità di gioco notevole e raccogliere un bottino di punti che, se rapportato a un intero campionato, ci avrebbe consentito di raggiungere addirittura un quarto posto. Quel quarto posto che però la realtà obbiettiva del nostro campionato di serie A oggi ci nega, concedendoci al massimo, come traguardo presumibile, soltanto il settimo e l'ingresso nell'Europa League.

venerdì 13 agosto 2010

Domani sera a FIUGGI torna una LAZIO nuova contro il LEVANTE

La Lazio torna in campo domani sera a Fiuggi, ancora contro una squadra spagnola, il Levante. Sarà anche questa volta un avversario duro, perchè più avanti con la praparazione, mentre si può dire che la Lazio finora ha giocato con i suoi trenta titolari, essendosi divertito il buon Reja a schierare mezze formazioni difensive da una parte e mezze formazioni offensive dall'altra, senza mai preoccuparsi di vedere in campo tutti insieme i migliori.
Sarà questa la volta buona. All'inizio del campionato mancano soltanto quindici giorni, e quindi è arrivato il momento di fare sul serio. Anche se manca tuttora quell'Hernanes che dovrà assumere la regia del gioco dal centrocampo in avanti, in un compito che prevede il potenziamento di una Lazio offensiva.
Terminata o quasi la campagna acquisti, ci sarà forse un solo ritocco in attacco per la quarta punta, che sarà probabilmente il greco Pantelis Kapetanos, militante in Romania nello Steaua, che ha disputato un buon campionato del mondo. Ha 27 anni, è alto 1.79, segna parecchie reti e non creerà grossi problemi nè a Floccari, nè a Zarate nè a Rocchi, ma si limiterà a fare il suo quando sarà chiamato in campo.
Inoltre Reja, una volta accertatto che Ledesma rinnoverà un accettabile contratto con la Lazio, ha deciso lo stop all'arrivo di un centrocampista.La Lazio ha i suoi bei mediani, da Brocchi a Gonzalez, da Matuzalem a Mauri, con la possibilità di far ricorso anche a Lichtsteiner e Del Nero per certe partite.
Ora piuttosto Reja dovrà porre mano alla scelta dei difensori titolari con uno schieramento a quattro stabilito come il migliore per far risaltare il compito di Hernanes. I laterali sono Lichtsteiner e Radu, i centrali senza dubbio Dias e forse Stendardo, ma con ottime possibilità d'inserimento anche di Biava e Zauri - se resta -
L'importante è stabilire l'ordine delle gerarchie, nel quale si può inserire benissimo Diakité. Come si vede, non abbiamo difensori mondiali, ma onesti lavoratori che devono credere al loro compito delicato. Dias, sostenuto da Hernanes, saprà assumere la guida del reparto arretrato assieme a Ledesma.
In avanti stiamo benino, con un Floccari rinnovato fisicamente e un Rocchi e uno Zarate che puntano al rilancio. E non dimentichiamo che c'è anche Foggia. Bisogna vedere quanto inciderà alle loro spalle un eccellente organizzatore di trame come Hernanes. Da lui dipenderà molto della Lazio nuova.
Hernanes arriva domani e ovviamente non sarà della partita. Lui lo aspettiamo in campo la prossima settimana: tanto, è già ben rodato.