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mercoledì 23 febbraio 2011

Ma 'ndo vai, si la difesa nun ce l'hai?

Quanti gol si possono prendere, in cinque giornate di campionato?
Risposta Lazio: uno.
Risposta Roma: dodici.
Poi ci sono tante risposte intermedie. Gli undici di Palermo e Parma, i nove di Sampdoria e Cesena, gli otto di Bari e Lecce, i sette di Fiorentina, Inter, Chievo, Catania e Juventus, i sei di Genoa, e Brescia, i quattro del Bologna, e infine i due di
Milan, Napoli e Udinese.
Non solo la Lazio, dunque, è fortissima in difesa, ma anche Milan, Napoli e Udinese non scherzano, e guarda caso sono le formazioni che troviamo più in alto in classifica. Fa eccezione solo l'Inter, che di gol ne ha subiti ben sette.
Onore alla Lazio, dunque, e alla sua bella organizzazione difensiva. Può permettersi anche il lusso di schierare Berni al posto di Muslera o Scaloni al posto di Radu, tanto le cose non cambiano
Reja ha impostato un gioco di centrocampo che difende benissimo, con Matuzalem-Ledesma-Hernanes ( ma anche Brocchi, Gonzalez, Mauri e Bresciano) l'intero reparto arretrato. Si aggiunga che all'attacco uno come Sculli bada anche a un gioco di protezione. Questo spiega il fatto che la Lazio segna qualche gol di meno, ma ne subisce poi meno di tutte le altre.
Questo tipo di protezione sta cominciando a fruttarci un buon quoziente di punti, ben undici nelle ultime cinque giornate, con la media di 2,20 a partita. Con un andamento di questo tipo si potrebbe finire il campionato a una quota altissima,75 punti. Mettiamone pure cinque di meno, ma a quota 70 si finisce sicuramente terzi o quarti.
Nessun miracolo, ma frutto di un gioco ben studiato e organizzato, che ci dovrebbe garantire la Champions League.

lunedì 24 gennaio 2011

Zarate: ma quale svalutazione!

Dice: adesso Zarate sarà squalificato per la canizza organizzata a Bologna a fine partita, e il suo cartellino sarà svalutato, da 20 miliardi a quasi niente.
Risposta: e quanto vale, allora, il cartellino di Cassano? E quello di Totti, che ha fatto più capricci di madame Pompadour, sputato in faccia a mezza Europa e scalciato l'altra mezza? E uno come un certo Di Canio, quanti anni di squalifica e d'interdizione avrebbe meritato? E quell'angioletto di Materazzi?
Zarate sarà squalificato, ma non perchè è laziale perderà tanto di valore.E neppure perché è un'invenzione di Lotito. Ci vedo proprio del marcio, sotto.
Zarate valeva 20 milioni? Ma oltretutto ce lo siamo sfruttato per 3 anni, e questi tre anni a qualche cosa saranno valsi, no? Perchè allora piangere tanto per un plusvalore perduto? E quello trovato per Kozak?
Ma mettiamo che non siano valsi niente, questi tre anni. E che adesso di milioni ne valga 10. Vedresti quanti cani disposti a sganciare 10 milioni troveresti! E Lotito sarebbe il primo ad essere felice ad incassarli.
Zarate, rispetto a Cassano o ad altri campioni del genere, è un gran bravo ragazzo, ingenuo e in buona fede, e vale tanto oro quanto pesa. Quindici milioni almeno. Tiratelo fuori da un ambiente come quello della Lazio, dove tutti lo hanno viziato, e mandatelo magari al Milan, dove non se lo filerebbero poi troppo per i capricci che potrebbe fare. Sarebbe sempre un bel capitale da sfruttare.
Lasciamo passare la buriana, e poi teniamocelo, Zarate. Oppure, vendiamolo pure senza fare troppe tragedie. Morto un papa, se ne fa un altro. Dopo un bel funerale
pieno di candelabri d'oro.

venerdì 21 gennaio 2011

Non se la prenda Zarate: Reja è fatto così

Edoardo Reja è un "duro" nelle sue considerazioni verso i propri giocatori. Maurito Zarate, perciò, non se la prenda troppo dei continui rimbrotti e del normale trattamento alla carta vetrata da parte del suo tecnico.
Zarate va preso così com'è? Ma anche Reja va preso così com'è. Alla fine, se si è tra persone intelligenti, si finisce per comprendersi.
Che Reja sia fatto "a cartoccio" lo abbiamo notato e lo notiamo continuamente. Lui ha i suoi "pallini" e si vede subito. Quanto ha dovuto faticare, ad esempio, Diakité, prima di riuscire a trovare un minimo di comprensione e poi, via via, una crescente fiducia, anche se mai al punto da venir considerato titolare? Per guadagnarsi la stima di Reja, bisogna lottare, lottare, lottare e impegnarsi senza cedimenti.
Un altro che sta lottando e guadagnando posizioni è Libor Kozak: diciamolo subito,
Reja non lo ha mai stimato troppo e preso bene così com'è. E Libor, duro, a faticare giorno dopo giorno, a farsi trovare pronto quei cinque minuti di partita che gli venivano concessi ogni tanto, e a forza di masticare amaro alla fine i frutti si cominciano a vedere.
Il più categorico degli esempi è quello di Tata Gonzalez. Lui l'anima l'ha sempre data, ma diciamolo chiaramente: Reja non se l'è mai filato. Solo ora che Brocchi e Mauri, ed anche Hernanes, stanno sputando l'anima per la gran fatica perché avrebbero bisogno di un po' di riposo, a Gonzalez è stata fornita qualche pallida possibilità di dimostrare che lui è un nazionale uruguayano, cioè di una nazione che è stata sempre grande ai mondiali, e anche agli ultimi è arrivata quarta, mentre noi spocchiosi italiani...Vedrete che Tata Gonzalez alla fine riuscirà a convincere in pieno Reja proprio perché non molla mai. Lui è un fondista alla Magrini e alla Re Cecconi: verrà fuori alla distanza.
Reja è fatto così. Bisogna prenderlo per come è fatto. Zarate è senza dubbio più bravo di Diakité, di Kozak e di Gonzalez, ma è anche meno umile ad accettare i consigli e a cercare di migliorare ancora, perchè la durezza di Reja è diretta a farti diventare più bravo: come uomo prima che come giocatore.
Quando Maurito lo avrà capito, e farà fumo dagli orecchi come fanno Kozak, Gonzalez e Diakité, la Lazio avrà finalmente un indiscusso fuoriclasse. Ma più che alla palla, dovrà guardare al compagno meglio piazzato.

giovedì 6 gennaio 2011

Delio Rossi: Lazio più forte del Napoli

Oggi Genoa-Lazio. Edy Reja ha una tradizione favorevole negli incontri che ha disputato il giorno della Befana. Speriamo valga anche stavolta.
Oggi Mauro Zarate disputa la partita numero 100 con la Lazio, tra campionato e Coppe. Ha segnato qualcosa come 27 gol, che non sono pochi per un ragazzo di 23 anni. Con una media annua di 12 gol, tra dieci anni arriverebbe a segnarne 150, che non sono i 220 di Totti ma rappresentano sempre una cifra ragguardevole e che può anche essere migliorata, specialmente se davvero dovesse approdare, come sembra, anche alla maglia della nazionale argentina.
Delio Rossi continua sotto sotto a far tifo per la Lazio, che ancora sente un po' come una sua creatura. Rispondendo alla domanda di un cronista che lo invitava a fare un parallelo tra Lazio e Napoli, ha affermato che la Lazio è nettamente più forte dei partenopei: - Il Napoli ha vinto troppe volte in extremis, con il santo Cavani, e i miracoli avvengono spesso, sì, ma non sempre. La Lazio,invece, i suoi risultati se li è sempre sudati, e questo è senz'altro segno di una quadratura migliore -
Grazie, Delio. Neanche noi dimentichiamo. Questa Lazio è anche un po' tua. E ci auguriamo di far festa insieme il prossimo fine maggio.

venerdì 24 dicembre 2010

Con Hernanes la Lazio può finire terza

Anche se è presto, possiamo cominciare a fare dei conti. E allora abbiamo scoperto che, con il solo innesto di Hernanes nel telaio della formazione dell'anno scorso, la Lazio di Edy Reja quest'anno può benissimo finire terza e conquistare a pieno titolo la Champions League.
L'esito finale dello scorso campionato è stato il seguente: 1. Inter punti 82, 2. Roma 80, 3. Milan 70, 4. Sampdoria 67.
Quest'anno, come appare evidente, i valori si sono decisamente livellati in basso, per cui si può presumere che i punteggi finali potrebbero essere inferiori. Per esempio, il terzo posto potrebbe essere raggiunto con un punteggio inferiore ai 70 che l'anno scorso sono bastati al Milan.
Tuttavia la Lazio, in base al suo cammino di quest'anno, potrebbe finire terza con un punteggio che noi oggi ci azzardiamo a precisare sui 72 punti: 33 ne ha alla 17.ma giornata, con una media di 1,90 a partita; calcolando un ritmo totale lievemente più basso, di 1,77 per ognuna delle 38 partite, alla Lazio basterebbero altri 39 punti da ottenere nelle restanti 21 partite.
Non ci sembra una media astronomica. E' sufficiente mantenere questo ruolino di marcia, anzi abbassandolo anche un po'. Con un Hernanes in formazione, e si premume anche più fresco di quello attuale dopo i quasi venti giorni di riposo natalizio, non ci sembrano cifre eccessive.
Infatti, la Lazio di quest'anno si differenzia da quella dell'anno scorso per un solo giocatore: Anderson Hernanes. Anzi, l'anno scorso c'era anche un Kolarov in più, quest'anno sostituito finora da un Radu meno spettacolare, ma certamente più efficace in fase difensiva.
Gli altri titolari sono gli stessi: Muslera; Lichtsteiner, Biava, Dias, Radu (Diakité);
Brocchi, Ledesma (Matuzalem), Mauri, Hernanes; Floccari, Zarate (Rocchi).
La Lazio dell'anno scorso era la stessa, in pratica: Muslera; Lichtsteiner, Biava (Diakité), Dias (Stendardo), Kolarov; Brocchi, Ledesma (Baronio), Mauri; Matuzalem (Foggia); Floccari (Cruz), Zarate (Rocchi). Segnarono 8 gol Floccari, 6 Rocchi, 4 Cruz, 3 Mauri, 3 Zarate, 3 Kolarov.
Quest'anno i nostri cannonieri potrebbero essere Floccari e Hernanes con 12 gol, Zarate 9, Mauri 6, Kozak 4, Rocchi 4. Aumentato notevolmente il potenziale-tiro, mentre anche la difesa si è rafforzata. L'anno scorso subì 43 gol, quest'anno probabilmente si fermerà a 35 o anche meno (ora è a 16).
Belle cifre, belle promesse. I nostri ragazzi ci devono mettere tutto il loro cuore, ma sicuramente potranno realizzarle. E a settembre, in Champions League!


mercoledì 24 novembre 2010

Floccari 15 gol - ma ci vorrebbe un altro come lui

Siamo a un terzo del cammino, e Floccari ha segnato 5 gol: basta moltiplicare per 3 e sapremo quanti gol avrà segnato a fine anno: 15. Una cifra abbastanza notevole, che lo pone tra i primi dieci cannonieri del campionato italiano.
Dopo Floccari, Mauri. Ha segnato 3 gol, e moltiplicati per 3 danno 9: una cifra considerevole per un trequartista che ha una media annuale di 3/4 gol.
Poi vengono Zarate ed Hernanes: 2 gol per 3 fanno 6 a fine anno, una cifra assolutamente inadeguata per una punta come Zarate, appena adeguata per un centrocampista come Hernanes.
Infine vengono Rocchi, Kozak, Ledesma e Dias: 1 per 3 dà un totale di 3, accettabile per Ledesma e Dias, due difensori, ma assolutamente inaccettabile per due attaccanti di vaglia come Rocchi e Kozak.
Il numero totale di gol della Lazio, 16, moltiplicato per 3, dà un totale di 48, che è un totale magro: l'anno scorso segnò 48 gol la Fiorentina, terminata al dodicesimo posto fra gli attacchi italiani. Il più potente l'Inter con 75 gol.
Con le reti potenziali della Lazio non ci siamo affatto: così non si arriva in Champions League e forse nemmeno in Europa League.
Per fortuna la Lazio è fortissima in difesa: 10 reti subìte in 13 incontri. Solo l'Inter ha fatto meglio, con 9, ma se si considera che la Lazio ha subìto 4 rigori e l'Inter soltanto 1, ecco che la difesa della Lazio, 6 gol, è più forte di quella dell'Inter con 8 gol. La difesa Muslera-Lichtsteiner-Biava-Dias-Radu è senza dubbio di altissimo livello, e potrebbe garantirci quella Coppa che l'attacco invece non ci garantisce.
Come si può rimediare? In due modi: acquistando un'altra punta da 15 gol, ad esempio Matri ( 6 per 3 = 18), oppure utilizzando stabilmente, a turno, Rocchi e Kozak, potenzialmente capaci di segnare 9 reti Rocchi e 6 Kozak. Forse sarà una Lazio meno bella, ma sicuramente più efficace.

domenica 21 novembre 2010

Oggi a Parma Ledesma si riposa, Matuzalem con Brocchi

Erano in dubbio Dias, Radu e Brocchi, per questa trasferta di Parma: problemi per la difesa, ma i tre hanno fatto miracoli e saranno regolarmente al loro posto. Così Reja ne approfitta per concedere un turno di riposo a Cristian Ledesma, il giocatore laziale che è stato in campo più di tutti, compresa la partita della Nazionale a Klagenfurt.
Cristian tira il fiato, e al suo posto c'è Matuzalem, attualmente in buona forma e in buone condizioni: sarà lui a pilotare la fase difensiva del centrocampo, al fianco dell'indomabile Cristian Brocchi, uno che è abituato a dare l'anima sempre e comunque, al punto di preferire di restare alla Lazio rinunciando a un ritorno al Milan, dove l'avrebbero accolto a braccia aperte, ma si sarebbe dovuto accontentare di un ruolo di secondo piano.
Un altro di questi tipi così è Giuseppe Biava, che piano piano ha saputo dare consistenza alla sua presenza difensiva, al punto da richiamare l'attenzione del c.t. Prandelli: sarà sicuramente convocato in una delle prossime partite della Nazionale, perchè il suo rendimento al fianco di André Dias è divenuto assolutamente di alto livello nel delicato ruolo di centrale.
La Lazio ha una buonissima difesa, fatta non di grandi singoli, ma di un mastice collettivo che la porta ad essere quasi impenetrabile, solo nove gol subìti in dodici
partite, e di questi nove ben quattro su calci di rigore spesso spesso dubbi o
inesistenti, come nella trasferta con la Samp e addirittura i due del derby: senza questi discussi rigori avremmo fatto addirittura meglio dell'Inter campione d'Europa. Attualmente siamo secondi, e l'anno scorso di gol ne avevamo presi a cappellate con gli stessi uomini.
Che cosa è cambiato? Il cuore. Tutti si aiutano, tutti danno tutto, per il bene della squadra. Dovrà essere così anche a Parma, con i biancoscudati che vengono da due vittorie consecutive e vogliono continuare la loro serie. Ma lo vogliamo anche noi, e chi ha più fegato vincerà.
Il Milan se ne sta andando, ma la Lazio non vuol lasciarlo andare. Anche perchè il Milan si affatica con la Coppa dei Campioni e noi no. E così domenica prossima noi affronteremo il Catania all'Olimpico con energie fresche, e il Milan dovrà scendere in campo sabato sul terreno della Sampdoria ben piazzata in classifica. Dovremo approfittare del turno per accorciare o annullare le distanze, o addirittura per tentare di riguadagnare la testa della classifica. Questa Lazio ci sembra capace di tutto, e alla lunga la maggiore freschezza potrebbe favorirci.
Ma oggi dobbiamo ben coltivare il praticello della classifica in quel di Parma.
Vi aspettiamo alle 17 per il commento di questo importantissimo incontro.

venerdì 19 novembre 2010

Zarate: ecco l'uomo dei quindici gol!

Reja all'improvviso ha scoperto l'uomo dei quindici gol: Maurito Zarate! E l'improvvisa fulgorazione l'ha avuta durante Lazio-Napoli: ha capito che spostando il giocoliere argentino a centravanti, le sue potenzialità offensive crescono enormemente.
E Floccari? Floccari è uomo dovunque, gioca bene dovunque: spostato leggermente indietro, è in grado di offrire sempre un alto contributo e di continuare ugualmente a essere pericoloso: i quindici gol può continuare a farli anche lui pur nel nuovo ruolo.
Infatti una grande squadra deve poter contare non solo su uno, ma almeno su due giocatori capaci di segnare a ripetizione. Il gioco di copertura, alla Lazio, possono farlo in moltissimi: a partire da Hernanes e da Mauri, per continuare con Brocchi, Matuzalem, Bresciano, Gonzalez e compagnia bella: la Lazio ha molti bei giocatori da copertura, pochi giocatori invece da quindici gol.
Così, a Parma, vedremo questo schieramento nuovo, che potenzia al massimo il ruolo di Zarate e affida a Floccari un ruolo più delicato, con Mauri ai lati di Hernanes nel famoso "tridente di lancio e copertura" del 4-2-3-1, uno schieramento tattico che si adatta particolarmente alla Lazio.
A Parma avremo quasi certamente l'esordio di Garrido fin dal primo minuto, al posto dell'infortunato Radu: fiducia nel difensore spagnolo, al quale darà una mano
Mauri, che partirà un po' più arretrato del solito.
Queste mosse di Reja fanno capire che la Lazio se la giocherà per intero, a Parma, senza timori reverenziali: neanche il Milan, infatti, avrà vita tranquilla con la Fiorentina, poiché il suo pensiero, volendo o non volendo, sarà in buona parte diretto all'impegno nella Champions.

sabato 13 novembre 2010

Vogliamo una punta da quindici gol!

Alla Lazio si continua a parlare di difensori vari come rinforzi per gennaio. Errato, erratissimo: che significano questi strani difensori tedeschi dal nome impossibile, buoni solo perché hanno litigato col loro allenatore, quando noi abbiamo già un'ottima difesa, seconda solo alle spalle dell'Inter, e abbiamo in riserva fior di giocatori come Stendardo, Diakitè, Cavanda e Garrido che aspettano inutilmente ogni domenica di essere chiamati in campo?
La Lazio è l'unica fra le grandi a non avere un attaccante da gol fra i primi venti della graduatoria cannonieri. Con tre reti ci sono solo Floccari e Mauri, ma squadre come Bologna, Cagliari, Bari, Brescia, Chievo, con i Di Vaio, i Matri, i Barreto, i Caracciolo, i Pellissier, hanno tutte un cannoniere più forte dei nostri. Il Palermo ne ha addirittura tre: Pastore, Pinilla e Ilicic; il Milan due, Ibrahimovic e Pato. E noi andiamo a cercare un terzino di rinforzo? Ma siamo matti?
Oltre al buon Floccari, che segna poco perchè si deve sfiancare da solo nell'area avversaria, i nostri cannonieri si chiamano Rocchi, Zarate e Kozak. Allora, o gli dicamo fiducia facendoli giocare in modo stabile, o ne cediamo uno o due per avere in cambio un attaccante forte come il cagliaritano Matri.
Non te lo danno? Provate a proprorre a Cellino, magari solo in prestito, un Kozak che scalpita come un mulo irrequieto. Quello è capace di andare a Cagliari e di farti 15 gol in un campionato solo. Diranno che è rozzo e che deve ancora scoprire alcuni fondamentali, ma restando in riserva quando mai li scoprirà? Mandiamolo a Cagliari per un anno in cambio di Matri: e quando Kozak sarà divenuto grande si vedrà. Ma intanto la Lazio avrà il suo goleador da 15 reti da affiancare a Floccari. Però anche un Rocchi tenuto sempre in campo, alla fine del campionato i suoi 15 gol li farebbe certamente, come li ha sempre fatti.

domenica 7 novembre 2010

Lazio in vacanza, arbitro pure. Roma di rigore

E' andata. La Lazio era in vacanza. L'arbitro Morganti pure : non ha visto un rigore su Mauri che poteva raddrizzare la partita per gli uomini di Reja, e ha regalato il secondo rigore alla Roma.
Si poteva anche pareggiare, prima dell'ingiusto 2-0, ma l'occasione di poterlo fare ci è stata negata.
La Roma ha vinto di rigore. Il primo, di Borriello, non parato da Muslera. Il secondo di Vucinic, un poco un dono gratuito.
Ma i cugini giallorossi , un po' più calmi dei nostri, hanno tutto sommato meritato il successo.La fortuna aiuta sempre chi ha più sangue freddo e mestiere.
Niente da dire. Nei derby la Roma è più fredda e quadrata. La Lazio è stata più leggera di testa, Reja non ha avuto la solita lucentezza.
Neanche gli innesti di Zarate, Foggia e Diakité nel secondo tempo sono serviti a rovesciare la situazione di una squadra non in vena, con Hernanes che ha avuto solo qualche sprazzo e non è stato il "Profeta"che i tifosi laziali si aspettavano, e soprattutto non ha potuto infilare quel gol decisivo che aveva promesso.
Sarà per il derby di ritorno, e poi un altro derby ci sarà tra non molto, nel prossimo turno di Coppa Italia dopo la partita con l'Albinoleffe.
Nel finale la Lazio ha anche colpito un palo con Foggia, ma la Roma aveva fatto altrettanto con Simplicio, per cui non c'è niente da recriminare, almeno in questo caso.
E' andata, dicevamo. La ferita non fa troppo male. La Lazio resta nettamente in testa alla classifica, con due punti di vantaggio sul Milan. Inoltre il turno infrasettimanale a Cesena ci aiuterà a dimenticare presto quella che può essere stata soltanto una giornata negativa: se la reazione sarà pronta, non ci saranno conseguenze negative.
Speriamo perciò nella rivalsa immediata di Dias, Floccari, Ledesma, Mauri, Hernanes e Zarate, e in una delle splendide giornate di grazia di Muslera, che oggi più di tutti ha avvertito il nervosismo di chi aveva tutto da perdere.
Non ci scoraggiamo, sappiamo che la Lazio ha le armi per reagire, la quadratura della squadra forte soprattutto in trasferta, la guida seria e intelligente di Reja: attenzione comunque alla sete disperata di punti del Cesena.
Domenica, poi, avremo il derby Inter-Milan, con la Lazio che potrebbe trarre profitto di questo scontro tra le sue inseguitrici, beninteso se dovessimo riuscire a battere il Napoli all'Olimpico, con l'aquila che potrà di nuovo volare.

E' Tommaso Rocchi la novità del derby -Zarate arma segreta

Lazio al derby con una novità: Tommaso Rocchi al fianco di Sergio Floccari. Attacco tutto italiano contro un'improvvisata difesa giallorossa che mancherà del suo perno Juan. Ma Edy Reja non si fida: in occasione del derby anche i conigli diventano lepri, ed ecco allora l'arma segreta, da sfoderare quando gli avversari meno se l'aspettano: l'impiego di Maurito Zarate fresco di energie quando gli altri saranno alquanto provati
dal dispendio della carica nervosa.
Un derby che più importante non si può, visto il nuovo incespicone casalingo dell'Inter contro il Brescia e il ripetersi di infortuni in serie tra le file nerazzurre: ora anche un uomo determinante come Maicon! L'Inter sta accusando la Champions in maniera eccessiva, e in campionato è assai sofferente. Ma neanche il Milan sta andando a mille, e di tutte queste difficoltà la Lazio potrebbe approfittare.
La Lazio è abbastanza fresca e carica di energie. Facendo le corna, ha finora subìto molti meno infortuni degli avversari. Le sette squadre impegnate nelle varie coppe europee hanno un aggravio almeno del venti per cento di fatica e d'infortuni, e con una stagione fortunata si potrebbe sfruttare questo enorme vantaggio.
Muslera è stato recuperato. Il neodottore Stendardo sostituirà senza problemi il bravissimo Biava, unica nostra rinuncia forzata: accanto allo straordinario Dias di questo periodo, il secondo centrale ha la vita facilitata.
Avremo Olimpia, sia pure come pura presenza, senza volo per scongiurare cattivi pensieri nel tifoso della sponda opposta. Avremo le Frecce Tricolori e i bersaglieri di Porta Pia. La breccia dovremo farla nella difesa della Roma, per portare a casa tre punti che sarebbero fondamentali per il morale e per il nostro futuro. Ma attenzione alle buche: si può forare proprio al momento della verità.
Stavolta si gioca alla luce del sole, quando qualsiasi specie d'inganno è meno facile e
la verità è più evidente. Alle 17 tutto sarà finito, e Qui Lazio vi aspetta per la solita immediata cronaca della domenica, speriamo felice come in queste ultime cinque
settimane.

venerdì 5 novembre 2010

Rocchi e Gonzalez armi segrete per il derby

Forse Reja sta preparando un paio di colpi per il derby: nella gara di collaudo contro la Primavera, ieri pomeriggio, ha schierato in campo due novità, Tata Gonzalez al fianco di Ledesma, e Tommaso Rocchi in avanti al fianco di Floccari.
L'accantonamento di due colonne della squadra, Brocchi e Zarate, appare sorprendente, a meno che non si tratti di una trovata finalizzata a mettere in imbarazzo Ranieri nello schieramento per domenica. Ma la Roma ha tali e tanti giocatori infortunati e appiedati, da avere ben poche possibilità di varianti tattiche, e sarà costretta a scendere in campo solo con la forza della volontà, che spesso si rivela l'arma più efficace.
Non c'è dubbio che l'assenza di Totti finisca in questo senso per favorire la Roma, come è accaduto troppe volte per poter essere solo una casualità. Totti è imbattuto nei sette derby che non ha giocato, ne ha vinti quattro e pareggiati tre, e dunque la sua assenza è davvero provvidenziale per i giallorossi. Sapete perchè? Chi il derby lo gioca in umiltà, lo vince sicuramente più di chi lo gioca in superbia.
Forse è pensando a questo che Reja è portato a rinunciare a due punti di forza come Brocchi e Zarate per presentare due uomini di battaglia, Gonzalez e Rocchi, due che al posto della classe mettono in campo la grinta. Almeno almeno, cercherà di battersi alla pari con la Roma in fatto di umiltà.
Quanto alle sparate di Paolino Di Canio alla trasmissione di Piero Chiambretti su Canale 5, possiamo dire che questo ex laziale ce lo siamo definitivamente giocato. Ha giurato a Pontida di farla pagare cara a Claudio Lotito per averlo messo alla porta dopo tanti atteggiamenti istrionici che gettavano solo disordine nelle file della squadra. Una specie di piccolo Cassano, la cui bravura alla fine viene sempre annullata dagli incontrollabili colpi di testa. Gente così è meglio perderla che trovarla: ma in tv, si sa, fa sempre spettacolo, e l'istrione Di Canio se lo contendono, perchè fa spettacolo come un serpente che sputa veleno.
Ma pensiamo alle cose serie. Pensiamo al derby. Potremmo anche non perderlo. E potremmo anche vincerlo. Allora sì che il nostro abbozzo di fuga comincerebbe ad essere interessante. Il "Profeta" Hernanes è convinto che la Lazio terrà fino in fondo. E se ci crede lui, dobbiamo cominciare a crederci anche noi, sempre mantenendo i piedi per terra. Perché non c'è dubbio che i momenti di difficoltà arriveranno, e dimostreremo di essere forti solo se capaci di superarli.

mercoledì 3 novembre 2010

Lazio-Roma alle 15 e senza l'aquila Olimpia

Il Questore di Roma ama anche lui il derby, ma vuole che si svolga nella massima sicurezza. Gli piace l'aquila, ma capisce che Olimpia sarebbe un elemento di scontro e di disturbo, e perciò ha consigliato Lotito a far saltare il turno di quel magico volo, al quale ci siamo tutti affezionati, e che riceve consensi da ogni parte d'Italia e del mondo.
Il derby, sempre per massima sicurezza, si gioca alle 15, in piena luce del sole, e quindi niente fascino della notturna, niente spettacolo di luci e di fuochi. Ma spettacolo di tifo sì, di cori sì, di battute e controbattute sì, di striscioni più o meno velenosi sì: restano davvero mille motivi perché un derby sia veramente un derby, senza bisogno d'intorbidare le acque. Vi ricordate a che punto eravamo arrivati, quando un paio di scalmanati riuscirono a interrompere un derby in notturna e ad imporsi alla pacifica volontà di sessantamila persone?
La Lazio si presenta concentrata al derby senza Totti e senza Biava, squalificati dal
giudice sportivo. Più danneggiata è la Roma, senza il suo capitano-simbolo: ma ricordatevi che spesso spesso la Roma ha giocato e segnato e vinto e stravinto anche senza l'uomo dei 200 gol.
Nessuno sconto e nessuna illusione. Il motto della Lazio è "piedi per terra", non ci illudono i 22 punti, di punti noi abbiamo sempre fame e dobbiamo arrivare al più presto a 40, e poi potremo pensare a qualcosa di più.
Lotito sta preparando con Reja la Lazio del futuro, ancora più grande, ancora più forte. Reja sarà il nostro Ferguson, cioè a vita alla Lazio, col futuro completamente aperto. Già si parla di Miranda, che dal Brasile fa sapere di voler venire in Europa per il prossimo campionato. E si parla di un grande rinforzo anche in attacco, di un uomo che abbia veramente il gol in tasca e dia al nostro attacco la dinamite che spesso gli manca.
Ma ora, più modestamente, pensiamo al derby. I tre punti sono più utili a noi che alla Roma, che avrà tutto il tempo di innescare la marcia della rimonta in grande stile che le è consueta.
Senza Biava, noi abbiamo Guglielmo Stendardo pronto: un buon centrale con tanto di laurea, che accanto al leone Dias sarà indubbiamente agevolato nella sua azione.
La formazione tipo è valida e non si discute, ma abbiamo anche tre innesti, Rocchi Bresciano e Matuzalem, che ci fanno dormire su quattro cuscini. Se qualcosa non funziona, ci sono sempre loro pronti a rimediare. E poi ci sono i vari Gonzalez, Diakité, Garrido, Foggia, Kozak, Berni e Cavanda a lasciarci tranquilli. Chiunque è chiamato in campo è capace ed è pronto a dare il meglio di sé: miracolo di uno spogliatoio compatto come non lo è stato mai, nemmeno al tempo dei due scudetti.

lunedì 1 novembre 2010

La Lazio raddoppia il vantaggio sul gruppo

Non avrà un gran gioco, la Lazio, come continua a segnalare con un certo livore un ex biancoceleste come Di Canio: ma intanto funziona come una macchinetta ben rodata e prosegue la sua marcia vittoriosa. Spettacolare il gol di Dias, fantastiche le parate di Muslera, l'1-0 produce quattro punti di vantaggio in classifica, 22 contro i 18 dell'Inter.
Inter e Milan si alternano in risultati che finiscono per favorire la continuità dei biancocelesti. Un po' fortunoso l'1-0 dei nerazzurri a Marassi contro il Genoa danneggiato da un errato intervento del portiere Edoardo sul tiro di Muntari.
Clamorosa invece la disfatta del Milan al Meazza di fronte a una Juventus concreta. Reti di Quagliarella e dell'eterno Del Piero, inutile il gol finale di Ibrahimovic. Rossoneri che alternano cose buone a cose deprimenti.
La Juventus, invece, sembra aver trovato il ritmo giusto anche senza Krasic, ed ha raggiunto il quarto posto a quota 15, assieme al Napoli vittorioso a Brescia con un gol di Lavezzi nel finale.
Il Chievo, con lo 0-0 di Parma, è scivolato al sesto posto, ed è stato affiancato dalla Sampdoria che, priva di Cassano in quarantena, ha potuto fruire della prima rete di Pazzini in campionato, arrivata soltanto al 91'.
Due squadre stanno risalendo a passo veloce la classifica, distaccandosi dalle retrovie: già ottava l'Udinese di Guidolin, netta vincitrice a Bari con le reti di Sanchez ed Ilsa, e nona a 12 punti la Roma di Ranieri, che ha rimandato battuto il Lecce con reti di Burdisso jr. e Vucinic. Espulso nel finale Totti, che dovrà saltare il derby e per questo ha perduto la testa contro l'arbitro.
Al decimo posto, con 11 punti, si allineano lo stesso Lecce, il Palermo sconfitto dalla Lazio e incapace di vincere in casa, e infine il Genoa punito ingiustamente dall'Inter.
Palermo e Genoa sono nettamente al di sotto del livello dell'anno scorso.
Il Cagliari, che accenna a riprendersi, ha battuto il Bologna per 2-0, con reti di Nenè e del giovane fenomeno Nainngolan. Catania e Fiorentina hanno impattato sullo 0-0, con il ritorno di Mutu dopo la lunga squalifica per doping. Ora il Catania è tredicesimo
insieme al Cagliari a quota 10.
Il Brescia, caduto di fronte al Napoli, dopo quattro sconfitte consecutive è scivolato al quindicesimo posto a quota 9, raggiunto dalla Fiorentina, mentre all'ultimo posto, con 8 punti, si ritrovano in quattro: il Bologna sconfitto a Cagliari, il Bari in netta crisi e sconfitto in casa dalla rinascente Udinese, il Cesena, infilzato in zona recupero da Pazzini, e il Parma, che si è lasciato frenare sullo 0-0 dal Chievo.
Battuto il record negativo delle marcature, appena 13, con 11 squadre su 20 che non sono riuscite a segnare. Sei vittorie in trasferta e due sole in casa (Roma e Cagliari).

I RISULTATI
Genoa-Inter 0-1
Roma-Lecce 2-0
Milan-Juventus 1-2
Palermo-Lazio o-1
Bari-Udinese 0-2
Brescia-Napoli 0-1
Cagliari-Bologna 2-0
Cesena-Sampdoria 0-1
Parma-Chievo 0-0
Catania-Fiorentina 0-0

LA CLASSIFICA
Lazio 22
Inter 18
Milan 17
Juventus e Napoli 15
Sampdoria e Chievo 14
Udinese 13
Roma 12
Palermo, Genoa e Lecce 11
Cagliari e Catania 10
Fiorentina e Brescia 9
Cesena, Parma, Bologna e Bari 8

I CANNONIERI
7 reti: Eto'o dell'Inter
6 reti: Cavani del Napoli
5 reti: Di Vaio del Bologna e Matri del Cagliari
4 reti: Pellissier del Chievo, Ibrahimovic e Pato del Milan, Quagliarella della Juventus, Pastore e Ilicic del Palermo, Cassano della Samdoria
3 reti: Barreto del Bari, Bogdani del Cesena, Gilardino della Fiorentina, Krasic della Juventus, Floccari e Mauri della Lazio, Hamsik e Lavezzi del Napoli, Borriello della Roma


sabato 30 ottobre 2010

Hernanes grande per 70 minuti: quanti bastano per vincere

Anderson Hernanes ha dovuto vincere almeno un paio di battaglie, prima di diventare il leader della Lazio. La prima di ordine tattico: Reja lo vuole proiettato almeno dieci metri più avanti di quanto fosse abituato a giocare al San Paolo, dove faceva il playmaker a centrocampo, mentre alla Lazio fa il regista offensivo alle spalle delle punte, con licenza anche di penetrare nell'area di rigore avversaria.
Hernanes ha confessato di aver avuto paura di questo cambiamento, mentre in realtà
ha interpretato alla perfezione il nuovo ruolo fin dal primo momento.
La seconda difficoltà che Hernanes ha dovuto superare è quella di ordine fisico, e questa lo vede ancora in lotta. Per ora il ragazzo regge benissimo il ruolo per settanta minuti, poi comincia ad accusare un po' di fatica: è per questo che Reja lo sostituisce quasi sempre nel finale con forze fresche, specialmente ora che ha un Bresciano restaurato a nuovo.
Hernanes è venuto dal Brasile spremuto come un limone, a stagione avanzata, che si concluderebbe entro dicembre, mentre alla Lazio dovrà reggere fino a maggio. Non si è riposato, non ha sostenuto precampionato, ha dovuto apprendere i nuovi schemi praticamente a bruciapelo: questa è la fatica che il Profeta accusa dopo 70 minuti.
In realtà, 70 minuti sono quelli che bastano alla Lazio per fare propria la partita: nel finale, bada a controllare e a difendere il vantaggio. Almeno, finora è andata così.
E per fortuna, centrocampisti di ricambio a buon livello la Lazio li ha: da Bresciano a Matuzalem, da Gonzalez allo stesso Foggia, che attualmente appare la riserva naturale di Hernanes nel ruolo di fantasista e di spalleggiatore delle punte.
La pausa di Natale, quindici giorni preziosi, sarà utile a far tirare il fiato ad Hernanes, a ridargli un po' di smalto e la freschezza degli ottanta/novanta minuti: quanti bastano e avanzano per avere sempre una Lazio molto forte, e forse chissà, sempre in lotta per lo scudetto.
Una prima risposta ce la darà la durissima trasferta di Palermo, la trasferta di Delio Rossi e di Pastore, di Ilicic e di Pinilla, e soprattutto di quello Zamparini che ci ha attribuito il dono del "fattore C". Hernanes sarà il primo a voler dimostrare che non si tratta di C, ma di B: di Bravura autentica.


giovedì 28 ottobre 2010

Nella Lazio cominciano a credere in molti

La Lazio può effettivamente credere nello scudetto?
Su cento tra allenatori, giocatori e dirigenti del presente e del passato, ben 85 hanno risposto sì. I restanti 15 hanno comunque ammesso che questa è una Lazio da prime posizioni, in lotta per la Champions League, anche se non dovesse essere protagonista della lotta per lo scudetto.
E' stato un successo davvero insperato: sono bastate dunque soltanto otto giornate perché il campionato di serie A si ritrovi con una stella in più.
Chi, soltanto tre mesi fa, avrebbe creduto a un'ipotesi del genere? Il gran finale della scorsa stagione, in cui nelle ultime dieci giornate la Lazio aveva raccolto ben 20 punti, saltando dal diciassettesimo al dodicesimo posto finale, non era stato preso sul serio. Eppure, la media di due punti a partita avrebbe consentito alla Lazio di essere già a quota 16, cioè con un punto in più dell'Inter attuale.
La Lazio ha saputo fare dunque ancora meglio, e con i suoi 19 punti è capolista solitaria ed ha un punteggio mai toccato in tutta la sua storia, nemmeno quando ha vinto gli scudetti del 1974 e del 2000.
E' bastato l'innesto di Hernanes sul vecchio telaio per migliorare sensibilmente i risultati. Gli altri acquisti - Bresciano Gonzalez Garrido più il ritorno di Kozak e la promozione del giovane Cavanda - sono stati finora poco utilizzati e di contorno: non mancheranno di rendersi preziosi nel resto del torneo.
I dirigenti hanno fatto le cose in regola, sia il presidente Lotito che il direttore sportivo Igli Tare. Il resto è tutto merito di Edoardo Reja e dei giocatori, che hanno ritrovato stimoli importanti. Basti vedere come gioca Mauri oggi e confrontarlo con quello di ieri. E il 3-0 di Coppa Italia sul Portogruaro ha parlato chiaramente del valore dell'intera rosa dei giocatori.
Poi si è aggiunta anche l'aquila Olimpia a far volare davvero questa meravigliosa Lazio 2010-2011.
Ora il problema è: durerà tutto questo? Non siamo neppure a un quarto dell'intero campionato.
La Lazio, probabilmente, non sarà una meteora, ma nessuno può garantire che proceda con la favolosa media punti di 2.38 a partita. La dura trasferta di Palermo comincerà a darci una buona risposta.

domenica 24 ottobre 2010

Zarate-Floccari col Cagliari - Niente aquila nel derby

Due novità nella Lazio: tandem di punta Zarate-Floccari contro il Cagliari, mentre viene anticipata la notizia che nel derby del 7 novembre l'aquila Olimpia non volerà.
Nessuna variazione, rispetto alla formazione di Bari, se non di ordine tattico: la posizione di Zarate sarà avanzata, e Maurito giocherà alla stessa altezza di Floccari, che non rimarrà unica punta.
Non cambieranno gli uomini, neanche Ledesma cederà per un turno la sua maglia a Matuzalem. Rocchi e lo stesso Matuzalem dovrebbero trovare spazio nel secondo tempo, a seconda di come si sarà evoluta la situazione, sia per gettare in campo energie fresche, sia per modificare eventualmente lo stato di fatto.
Nessuno si nasconde le difficoltà di questa gara contro il Cagliari, che resta un'ottima squadra malgrado qualche risultato deludente: il pericolo è veramente dietro l'angolo, e la Lazio deve stare veramente con gli occhi bene aperti se vuole evitare qualche brutto scivolone, che comprometterebbe sia il primato in classifica che le ambizioni future nei confronti del temibile duo Inter-Milan.
Quanto all'aquila, la decisione appare giusta. Nel derby troverebbe un clima diverso dal solito, con l'insidia di un tifo romanista certamente non disposto a vedersi volare sulla testa il simbolo del successo biancoceleste. Olimpia potrebbe innervosirsi, e questo sarebbe davvero controproducente anche per il futuro, perchè il suo volo è ottimale solo se sente un clima completanmente favorevole. Teniamocelo caro, questo volo, per tutte le altre partite interne da qui alla fine del campionato.
Ma torniamo a Lazio-Cagliari. Gigi Riva ha detto che questa Lazio andrà lontano e potrà puntare molto in alto: ma a costo di superare lo scoglio di Acquaviva e compagni. Già: Acquaviva. Attenzione a lui. Vuole lasciarci un ricordino.
Alle ore 17, cronaca-commento di Lazio-Cagliari del vostro cronista.

mercoledì 20 ottobre 2010

L'elogio più bello alla Lazio: quello di Mano Menezes

Fra i tanti e forse troppi elogi alla Lazio di quest'anno, brilla senza dubbio quello del c.t. della nazionale brasiliana Mano Menezes. Parlando infatti della crescita esponenziale del giovane Anderson Hernanes, che presto diventerà uno dei punti fissi della squadra verde-oro, Menezes ne ha attribuito tutto il merito all'ambiente della Lazio, nel quale Hernanes si è subito trovato a meraviglia, inserendosi fin dal primissimo minuto.
Grazie, Menezes: tu non sai quanto sia importante il tuo elogio, per noi che sappiamo quanto sia proverbialmente duro e difficile l'ambiente biancoceleste. Noi questo elogio lo rovesciamo, e attribuiamo buona parte del merito di questo nuovo clima idilliaco proprio alla simpatia, alla naturalezza con cui il giocatore ha saputo presentarsi, rendendosi subito gradito.
Dal Brasile alla Roma: Hernanes ha capito subito quanto grande sia per noi laziali il sentimento del derby, la voglia matta di confrontarci con i cari cugini, il desiderio di
uscire da una sudditanza pluriennale che ci brucia e dalla quale vogliamo riscattarci con una grande stagione che sia l'inizio di un nuovo ciclo.
Vogliamo tutti che la nuova Lazio assomigli a quella di Beppe Signori e di Boksic, di Simeone e di Almeyda, di Mihajlovic e Stankovic, di Veron e di Nesta, di Marchegiani e di Favalli, di Casiraghi e di tanti altri campioni che incutevano rispetto ai nostri cugini e che ci facevano vincere tante stracittadine.
Chissà perché, ma ci sembra di essere tornati a quei tempi. E' stato Hernanes a spianarci la via, pronosticando subito una nostra vittoria con un suo gol per l'imminente derby del 7 novembre. E siccome Hernanes lo chiamano "il Profeta"...
Intanto l'aquila Olimpia si sta allenando per perfezionare il suo volo, che da quando è cominciato ci vede imbattuti. La rivedremo domenica contro il Cagliari, e ci servirà il suo volo beneaugurante perchè la squadra sarda è un osso duro. Poi andremo in trasferta a Palermo, e poi...Poi sarà il 7 novembre. Ci vengono i brividi solo a pensarci.
Ora i favoriti siamo noi, e questo ci mette paura: i favoriti rischiano sempre troppo.
Ma noi stavolta abbiamo due portafortuna straordinari: il volo dell'aquila Olimpia e
la profezia del Profeta Hernanes.

domenica 17 ottobre 2010

Tridente d'appoggio: Mauri-Hernanes-Zarate, novità a Bari

Novità stasera a Bari: la Lazio inventa il tridente d'appoggio Mauri-Hernanes-Zarate, che agirà alle soglie dell'area di rigore barese come punto di riferimento per l'unica punta Floccari, e come primo flangifrutti alle ripartenze dei biancorossi di Ventura.
Tridente d'attacco e nello stesso tempo tridente di contenimento: modulo audace, oppure no, se la novità riesce Edy Reja avrebbe trovato un buon sistema per le partite in trasferta, sfruttando al meglio le capacità dei suoi tre uomini tecnicamente più interessanti: il trio Ma-Her-Za.
Tutto ruota su un ritrovato Zarate: scovargli questa posizione di attesa, sulla sinistra, non lontano dalla porta avversaria, in modo da impedirgli inutili dispendi di energie senza riuscire a cavare il ragno dal buco. Le sue inventive devvono avere corso breve e devono essere finalizzate sia al tiro sia al servizio per Floccari o per i due altri compagni di avventura Mauri ed Hernanes.
Se Maurito riuscirà a far sua questa idea nuova di Reja, la Lazio ne uscirà potenziata. Staremo a vedere stasera a Bari, contro l'undici di Ventura che ovviamente non ha paura di nulla e cercherà di far sua la partita come gli riuscì entrambe le volte l'anno scorso, con il massimo castigo per la Lazio (0-2 e o-2, peggio che con l'Inter e nostro più inglorioso comportamento).
Contro il Bari, la Lazio entrò in crisi sia all'andata sia soprattutto al ritorno. Ma quella vergognosa sconfitta all'Olimpico fu la frustata dolorosa che fece nascere la reazione biancoceleste: da quel giorno la Lazio sta ottenendo risultati di prestigio, con più di due punti di media in classifica in una striscia di ben sedici giornate di campionato, sei quest'anno e le ultime dieci dell'anno scorso.
Da Bari dovrebbe venir fuori questa Lazio nuova: il Milan, col 3-1 al Chievo, è balzato in testa alla classifica con 14 punti, e noi, se vogliamo restare primi, dobbiamo se non altro strappare un buon pareggio.
Altra novità tattica è la scoperta che Reja ha ormai trovato una formazione standard:
Muslera; Lichtsteiner, Biava, Dias, Radu; Brocchi, Ledesma; Mauri, Hernanes, Zarate; Floccari. Varierà come modulo, ma gli uomini sono ormai quelli. Primi rincalzi, importantissimi: Rocchi, Bresciano, Matuzalem. La prossima mossa di Reja sarà il tentato recupero di un Garrido che, una volta ritrovatosi fisicamente, potrebbe ancora di più rafforzare una difesa che sta andando assai meglio di quanto si potesse pensare.

domenica 10 ottobre 2010

Stefano Mauri leader del centrocampo azzurro

Si sapeva che Stefano Mauri fosse in gran forma: nessuna meraviglia, perciò, se a Belfast ha disputato una prova eccellente, fino a risultare il migliore in campo degli azzurri.
Il suo inserimento è stato autorevole: ha coperto un'enorma fetta di campo, spesso ha difeso arretrando, ma più spesso si è spinto in avanti nell'area avversaria, e due volte ha tentato anche il tiro, come gli succede nella Lazio di cui in questo momento è addirittura il capocannoniere.
Prandelli ha avuto parole di grande elogio per il nostro giocatore, aggiungendo che si sarebbe atteso un inserimento altrettanto efficace da parte degli altri centrocampisti De Rossi e Pirlo e dello stesso Pepe, che svolgeva una doppia funzione di attaccante e centrocampista aggiunto, però senza adeguata efficacia.
Gli azzurri, infatti, pur disputando una gara generosa e premendo con una certa continuità, sono del tutto mancati in fase realizzativa, e questro rimane il nostro principale problema per martedì prossimo, a Genova, contro una Serbia che ha sì profondamente deluso in casa contro l'Estonia - perdendo per 1-3 - ma resta sempre per noi un avversario decisamente pericoloso, con i suoi Stankovic e Krasic, quest'ultimo un autentico spauracchio.
Comunque Mauri ha conquistato la fiducia del nostro commissario tecnico, che sicuramente lo ripresenterà a Marassi, mentre qualche chance di figurare in campo almeno nella ripresa potrebbe averla anche Floccari, viste le prove tutt'altro che entusiasmanti delle punte azzurre, con la parziale eccezione di Cassano, che però ha brillato in tutto meno che nel tiro in porta, che resta l'arma migliore di Sergio Floccari.
La buona forma della Lazio si sta rispecchiando anche nei suoi uomini in azzurro, e forse in Prandelli sta maturando un po' per volta anche l'idea di chiamare Ledesma, che sicuramente rappresenterebbe una chiave di volta nel gioco di protezione della difesa azzurra.
Non è lontano il giorno in cui la Lazio sarà in grado di fornire un piccolo blocco di uomini per la Nazionale. Peccato che l'età ne tenga lontano un Brocchi che è un magnifico esempio di attaccamento e di maturità per la propria squadra, di cui risulta costantemente uno dei più efficaci.
Questo vuol dire anche un'altra cosa: che la Lazio, forse perché priva di impegni europei, ha oggi una preparazione fisica perfetta, che ritroviamo sia nel complesso di squadra che nei singoli giocatori, grazie alla grande esperienza e intelligenza di Edy Reja.