La Befana ha portato un bel sacco pieno di carbone per i canarini frusinati: uno 0-2 perentorio, che non lascia adito a dubbi. Il Livorno non ha fatto sconti, dovendo pensare alle sue speranze ed aspirazioni a un ritorno in serie A.
Sùbito la malasorte in azione al 12', quando il portiere Sicignano ha dovuto lasciare il campo per un brutto infortunio. Frattali, subentrato all'esperto titolare, nulla ha potuto, e anzi è stato proprio un suo grave errore ad aprire la via del gol ai livornesi, con Dionisi pronto a raccogliere il gradito regalo al 38'. A vuoto ogni tentativo di reazione, e non è servito l'innesto di qualche rinforzo.
Al 31' della ripresa la botta conclusiva di Tavano, e buonanotte. Ora la classifica piange davvero.
Siamo in piena voragine, e ci vorrà una gran forza d'animo per venirne fuori. La prossima trasferta di Empoli permette solo qualche speranza, a patto di reagire con energia alla brutta piega presa dalla situazione.
Qui Lazio by Luigi Jadicicco raccoglie tutti i laziali, a cominciare da quelli dei nostri paesi che sono orgogliosi di far parte di una terra ricca di gloria, di arte e di storia. Con loro i tifosi della Lazio, prima squadra di calcio di Roma. Degli amati paesi laziali trattiamo tutti i problemi, le attese, le speranze.
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sabato 8 gennaio 2011
domenica 19 dicembre 2010
Kozak ci regala tre punti d'oro - Lazio-Udinese 3-2
Gran bella partita, squadre scatenate all'attacco, tante occasioni perdute da una parte e dall'altra, ma alla fine la Lazio ha vinto con pieno merito.
Certo, le difese hanno fatto acqua, l'Udinese ha segnato due volte di testa con Sanchez e Denis, e sui gol di testa Muslera sembra soffrire molto.
Ma anche la difesa udinese ha mostrato crepe vistose contro un attacco laziale molto vivace: buona la regia di Rocchi che ha fatto da sponda in molte azioni, come quella in cui Hernanes, dopo appena due minuti, ha infilzato Handanovic. Hernanes, brillante in molte occasioni, ha colpito anche una clamorosa traversa a metà del primo tempo, con un tiro così vibrante che avrebbe ben meritato il 2-0 di tutta sicurezza.
Invece l'Udinese ha acciuffato il pareggio ad inizio di ripresa con il classico Sanchez, una vera spina nel fianco nella difesa biancoceleste.
Bellissimo, comunque, l'immediato 2-1 di Biava, con una stupenda girata su invito di testa di Dias.
Incontro giocato al freddo più gelido, e perfino con la necessità di accendere i fari per scarsa visibilità.
Nervosismo sul 2-2 (con Denis al 61', appena entrato al posto di Asamoah). Reja decide di far uscire Zarate, prendendosi i fischi del pubblico. ma entra il gigante Kozak, e sarà proprio lui a trovare la zampata giusta (deviazione di Zapata) per regalare alla squadra una preziosissima vittoria, che ci conferma al secondo posto.
Recupero interminabile: cinque minuti, tanto per farci soffrire ancora un po'. Reja ha trovato anche il modo di farsi espellere.
Ma tutto è bene quel che finisce bene, e ora godiamoci, per le due settimane di festa, questi tre punti d'oro, che non potevano mancare dopo il bellissimo volo dell'aquila Olimpia.
Certo, le difese hanno fatto acqua, l'Udinese ha segnato due volte di testa con Sanchez e Denis, e sui gol di testa Muslera sembra soffrire molto.
Ma anche la difesa udinese ha mostrato crepe vistose contro un attacco laziale molto vivace: buona la regia di Rocchi che ha fatto da sponda in molte azioni, come quella in cui Hernanes, dopo appena due minuti, ha infilzato Handanovic. Hernanes, brillante in molte occasioni, ha colpito anche una clamorosa traversa a metà del primo tempo, con un tiro così vibrante che avrebbe ben meritato il 2-0 di tutta sicurezza.
Invece l'Udinese ha acciuffato il pareggio ad inizio di ripresa con il classico Sanchez, una vera spina nel fianco nella difesa biancoceleste.
Bellissimo, comunque, l'immediato 2-1 di Biava, con una stupenda girata su invito di testa di Dias.
Incontro giocato al freddo più gelido, e perfino con la necessità di accendere i fari per scarsa visibilità.
Nervosismo sul 2-2 (con Denis al 61', appena entrato al posto di Asamoah). Reja decide di far uscire Zarate, prendendosi i fischi del pubblico. ma entra il gigante Kozak, e sarà proprio lui a trovare la zampata giusta (deviazione di Zapata) per regalare alla squadra una preziosissima vittoria, che ci conferma al secondo posto.
Recupero interminabile: cinque minuti, tanto per farci soffrire ancora un po'. Reja ha trovato anche il modo di farsi espellere.
Ma tutto è bene quel che finisce bene, e ora godiamoci, per le due settimane di festa, questi tre punti d'oro, che non potevano mancare dopo il bellissimo volo dell'aquila Olimpia.
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Grazie, lupi: l'aquila è di nuovo lassù
Grazie, Roma, grazie, lupi: con il colpaccio giallorosso di Milano, l'aquila vola di nuovo lassù. Il Milan era reputato imbattibile, ma imbattibile non è: qualche problema tormenta di tanto in tanto anche lo squadrone di Allegri. Così, è bastato un gol dell'ex Borriello,anche se un po' casuale, a gettare in allarme i rossoneri e a creare il rilancio immediato delle seconde linee: Lazio, Juventus e Napoli, che oggi potrebbero ritrovarsi tutte a soli tre punti dal diavolo.
Il campionato italiano di serie A è veramente imprevedibile, quest'anno. Basta pensare alla Roma che sta rientrando, anche se è tuttora a sette punti, e all'Inter che, se mettesse a frutto le due partite da recuperare, sarebbe lei pure a soli sette punti, con la gloria e lo stimolo non indifferenti di campioni del mondo di società, titolo strameritato, grazie prima a Mourinho e ora anche a Rafa Benitez.
Quanto ai noi, eccoci qui ancora in piedi, belli gagliardi, malgrado qualche sciocchezza commessa ultimamente. Se si riesce a battere l'insidiosa Udinese, siamo di nuovo sul collo dei rossoneri. L'aquila Olimpia, anche se fa molto freddo, potrà volare nel cielo dell'Olimpico e darci la sua simbolica spinta a far bene.
Anche il Napoli, che affronte il Lecce al San Paolo,dovrebbe far bene, benché i salentini, domenica scorsa, si siano rilanciati contro il Chievo con una bella quaterna. La Juventus, invece, dovrà affrontare l'insidia del terreno dei clivensi, che in casa sono soliti farsi rispettare con i vari Pellissier e Moscardelli.
Ecco insomma una giornata calcistica di grande risalto, che noi laziali affronteremo in anticipo alle 12.30. Cinque minuti prima ci sarà il bel volo di Olimpia, divenuto ormai un grande numero di richiamo.
Il campionato italiano di serie A è veramente imprevedibile, quest'anno. Basta pensare alla Roma che sta rientrando, anche se è tuttora a sette punti, e all'Inter che, se mettesse a frutto le due partite da recuperare, sarebbe lei pure a soli sette punti, con la gloria e lo stimolo non indifferenti di campioni del mondo di società, titolo strameritato, grazie prima a Mourinho e ora anche a Rafa Benitez.
Quanto ai noi, eccoci qui ancora in piedi, belli gagliardi, malgrado qualche sciocchezza commessa ultimamente. Se si riesce a battere l'insidiosa Udinese, siamo di nuovo sul collo dei rossoneri. L'aquila Olimpia, anche se fa molto freddo, potrà volare nel cielo dell'Olimpico e darci la sua simbolica spinta a far bene.
Anche il Napoli, che affronte il Lecce al San Paolo,dovrebbe far bene, benché i salentini, domenica scorsa, si siano rilanciati contro il Chievo con una bella quaterna. La Juventus, invece, dovrà affrontare l'insidia del terreno dei clivensi, che in casa sono soliti farsi rispettare con i vari Pellissier e Moscardelli.
Ecco insomma una giornata calcistica di grande risalto, che noi laziali affronteremo in anticipo alle 12.30. Cinque minuti prima ci sarà il bel volo di Olimpia, divenuto ormai un grande numero di richiamo.
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sabato 18 dicembre 2010
Inter campione del mondo per società: 3-0 al Mazembe
Grande Inter: è campione del mondo per società, battuta per 3-0 la squadra congolese del Mazembe con reti di Pandev, Eto'o e Biabiany.
Un grande risultato, che riporta uno spicchio di luce sul calcio italiano, anche se di giocatori nostrani l'Inter ne ha pochi o nessuno. Ma poco importa: la struttura societaria è nostra, il gioco è quello che domina nel calcio italiano.
Ne avevamo un grande bisogno, dopo tante sconfitte. Ora si respira un po' meglio, anche perché tre squadre italiane, Milan, Inter e Roma, sono nelle fasi finali della Champions e il Napoli è tuttora presente nell'Europa League.
Bella rivalsa anche per Rafa Benitez, anche se l'Inter è andata a disputare questi mondiali di società grazie alle affermazioni ottenute con Mourinho, che ha seguito l'incontro rivestendo una maglia nerazzurra. Un grande amore che lui non potrà mai scordare.
Ora l'Inter rientra, ritemprata, nel clima del nostro campionato, e la sua candidatura allo scudetto è sempre valida malgrado il grande distacco dai cugini rossoneri.
Un grande risultato, che riporta uno spicchio di luce sul calcio italiano, anche se di giocatori nostrani l'Inter ne ha pochi o nessuno. Ma poco importa: la struttura societaria è nostra, il gioco è quello che domina nel calcio italiano.
Ne avevamo un grande bisogno, dopo tante sconfitte. Ora si respira un po' meglio, anche perché tre squadre italiane, Milan, Inter e Roma, sono nelle fasi finali della Champions e il Napoli è tuttora presente nell'Europa League.
Bella rivalsa anche per Rafa Benitez, anche se l'Inter è andata a disputare questi mondiali di società grazie alle affermazioni ottenute con Mourinho, che ha seguito l'incontro rivestendo una maglia nerazzurra. Un grande amore che lui non potrà mai scordare.
Ora l'Inter rientra, ritemprata, nel clima del nostro campionato, e la sua candidatura allo scudetto è sempre valida malgrado il grande distacco dai cugini rossoneri.
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Crolla il Frosinone a Sassuolo: 5-3!
Di chi la colpa? Di tutta la difesa? Di tutta la squadra? Dell'allenatore? Brutte notizie da Sassuolo: il risultato che non ti aspetti, il crollo di una squadra che si è quasi sempre battuta con dignità, pur non riuscendo a staccarsi dalla zona pericolo.
Il Sassuolo doveva essere alla nostra portata, ma così non è stato. Non è bastata la risposta immediata di Stellone, che al 23' ci ha portato all'uno pari, perchè poi lo scatenato Martinetti, tra l'altro romano di Roma, ha fatto quel che gli pareva, mettendo a segno un'incredibile quaterna, che Noselli ha trasformato in cinquina.
Solo nel finale i canarini si sono scossi un po' e hanno salvato almeno la faccia dopo tanta grandinata. A segno Sansone al 75' e Santoruvo al 91', tanto per far capire che, se la testa fosse stata a posto, non sarebbe arrivata una sconfitta così clamorosa.
Beh, ora ci sono da trarre delle conclusioni. Siamo arrivati in piena zona retrocessione, quartultimi a quota 19, dietro a noi sono rimasti solo Piacenza e Portogruaro a 18 e Triestina a 17. C'è bisogno di una scossa, perché è arrivata l' ora di darsi una scrollata definitiva e cercare di riguadagnare la zona salvezza, magari già venerdì 7 gennaio, nell'anticipo contro il Livorno.
Ma ci vorrà un Frosinone quadrato e deciso come finora non è stato.
Il Sassuolo doveva essere alla nostra portata, ma così non è stato. Non è bastata la risposta immediata di Stellone, che al 23' ci ha portato all'uno pari, perchè poi lo scatenato Martinetti, tra l'altro romano di Roma, ha fatto quel che gli pareva, mettendo a segno un'incredibile quaterna, che Noselli ha trasformato in cinquina.
Solo nel finale i canarini si sono scossi un po' e hanno salvato almeno la faccia dopo tanta grandinata. A segno Sansone al 75' e Santoruvo al 91', tanto per far capire che, se la testa fosse stata a posto, non sarebbe arrivata una sconfitta così clamorosa.
Beh, ora ci sono da trarre delle conclusioni. Siamo arrivati in piena zona retrocessione, quartultimi a quota 19, dietro a noi sono rimasti solo Piacenza e Portogruaro a 18 e Triestina a 17. C'è bisogno di una scossa, perché è arrivata l' ora di darsi una scrollata definitiva e cercare di riguadagnare la zona salvezza, magari già venerdì 7 gennaio, nell'anticipo contro il Livorno.
Ma ci vorrà un Frosinone quadrato e deciso come finora non è stato.
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cronaca sportiva
giovedì 2 dicembre 2010
Lazio-Inter: la lotta (Brocchi) o la classe (Matuzalem)?
Per il big-match di domani sera, Lazio-Inter, Edoardo Reja è dilaniato da un forte dubbio a centrocampo: schierare fin dall'inizio Francelino Matuzalem accanto a Ledesma, per snellire e arricchire la manovra biancoceleste, oppure affidarsi ancora a Cristian Brocchi, il lottatore per eccellenza, per controbattere lo straripante dinamismo di Stankovic, Cambiasso e Thiago Motta?
E' un dubbio che Reja risolverà all'ultimo minuto,per non dare preziosi riferimenti a Rafa Benitez, il quale ha capito che questa è una partita da vincere. Anche un pareggio ricaccerebbe indietro le velleità di rimonta dei nerazzurri, almeno per il momento. Col calendario che dà una grossa mano al Milan.
Ma la Lazio non può stare ad ascoltare i conti che si fanno gli altri. Deve fare i suoi, di conti. Non si può nascondere. E così ecco l'altro dilemma: due punte, Zarate-Floccari, con Hernanes trequartista, oppure una punta sola, Floccari, con Zarate a far parte del trio di suggeritori insieme a Hernanes e Mauri?
In somma: una Lazio che si reputa forte, o una Lazio che gioca prudentemente di rimessa?
Sarà comunque una gran partita. Le due squadre ce la metteranno tutta. E' lo scontro, anche, tra le due più forti difese d'Italia, le uniche ad aver subìto solo 11 gol in 14 partite (c'è anche il Chievo, ma deve giocare un incontro in più e può subire qualche altra rete, a Bologna), ma con la Lazio che ne ha presi ben 4 su rigore contro un solo rigore preso dall'Inter. La matematica e il buon senso sono entrambi dalla parte della Lazio del formidabile duo Biava-Diaz.
Che scenario! L'opposto dell'ultimo Lazio-Inter, quello dell'"Oh, nooo..." Dobbiamo riprenderci tutto l'onore perduto quel giorno solo per far dispetto alla Roma, per farle perdere lo scudetto. Ma ora lo scudetto passa anche dalle parti nostre.
E poi c'è l'aquila Olimpia: non si può sputtanare l'aquila Olimpia, quella che tanto ci ame e che ci vede imbattuti. Mai faremo soffrire l'aquila infliggendole una sconfitta.
E' un dubbio che Reja risolverà all'ultimo minuto,per non dare preziosi riferimenti a Rafa Benitez, il quale ha capito che questa è una partita da vincere. Anche un pareggio ricaccerebbe indietro le velleità di rimonta dei nerazzurri, almeno per il momento. Col calendario che dà una grossa mano al Milan.
Ma la Lazio non può stare ad ascoltare i conti che si fanno gli altri. Deve fare i suoi, di conti. Non si può nascondere. E così ecco l'altro dilemma: due punte, Zarate-Floccari, con Hernanes trequartista, oppure una punta sola, Floccari, con Zarate a far parte del trio di suggeritori insieme a Hernanes e Mauri?
In somma: una Lazio che si reputa forte, o una Lazio che gioca prudentemente di rimessa?
Sarà comunque una gran partita. Le due squadre ce la metteranno tutta. E' lo scontro, anche, tra le due più forti difese d'Italia, le uniche ad aver subìto solo 11 gol in 14 partite (c'è anche il Chievo, ma deve giocare un incontro in più e può subire qualche altra rete, a Bologna), ma con la Lazio che ne ha presi ben 4 su rigore contro un solo rigore preso dall'Inter. La matematica e il buon senso sono entrambi dalla parte della Lazio del formidabile duo Biava-Diaz.
Che scenario! L'opposto dell'ultimo Lazio-Inter, quello dell'"Oh, nooo..." Dobbiamo riprenderci tutto l'onore perduto quel giorno solo per far dispetto alla Roma, per farle perdere lo scudetto. Ma ora lo scudetto passa anche dalle parti nostre.
E poi c'è l'aquila Olimpia: non si può sputtanare l'aquila Olimpia, quella che tanto ci ame e che ci vede imbattuti. Mai faremo soffrire l'aquila infliggendole una sconfitta.
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cronaca sportiva
martedì 30 novembre 2010
Sansone illude...Frosinone ancora pari :1-1 col Pescara
Si era appena scesi in campo, e subito Sansone è andato a segno. E' fatta! abbiamo creduto tutti. Basta stringere i denti per quaranta minuti, o meglio cercare di attaccare, ma con molta saggezza, incutendo timore all'avversario .Il Pescara non si è intimorito affatto, e così, dopo 25 minuti, è arrivato il pareggio con Maniero. Questo nome...
E piove, e piove...acqua a non finire. Anche stavolta si è giocato al limite dell'impossibile. Piovono delusioni: partita, anzi mezza partita, dura e difficile.
Per fortuna almeno la classifica un pochino si è addolcita. Abbiamo raggiunto il Grosseto a quota 18, abbiamo sotto di noi a quota 17 la Triestina, poi c'è la zona retrocessione diretta: Ascoli,Piacenza, Sassuolo e Albinoleffe 16, Portogruaro 14.
Bisogna darsi una smossa. Vogliamo darcela già domenica a Vicenza? Anche un pareggio sarebbe manna dal cielo, ma , miracolo per miracolo, tre punti sarebbero ancora meglio. Un po' di fortuna sarebbe ora, no? Tanto, ormai è diventato più facile vincere in trasferta piuttosto che al Comunale.
E piove, e piove...acqua a non finire. Anche stavolta si è giocato al limite dell'impossibile. Piovono delusioni: partita, anzi mezza partita, dura e difficile.
Per fortuna almeno la classifica un pochino si è addolcita. Abbiamo raggiunto il Grosseto a quota 18, abbiamo sotto di noi a quota 17 la Triestina, poi c'è la zona retrocessione diretta: Ascoli,Piacenza, Sassuolo e Albinoleffe 16, Portogruaro 14.
Bisogna darsi una smossa. Vogliamo darcela già domenica a Vicenza? Anche un pareggio sarebbe manna dal cielo, ma , miracolo per miracolo, tre punti sarebbero ancora meglio. Un po' di fortuna sarebbe ora, no? Tanto, ormai è diventato più facile vincere in trasferta piuttosto che al Comunale.
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domenica 28 novembre 2010
Lazio: la grande occasione mancata - 1-1 col Catania
E meno male che all'ultimo minuto il Catania ha mancato una palla-gol, dopo aver fatto muro per tutto l'incontro: presentatisi in quattro contro due davanti a Reja, gli etnei hanno mancato il gol che ci avrebbe distrutto.
Una giornata grigia, quasi nera, per la Lazio, già andata in svantaggio con Silvestre allo scadere del primo tempo, svantaggio miracolosamente annullato da Hernanes tre minuti dopo, in pieno recupero, ed anche su una mezza papera di Andujar.
Il Catania ha fatto mucchio in maniera davvero spietata, senza badare a nulla se non a perdere tempo, sfiorando e superando il muro della vergogna sportiva.
Ma, tutto sommato, per la Lazio è stata una giornata storta. Neanche il magnifico volo di Olimpia ha potuto dare quel colpo di fortuna che sarebbe stato necessario per incasellare altri due punti d'oro, così preziosi da sfiorare il riaggancio col Milan.
Così i rossoneri restano ancora tre punti più su: e meno male che anche loro hanno inciampato, così come ha inciampato la Juventus, mentre il Napoli si è fermato a 24 per il crollo di Udine. L'unica a guadagnare è stata l'Inter, con la vittoria un po' troppo
vistosa sul Parma. Ma l'Inter è ancora sotto di quattro punti, e venerdì giocherà all'Olimpico proprio contro di noi.
Da Palermo,in serata, si sono sapute brutte notizie sula Roma, battuta nettamente e scavalcata dai rosanero, che hanno raggiunto l'Inter a quota 23. La Roma resta a 22,
cinque punti ancora sotto la Lazio.
A noi, cxomunque, non rimane che fare il muso lungo per la grandissima occasione mancata.
Solo Maurito Zarate, al 5' della ripresa, è riuscito a travolgere l'intera difesa catanese con un'azione irresistibile, ma il portiere Andujar ha superato se stesso sventando il gol con la punta delle unghie. Per il resto, oggi non si è visto il consueto bel gioco della Lazio. Eppure il Catania si è presentato con una formazione rabberciata al massimo, che in un certo senso ha costretto l'allenatore Giampaolo a impostare l'incontro sul non gioco.
Passare tra quella selva di gambe era praticamente impossibile. Ci sarebbe voluto un
gioco illuminato, ma Ledesma e Mauri, finora i veri piloti dela navigazione biancoceleste, hanno accusato un po' di stanchezza. Al 20' della ripresa Reja li ha sostituiti con Matuzalem e Foggia, ma la musica non è cambiata, e niente ha potuto fare Rocchi nei dieci minuti in cui ha sostituito un Floccari abbastanza provato.
Il migliore della Lazio è stato senza dubbio Zarate, autore di molti spunti di gran classe. Bene anche Hernanes, che ha dato segni di risveglio ed ha segnato un gran bel gol.
Ma ora voltiamo pagina e pensiamo all'incontro di venerdì. Dopo l'incontro Reja è apparso ben carico e deciso. Ogni tanto capita di fare una figuraccia, e stavolta è toccata a noi. Forse la prima volta quest'anno. Meno male che i danni sono stati tutto sommato relativi.
Una giornata grigia, quasi nera, per la Lazio, già andata in svantaggio con Silvestre allo scadere del primo tempo, svantaggio miracolosamente annullato da Hernanes tre minuti dopo, in pieno recupero, ed anche su una mezza papera di Andujar.
Il Catania ha fatto mucchio in maniera davvero spietata, senza badare a nulla se non a perdere tempo, sfiorando e superando il muro della vergogna sportiva.
Ma, tutto sommato, per la Lazio è stata una giornata storta. Neanche il magnifico volo di Olimpia ha potuto dare quel colpo di fortuna che sarebbe stato necessario per incasellare altri due punti d'oro, così preziosi da sfiorare il riaggancio col Milan.
Così i rossoneri restano ancora tre punti più su: e meno male che anche loro hanno inciampato, così come ha inciampato la Juventus, mentre il Napoli si è fermato a 24 per il crollo di Udine. L'unica a guadagnare è stata l'Inter, con la vittoria un po' troppo
vistosa sul Parma. Ma l'Inter è ancora sotto di quattro punti, e venerdì giocherà all'Olimpico proprio contro di noi.
Da Palermo,in serata, si sono sapute brutte notizie sula Roma, battuta nettamente e scavalcata dai rosanero, che hanno raggiunto l'Inter a quota 23. La Roma resta a 22,
cinque punti ancora sotto la Lazio.
A noi, cxomunque, non rimane che fare il muso lungo per la grandissima occasione mancata.
Solo Maurito Zarate, al 5' della ripresa, è riuscito a travolgere l'intera difesa catanese con un'azione irresistibile, ma il portiere Andujar ha superato se stesso sventando il gol con la punta delle unghie. Per il resto, oggi non si è visto il consueto bel gioco della Lazio. Eppure il Catania si è presentato con una formazione rabberciata al massimo, che in un certo senso ha costretto l'allenatore Giampaolo a impostare l'incontro sul non gioco.
Passare tra quella selva di gambe era praticamente impossibile. Ci sarebbe voluto un
gioco illuminato, ma Ledesma e Mauri, finora i veri piloti dela navigazione biancoceleste, hanno accusato un po' di stanchezza. Al 20' della ripresa Reja li ha sostituiti con Matuzalem e Foggia, ma la musica non è cambiata, e niente ha potuto fare Rocchi nei dieci minuti in cui ha sostituito un Floccari abbastanza provato.
Il migliore della Lazio è stato senza dubbio Zarate, autore di molti spunti di gran classe. Bene anche Hernanes, che ha dato segni di risveglio ed ha segnato un gran bel gol.
Ma ora voltiamo pagina e pensiamo all'incontro di venerdì. Dopo l'incontro Reja è apparso ben carico e deciso. Ogni tanto capita di fare una figuraccia, e stavolta è toccata a noi. Forse la prima volta quest'anno. Meno male che i danni sono stati tutto sommato relativi.
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Ore 18: commento a Lazio-Catania
La giornata può essere positiva per la Lazio. Il grande Milan, pur giocando un'ottima partita, è stato fermato a Marassi dalla Sampdoria. Anche la Juventus, nostra rivale nelle Coppe, non è andata oltre il pareggio interno con la Fiorentina, e anzi è stata costretta a inseguire per ottenere almeno un punto.
Quanto ai rivali della Roma, il viaggio a Palermo non sarà davvero una passeggiata, perché i rosanero sono altrettanto ambiziosi. E il Napoli troverà pane per i suoi denti in quel di Udine, contro quel duo d'attacco tutto napoletano formato da Di Natale e Floro Flores che sicuramente farà scintille per rimandare battuti i compaesani.
Nell'anticipo dell'ora di pranzo, l'Inter dovrebbe battere il Parma a San Siro. Ma la squadra di Rafa Benitez ha i giocatori contati, stanchi per l'incontro di Coppa, e non è detto che non ne esca una sorpresa da parte di quel Parma che domenica scorsa ha fatto perdere due punti anche a noi.
Detto questo, è naturale che anche la Lazio, contro il Catania, dovrà stare con gli occhi bene aperti. Edoardo Reja ha confermato in blocco la formazione titolare: stanno tutti bene, beato lui, e questo dovrebbe aiutare per quel risultato che rilancerebbe chiaramente le ambizioni biancazzurre in vista dei due grandi incontri con Inter e Juventus.
Alle ore 18 potrete seguire su questo schermo il commento della partita Lazio-Catania, con tanti auguri di notizie belle e ubriacanti come il volo di Olimpia.
Quanto ai rivali della Roma, il viaggio a Palermo non sarà davvero una passeggiata, perché i rosanero sono altrettanto ambiziosi. E il Napoli troverà pane per i suoi denti in quel di Udine, contro quel duo d'attacco tutto napoletano formato da Di Natale e Floro Flores che sicuramente farà scintille per rimandare battuti i compaesani.
Nell'anticipo dell'ora di pranzo, l'Inter dovrebbe battere il Parma a San Siro. Ma la squadra di Rafa Benitez ha i giocatori contati, stanchi per l'incontro di Coppa, e non è detto che non ne esca una sorpresa da parte di quel Parma che domenica scorsa ha fatto perdere due punti anche a noi.
Detto questo, è naturale che anche la Lazio, contro il Catania, dovrà stare con gli occhi bene aperti. Edoardo Reja ha confermato in blocco la formazione titolare: stanno tutti bene, beato lui, e questo dovrebbe aiutare per quel risultato che rilancerebbe chiaramente le ambizioni biancazzurre in vista dei due grandi incontri con Inter e Juventus.
Alle ore 18 potrete seguire su questo schermo il commento della partita Lazio-Catania, con tanti auguri di notizie belle e ubriacanti come il volo di Olimpia.
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sabato 27 novembre 2010
Anche stavolta, Frosinone a metà
E' durata tre minuti l'illusione di poter battere l'Ascoli e di poter mettere in bacheca tre punti preziosissimi: al 21' Terranova apre le ali alle speranze frusinati, ma anche stavolta è arrivato immediatamente il pareggio degli ospiti ascolani, al 24' con Lupoli, e la partita, guarda caso, si è chiusa lì.
I canarini, da un po' di tempo, non trovano le energie giuste per reagire e concludere vittoriosamente una partita.
Così, dall'auspicata quota 19, si è rimasti a 17, numero poco simpatico.
Il Frosinone, ora, ha un solo punto di vantaggio sulla zona retrocessione. Bisognerà sfruttare bene i 45 minuti che restano da recuperare contro il Pescara, al Comunale, martedì prossimo 30 novembre: a quota 20 si potrà respirare meglio.
Anche perché domenica 5 dicembre, alle ore 18, ci sarà la trasferta di Vicenza, difficile
ma non impossibile. Però occorre un Frosinone più energico e sveglio.
I canarini, da un po' di tempo, non trovano le energie giuste per reagire e concludere vittoriosamente una partita.
Così, dall'auspicata quota 19, si è rimasti a 17, numero poco simpatico.
Il Frosinone, ora, ha un solo punto di vantaggio sulla zona retrocessione. Bisognerà sfruttare bene i 45 minuti che restano da recuperare contro il Pescara, al Comunale, martedì prossimo 30 novembre: a quota 20 si potrà respirare meglio.
Anche perché domenica 5 dicembre, alle ore 18, ci sarà la trasferta di Vicenza, difficile
ma non impossibile. Però occorre un Frosinone più energico e sveglio.
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giovedì 25 novembre 2010
Garrido-Stendardo-Del Nero: 3-0 e derby assicurato
Ma quale Lazio due! Questi giocano, e giocano bene! Rincalzi in gamba, che hanno messo sotto l'Albinoleffe di Mondonico malgrado una strettissima partita difensiva.
Ha aperto Garrido al 14' con un bel calcio di punizione all'incrocio dei pali. Ha raddoppiato Stendardo al 44' con un'estirada su azione di calcio d'angolo favorita dal peso di Diakité. Ed ha chiuso al 36' della ripresa Del Nero con una straordinaria azione al volo e tocco di sinistro su invito di Gonzalez.
E Rocchi? E Kozak? Ci hanno provato una dozzina di volte ciascuno, ma la fortuna non li ha assistiti: solo una traversa per Kozak e un palo per capitan Rocchi, sempre pronto nei suoi tentativi.
Una gran bella Lazio, bella come il volo di Olimpia, che si è esibita malgrado la pioggia sempre più fitta. Questo Olimpico ha davvero un bel drenaggio, perchè il terreno era perfettamente agibile.
Così abbiamo guadagnato gli ottavi e soprattutto il diritto a disputare un altro derby con la Roma, un derby particolarmente pepato perchè aprirebbe un grosso spiraglio per la conquista della Coppa, cioè di un "titulo" che comincia ad avere il suo peso sulla scena nazionale.
La Lazio è piaciuta. In progresso Garrido e Bresciano, molto brillanti soprattutto Diakité, un vero bastione (attenti alla a!) e Tata Gonzalez, che sotto la pioggia ha messo in mostra una vitalità eccezionale, macinando chilometri e chilometri senza perdere quasi mai lucidità. Molto buona anche la prestazione del fantasista Foggia, che ha sfruttato bene tutti i palloni che gli giungevano sulla sponda destra del centrocampo.
Nell'Albinoleffe, buona la resistenza opposta dal portiere Layeni, e assai promettente il giovanissimo centrocampista Cia, subentrato nella ripresa. Reja ha dato respiro nel secondo tempo a Ledesma, Foggia e Scaloni, concedendo spazio a Del Nero, Brocchi e Cavanda. Applausi per tutti.
Ha aperto Garrido al 14' con un bel calcio di punizione all'incrocio dei pali. Ha raddoppiato Stendardo al 44' con un'estirada su azione di calcio d'angolo favorita dal peso di Diakité. Ed ha chiuso al 36' della ripresa Del Nero con una straordinaria azione al volo e tocco di sinistro su invito di Gonzalez.
E Rocchi? E Kozak? Ci hanno provato una dozzina di volte ciascuno, ma la fortuna non li ha assistiti: solo una traversa per Kozak e un palo per capitan Rocchi, sempre pronto nei suoi tentativi.
Una gran bella Lazio, bella come il volo di Olimpia, che si è esibita malgrado la pioggia sempre più fitta. Questo Olimpico ha davvero un bel drenaggio, perchè il terreno era perfettamente agibile.
Così abbiamo guadagnato gli ottavi e soprattutto il diritto a disputare un altro derby con la Roma, un derby particolarmente pepato perchè aprirebbe un grosso spiraglio per la conquista della Coppa, cioè di un "titulo" che comincia ad avere il suo peso sulla scena nazionale.
La Lazio è piaciuta. In progresso Garrido e Bresciano, molto brillanti soprattutto Diakité, un vero bastione (attenti alla a!) e Tata Gonzalez, che sotto la pioggia ha messo in mostra una vitalità eccezionale, macinando chilometri e chilometri senza perdere quasi mai lucidità. Molto buona anche la prestazione del fantasista Foggia, che ha sfruttato bene tutti i palloni che gli giungevano sulla sponda destra del centrocampo.
Nell'Albinoleffe, buona la resistenza opposta dal portiere Layeni, e assai promettente il giovanissimo centrocampista Cia, subentrato nella ripresa. Reja ha dato respiro nel secondo tempo a Ledesma, Foggia e Scaloni, concedendo spazio a Del Nero, Brocchi e Cavanda. Applausi per tutti.
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Rocchi-Kozak in Coppa pensando al derby
Un bello squarcio di azzurro si è aperto su Roma prima di questo Lazio-Albinoleffe. E' di buon auspicio per un volo di Olimpia sullo stadio, e di un desiderato successo della Lazio sulla formazione bergamasca, in vista di un ottavo di Coppa Italia che potrebbe essere un nuovo derby programmato tra dicembre e gennaio.
Alle 18 l'Olimpico vedrà il volo dell'aquila e la discesa in campo di una giovane formazione biancoceleste comprendente Berni; Scaloni, Diakité, Stendardo, Garrido; Gonzalez, Ledesma, Bresciano; Foggia; Rocchi, Kozak. Ci auguriamo di vedere più di qualche gol, in particolare del duo Rocchi-Kozak attesissimo alla prova, con Rocchi più esperto e capace anche di assist molto intelligenti per l'ariete Libor, uno dei giovani attaccanti più promettenti e seguiti in questa fase della stagione.
Alle loro spalle il "folletto" Pasqualino Foggia, ispirato suggeritore, e il tandem Ledesma-Bresciano, intelligenti manovratori del gioco. Un occhio di particolare attenzione per Tata Gonzalez e per Javier Garrido, possibili importanti innesti per la squadra.
Alle ore 20 potrete leggere il commento dell'incontro sullo schermo di Quilazio.
Alle 18 l'Olimpico vedrà il volo dell'aquila e la discesa in campo di una giovane formazione biancoceleste comprendente Berni; Scaloni, Diakité, Stendardo, Garrido; Gonzalez, Ledesma, Bresciano; Foggia; Rocchi, Kozak. Ci auguriamo di vedere più di qualche gol, in particolare del duo Rocchi-Kozak attesissimo alla prova, con Rocchi più esperto e capace anche di assist molto intelligenti per l'ariete Libor, uno dei giovani attaccanti più promettenti e seguiti in questa fase della stagione.
Alle loro spalle il "folletto" Pasqualino Foggia, ispirato suggeritore, e il tandem Ledesma-Bresciano, intelligenti manovratori del gioco. Un occhio di particolare attenzione per Tata Gonzalez e per Javier Garrido, possibili importanti innesti per la squadra.
Alle ore 20 potrete leggere il commento dell'incontro sullo schermo di Quilazio.
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mercoledì 24 novembre 2010
Domani sera Albinoleffe - pensando al nuovo derby
E vai, Lazio nuova! E vai, aquila Olimpia! Pioggia permettendo.
Domani sera alle 18, stadio Olimpico: quarto turno di Coppa Italia, con Lazio-Albinoleffe, contro la simpatica squadra lombarda che si sta facendo onore in serie B.
Per Lazio nuova s'intende non la Lazio riserve: non ci sono riserve, in questa squadra, ma solo giocatori che vengono impiegati di meno. Ecco perciò il bravissimo Berni tra i pali, i terzini Cavanda e Garrido, i centrali Diakité e Stendardo, tutti fior di calciatori.
E a centrocampo il simpatico Tata Gonzalez accanto a Ledesma, che domenica a Parma è stato impiegato solo pochi minuti; poi in fase di lancio ecco il brillante Pasqualino Foggia e il quotatissimo Bresciano, uscito definitivamente dai suoi problemi fisici. E in attacco un duo molto simpatico e molto efficace, quello composto da Tommaso Rocchi e da Libor Kozak. Questa squadra farebbe invidia ad almeno sei o sette formazioni titolari di serie A.
Obbiettivo: battere l'Albinoleffe per incontrare la Roma nel derby degli ottavi fissato all'Olimpico probabilmente per il 12 gennaio. Non è mica tanto lontano!
Domani sera alle 18, stadio Olimpico: quarto turno di Coppa Italia, con Lazio-Albinoleffe, contro la simpatica squadra lombarda che si sta facendo onore in serie B.
Per Lazio nuova s'intende non la Lazio riserve: non ci sono riserve, in questa squadra, ma solo giocatori che vengono impiegati di meno. Ecco perciò il bravissimo Berni tra i pali, i terzini Cavanda e Garrido, i centrali Diakité e Stendardo, tutti fior di calciatori.
E a centrocampo il simpatico Tata Gonzalez accanto a Ledesma, che domenica a Parma è stato impiegato solo pochi minuti; poi in fase di lancio ecco il brillante Pasqualino Foggia e il quotatissimo Bresciano, uscito definitivamente dai suoi problemi fisici. E in attacco un duo molto simpatico e molto efficace, quello composto da Tommaso Rocchi e da Libor Kozak. Questa squadra farebbe invidia ad almeno sei o sette formazioni titolari di serie A.
Obbiettivo: battere l'Albinoleffe per incontrare la Roma nel derby degli ottavi fissato all'Olimpico probabilmente per il 12 gennaio. Non è mica tanto lontano!
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domenica 21 novembre 2010
Successo sfiorato a Parma: Lazio saldamente seconda
Poteva anche farcela, la Lazio, nella dura trasferta di Parma. Questa Lazio ha grinta e forza di reazione: infilzata da Crespo, un ex sempre dal dente avvelenato, a metà del primo tempo, ha reagito con la forza di volontà che la distingue quest'anno, e al terzo minuto di recupero della prima fase di gioco ha riagguantato la situazione con il solito Floccari.
Nella ripresa si è vista la Lazio vera. Si è impossessata del centrocampo ed ha neutralizzato ogni velleità dei biancocrociati di Marino, intenzionati a dare un seguito alle vittorie sulla Sampdoria e sul Bari.
Nel finale, con l'ingresso in campo di Ledesma, la Lazio preso respiro, e avrebbe anche potuto ottenere la sua quinta vittoria in trasferta, cancellando lo zero di Cesena. Il limite della Lazio è proprio questo: macina tanto gioco, produce troppo pochi gol per una squadra che veramente volesse lottare per lo scudetto.
Lo spostamento di Zarate a centravanti può anche, come contro il Napoli, produrre grandi risultati, ma specialmente in trasferta Maurito non può assicurare un apporto decisivo. Infatti la squadra ha dovuto sfruttare le solite risorse di Sergio Floccari, più concreto sotto rete, per agguantare almeno il pareggio.
Marino ha avuto un elogio per il gioco della Lazio, apparso fluido e sicuro nel secondo tempo: l'allenatore del Parma si è detto contento di aver fermato sul pareggio una squadra che merita ampiamente il suo secondo posto in classifica.
Valida in difesa, padrona del gioco a centrocampo, la Lazio dovrebbe avere, accanto a Floccari, una seconda punta da 15 gol. Lotito dovrebbe cercarla sul mercato di gennaio, e allora le chances della formazione biancoceleste di arrivare tra le prime quattro crescerebbero a dismisura.
Si può provare con il cagliaritano Matri dando in prestito Kozak, o ancora meglio con Hugo Almeida, giocatore non raffinato tecnicamente, ma terribilmente efficace.
Ora il calendario offre una mano alla Lazio anche per recuperare qualcosa sul Milan: domenica dovremo puntare al successo contro il Catania all'Olimpico, auspice il volo dell'aquila Olimpia, mentre sabato il Milan dovrà affrontare la difficile trasferta di Marassi contro la Sampdoria, dove potrebbe anche lasciare qualcosa.
Nella ripresa si è vista la Lazio vera. Si è impossessata del centrocampo ed ha neutralizzato ogni velleità dei biancocrociati di Marino, intenzionati a dare un seguito alle vittorie sulla Sampdoria e sul Bari.
Nel finale, con l'ingresso in campo di Ledesma, la Lazio preso respiro, e avrebbe anche potuto ottenere la sua quinta vittoria in trasferta, cancellando lo zero di Cesena. Il limite della Lazio è proprio questo: macina tanto gioco, produce troppo pochi gol per una squadra che veramente volesse lottare per lo scudetto.
Lo spostamento di Zarate a centravanti può anche, come contro il Napoli, produrre grandi risultati, ma specialmente in trasferta Maurito non può assicurare un apporto decisivo. Infatti la squadra ha dovuto sfruttare le solite risorse di Sergio Floccari, più concreto sotto rete, per agguantare almeno il pareggio.
Marino ha avuto un elogio per il gioco della Lazio, apparso fluido e sicuro nel secondo tempo: l'allenatore del Parma si è detto contento di aver fermato sul pareggio una squadra che merita ampiamente il suo secondo posto in classifica.
Valida in difesa, padrona del gioco a centrocampo, la Lazio dovrebbe avere, accanto a Floccari, una seconda punta da 15 gol. Lotito dovrebbe cercarla sul mercato di gennaio, e allora le chances della formazione biancoceleste di arrivare tra le prime quattro crescerebbero a dismisura.
Si può provare con il cagliaritano Matri dando in prestito Kozak, o ancora meglio con Hugo Almeida, giocatore non raffinato tecnicamente, ma terribilmente efficace.
Ora il calendario offre una mano alla Lazio anche per recuperare qualcosa sul Milan: domenica dovremo puntare al successo contro il Catania all'Olimpico, auspice il volo dell'aquila Olimpia, mentre sabato il Milan dovrà affrontare la difficile trasferta di Marassi contro la Sampdoria, dove potrebbe anche lasciare qualcosa.
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Frosinone-Pescara: si chiude martedì 30 novembre
L'insistente maltempo che persisteva su Frosinone ha costretto l'arbitro Ruini di Reggio Emilia al rinvio dell'incontro Frosinone-Pescara all'inizio del secondo tempo, quando le due squadre erano ancorate allo 0-0 iniziale faticosamente portato a termine sotto la pioggia insistente. Constatato che il pallone non riusciva più a rimbalzare in nessuna zona del campo, il direttore di gara, d'accordo con i due capitani, ha deciso per la sospensione dell'incontro.
Le due società si sono accordate per la prosecuzione della gara martedì 30 novembre.
Speriamo proprio che i canarini, nei 45 minuti ancora da disputare, riescano a mettere a segno quel gol che allontanerebbe la minaccia di una classifica che sta cominciando a diventare pericolosa.
Intanto, sabato prossimo, il Frosinone ci riprova, sempre al Comunale, con l'insidioso Ascoli, che è solo un punto più sotto in graduatoria. Una vittoria sarebbe preziosa per cominciare ad aggiustare la situazione.
Le due società si sono accordate per la prosecuzione della gara martedì 30 novembre.
Speriamo proprio che i canarini, nei 45 minuti ancora da disputare, riescano a mettere a segno quel gol che allontanerebbe la minaccia di una classifica che sta cominciando a diventare pericolosa.
Intanto, sabato prossimo, il Frosinone ci riprova, sempre al Comunale, con l'insidioso Ascoli, che è solo un punto più sotto in graduatoria. Una vittoria sarebbe preziosa per cominciare ad aggiustare la situazione.
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mercoledì 17 novembre 2010
Delude l'Italia a Klagenfurt: 1-1 con la Romania. Vergognosi cori razzisti contro Balotelli
Amichevole molto deludente dell'Italia contro la Romania a Klagenfurt.
I rumeni, che nel girone eliminatorio per gli europei stanno andando malissimo, si sono dimostrati fisicamente molto più pronti.
Nel primo tempo Prandelli ha schierato troppi esordienti contemporaneamente, e a questi è mancata un po' di esperienza e di personalità. Sembrava di rivedere la Lazio di Cesena, castigata per eccesso di turn over e punita dal gol, bello e casuale, di Parolo.
Così i rumeni sono andati in vantaggio al 31' con l'onnipresente Marica, che ha sfruttato un rimpallo favorevole e infilzato l'incolpevole Viviano.
La ripresa è andata in modo diverso. Sono rientrati i grandi titolari Pirlo, De Rossi, Gilardino e poi Quagliarella, che hanno premuto maggiormante fino a raggiungere il pareggio, meritato, al 35' della ripresa: calcio d'angolo di Pirlo, colpo di testa dell'insidioso Quagliarella, deviazione dello stesso Marica che ha siglato sia il gol nel primo tempo che l'autogol nel secondo.
Un po' deludenti gli esordi dei tanto attesi Ledesma e Diamanti. Evanescente Giuseppe Rossi come punta nel primo tempo, meglio Gilardino e Quagliarella nella ripresa. Bene Pirlo che ha spezzato il predominio rumeno a centrocampo.
Buone anche le prestazioni di Ranocchia, Santon e Cassani. In crescendo nel finale Aquilani e in parte anche Mauri. Promettente Balotelli, che però ha potuto tirare molto poco a rete. Ma dalla squadra come complesso e come capacità di costruire gioco c'era da aspettarsi molto di più.
Vergognosi cori di "bùu" razzisti contro Balotelli da parte di tifosi rumeni e di alcune centinaia di estremisti italiani, i quali hanno esposto uno striscione con la scritta:
"Non esiste un'Italia multirazziale", subito ritirato dalla polizia austriaca. Doppia vergogna, perché si era in casa di altri: ma contro questo tipo di malcostume che cosa si può fare, se non invocare una rieducazione collettiva forzata?
I rumeni, che nel girone eliminatorio per gli europei stanno andando malissimo, si sono dimostrati fisicamente molto più pronti.
Nel primo tempo Prandelli ha schierato troppi esordienti contemporaneamente, e a questi è mancata un po' di esperienza e di personalità. Sembrava di rivedere la Lazio di Cesena, castigata per eccesso di turn over e punita dal gol, bello e casuale, di Parolo.
Così i rumeni sono andati in vantaggio al 31' con l'onnipresente Marica, che ha sfruttato un rimpallo favorevole e infilzato l'incolpevole Viviano.
La ripresa è andata in modo diverso. Sono rientrati i grandi titolari Pirlo, De Rossi, Gilardino e poi Quagliarella, che hanno premuto maggiormante fino a raggiungere il pareggio, meritato, al 35' della ripresa: calcio d'angolo di Pirlo, colpo di testa dell'insidioso Quagliarella, deviazione dello stesso Marica che ha siglato sia il gol nel primo tempo che l'autogol nel secondo.
Un po' deludenti gli esordi dei tanto attesi Ledesma e Diamanti. Evanescente Giuseppe Rossi come punta nel primo tempo, meglio Gilardino e Quagliarella nella ripresa. Bene Pirlo che ha spezzato il predominio rumeno a centrocampo.
Buone anche le prestazioni di Ranocchia, Santon e Cassani. In crescendo nel finale Aquilani e in parte anche Mauri. Promettente Balotelli, che però ha potuto tirare molto poco a rete. Ma dalla squadra come complesso e come capacità di costruire gioco c'era da aspettarsi molto di più.
Vergognosi cori di "bùu" razzisti contro Balotelli da parte di tifosi rumeni e di alcune centinaia di estremisti italiani, i quali hanno esposto uno striscione con la scritta:
"Non esiste un'Italia multirazziale", subito ritirato dalla polizia austriaca. Doppia vergogna, perché si era in casa di altri: ma contro questo tipo di malcostume che cosa si può fare, se non invocare una rieducazione collettiva forzata?
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domenica 14 novembre 2010
La Ferrari getta al vento il titolo piloti ad Abu Dhabi
Giallo ad Abu Dhabi, ultima prova del campionato automobilistico. La Ferrari, che aveva Alonso capolista con 8 punti di vantaggio su Webber e 15 su Vettel, si è fatto un clamoroso autogol, anticipando il pit stop dei suoi due piloti al tredicesimo giro.
Così Alonso è rimasto imbottigliato, su un circuito che in pratica non consente sorpassi, restando bloccato alle spalle del russo Petrov, ed è riuscito ad arrivare solo settimo, perdendo tutto il suo vantaggio.
Da notare che la Red Bull non ha fatto gioco di squadra, e ha puntato tutto sul giovane Vettel, tirato su dal suo vivaio, e che era soltanto terzo in graduatoria. Vettel ha vinto nettamente su Hamilton e Button, distanziando alla fine di soli 4 punti Alonso e di 14 il compagno di scuderia Webber, arrivato solo ottavo. E pensare che ad Alonso sarebbe bastato anche un terzo/quarto posto.
Dunque, solo rimpianti per la Ferrari, che aveva raddrizzato la sua stagione con una bellissima rimonta nella seconda parte del campionato.
Così Alonso è rimasto imbottigliato, su un circuito che in pratica non consente sorpassi, restando bloccato alle spalle del russo Petrov, ed è riuscito ad arrivare solo settimo, perdendo tutto il suo vantaggio.
Da notare che la Red Bull non ha fatto gioco di squadra, e ha puntato tutto sul giovane Vettel, tirato su dal suo vivaio, e che era soltanto terzo in graduatoria. Vettel ha vinto nettamente su Hamilton e Button, distanziando alla fine di soli 4 punti Alonso e di 14 il compagno di scuderia Webber, arrivato solo ottavo. E pensare che ad Alonso sarebbe bastato anche un terzo/quarto posto.
Dunque, solo rimpianti per la Ferrari, che aveva raddrizzato la sua stagione con una bellissima rimonta nella seconda parte del campionato.
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Grande Zarate, grande Lazio: ancora prima col 2-0 al Napoli
Una Lazio veramente grande ha rimandato sconfitto il Napoli e riconquistato, almeno fino a stasera, la testa della classifica. Se il Milan non vince il derby, la Lazio sarà di nuovo prima in solitudine.
No, la Lazio non è morta. La mazzata del derby e la contromazzata di Cesena sono state rapidamente smaltite. La Lazio è apparsa nuovamente in grande salute: anzi, diciamolo chiaramente, una Lazio così non si era mai vista.
Grande Lazio, grazie a un grande Zarate, autore del bellissimo gol al 15' del primo tempo, e autore dell'eccellente assist a Floccari al 15' del secondo tempo, che ci ha dato il definitivo 2-0.
Il Napoli non si è mai arreso, è stato anzi assai pericoloso, ha sfiorato almeno due volte il gol, Lavezzi e Cavani erano degli autentici spauracchi, ma tutto sommato l'undici di Mazzarri è stato nettamente inferiore alla Lazio, che ha strameritato il successo.
Gran bel gioco, con uno Zarate che ha colto anche una traversa al 32' della ripresa. Bravissimo anche Floccari, che ha spaziato su tutto il fronte offensivo, ma è stato pure una costante insidia per De Santis, arresosi di fronte al nostro centravanti che lo ha infilzato di prepotenza con la rete decisiva.
Al 30' del primo tempo si è infortunato Brocchi e ha ceduto il suo posto a Matuzalem, che è stato un altro degli elementi di spicco insieme al connazionale Hernanes: i due hanno fatto scintille in regìa, anche se il "Profeta" ha mostrato le solite pause dovute
alla stanchezza.
La Lazio è ancora la più forte? Ce lo domandiamo con molte speranze nella risposta: sì, la Lazio va, può puntare davvero in alto, ha forze sufficienti per farlo. Se ci fosse ogni volta in campo uno Zarate così, i tifosi biancocelesti potrebbero davvero sognare in grande e accarezzare il sogno del terzo scudetto.
Forse stiamo sognando anche noi, e perciò è bene mantenere ben saldi i piedi per terra. Non devono più esserci black out tipo derby e Cesena.
Ora la trasferta di Parma, l'incontro casalingo con il Catania, e il big match con l'Inter di venerdì 3 dicembre. Quel giorno, probabilmente, sapremo la verità.
No, la Lazio non è morta. La mazzata del derby e la contromazzata di Cesena sono state rapidamente smaltite. La Lazio è apparsa nuovamente in grande salute: anzi, diciamolo chiaramente, una Lazio così non si era mai vista.
Grande Lazio, grazie a un grande Zarate, autore del bellissimo gol al 15' del primo tempo, e autore dell'eccellente assist a Floccari al 15' del secondo tempo, che ci ha dato il definitivo 2-0.
Il Napoli non si è mai arreso, è stato anzi assai pericoloso, ha sfiorato almeno due volte il gol, Lavezzi e Cavani erano degli autentici spauracchi, ma tutto sommato l'undici di Mazzarri è stato nettamente inferiore alla Lazio, che ha strameritato il successo.
Gran bel gioco, con uno Zarate che ha colto anche una traversa al 32' della ripresa. Bravissimo anche Floccari, che ha spaziato su tutto il fronte offensivo, ma è stato pure una costante insidia per De Santis, arresosi di fronte al nostro centravanti che lo ha infilzato di prepotenza con la rete decisiva.
Al 30' del primo tempo si è infortunato Brocchi e ha ceduto il suo posto a Matuzalem, che è stato un altro degli elementi di spicco insieme al connazionale Hernanes: i due hanno fatto scintille in regìa, anche se il "Profeta" ha mostrato le solite pause dovute
alla stanchezza.
La Lazio è ancora la più forte? Ce lo domandiamo con molte speranze nella risposta: sì, la Lazio va, può puntare davvero in alto, ha forze sufficienti per farlo. Se ci fosse ogni volta in campo uno Zarate così, i tifosi biancocelesti potrebbero davvero sognare in grande e accarezzare il sogno del terzo scudetto.
Forse stiamo sognando anche noi, e perciò è bene mantenere ben saldi i piedi per terra. Non devono più esserci black out tipo derby e Cesena.
Ora la trasferta di Parma, l'incontro casalingo con il Catania, e il big match con l'Inter di venerdì 3 dicembre. Quel giorno, probabilmente, sapremo la verità.
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sabato 13 novembre 2010
Frosinone: disco rosso a Padova (1-3)
Troppo forte il Padova per il Frosinone attuale: pur battendosi con dignità, i canarini non hanno potuto far altro che incassare una secca sconfitta per 3-1.
I padroni di casa, che stanno rincorrendo con successo una delle posizioni valide per la promozione in serie A, sono passati nel primo tempo con Di Gennaro al 27'.
I ciociari, con una reazione orgogliosa, sono riusciti a raggiungere il pareggio al 17' della ripresa, ma si sono dovuti arrendere quattro minuti dopo alla rete di Crespo, e poi, solo sei minuti dopo, a quella di Succi.
Niente da fare, a questo punto. Ora il Frosinone si ritrova solo con due punti di margine dalla zona retrocessione, e dovrà sfruttare nel migliore dei modi il turno casalingo di sabato prossimo, che ci riserva un Pescara che sta poco meglio di noi. Con quei tre punti lì, si potrà respirare, e pensare poi a cercare di consolidare la classifica. Ma bisogna avere nervi saldi e volontà di riemergere.
I padroni di casa, che stanno rincorrendo con successo una delle posizioni valide per la promozione in serie A, sono passati nel primo tempo con Di Gennaro al 27'.
I ciociari, con una reazione orgogliosa, sono riusciti a raggiungere il pareggio al 17' della ripresa, ma si sono dovuti arrendere quattro minuti dopo alla rete di Crespo, e poi, solo sei minuti dopo, a quella di Succi.
Niente da fare, a questo punto. Ora il Frosinone si ritrova solo con due punti di margine dalla zona retrocessione, e dovrà sfruttare nel migliore dei modi il turno casalingo di sabato prossimo, che ci riserva un Pescara che sta poco meglio di noi. Con quei tre punti lì, si potrà respirare, e pensare poi a cercare di consolidare la classifica. Ma bisogna avere nervi saldi e volontà di riemergere.
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Parla Olimpia: domani big match col Napoli
Amici laziali: ascoltatemi, sono l'aquila Olimpia. Ho scelto il mio sito dal quale parlarvi, perché in questo sito gli animali parlano, hanno una voce, espongono i loro pensieri e i loro problemi, ed anche i loro programmi.
L'aquila della Lazio ha 110 anni, ed io, sono la sua legittima erede. Quest'aquila è destinata a volare sul cielo di Roma per ricordarvi i colori biancocelesti delle Olimpiadi, dello sport, della lealtà, dell'amicizia. Lo sport è messaggero di pace, abbraccia uomini e donne di tutta la Terra, li unisce nel sogno universale della serenità e dell'armonia.
Io, la vostra aquila Olimpia, ho scelto qui la mia dimora, e ho trovato qui il mio microfono. Non abbiate paura, tifosi della Lazio: il volo biancoceleste per quattro giorni ha avuto una pausa, ma esso non si è interrotto, e riprenderà domani di fronte ad altri azzurri, quelli del Napoli, in un bellissimo match dell'amicizia per cui perfino il CONI, con il suo presidente Petrucci, ha rivolto un elogio alle due società e alle due squadre, che stanno trovando la via giusta, quella non dei milioni a palate, donati e non sudati, ma quella dell'impegno serio, lento e progressivo.
Io, aquila Olimpia, vi aspetto in tanti, tantissimi, anche i bambini coi loro papà e le loro mamme, per un incontro pacifico e amichevole. Lo sport vince, lo sport affratella:
e io, Olimpia, tornerò a volare nel cielo biancoceleste.
L'aquila della Lazio ha 110 anni, ed io, sono la sua legittima erede. Quest'aquila è destinata a volare sul cielo di Roma per ricordarvi i colori biancocelesti delle Olimpiadi, dello sport, della lealtà, dell'amicizia. Lo sport è messaggero di pace, abbraccia uomini e donne di tutta la Terra, li unisce nel sogno universale della serenità e dell'armonia.
Io, la vostra aquila Olimpia, ho scelto qui la mia dimora, e ho trovato qui il mio microfono. Non abbiate paura, tifosi della Lazio: il volo biancoceleste per quattro giorni ha avuto una pausa, ma esso non si è interrotto, e riprenderà domani di fronte ad altri azzurri, quelli del Napoli, in un bellissimo match dell'amicizia per cui perfino il CONI, con il suo presidente Petrucci, ha rivolto un elogio alle due società e alle due squadre, che stanno trovando la via giusta, quella non dei milioni a palate, donati e non sudati, ma quella dell'impegno serio, lento e progressivo.
Io, aquila Olimpia, vi aspetto in tanti, tantissimi, anche i bambini coi loro papà e le loro mamme, per un incontro pacifico e amichevole. Lo sport vince, lo sport affratella:
e io, Olimpia, tornerò a volare nel cielo biancoceleste.
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