martedì 5 marzo 2013

Settant'anni anche Lucio Battisti

Due grandissimi cantautori italiani, entrambi scomparsi, entrambi di nome Lucio: Lucio Dalla, bolognese, nato il 4 marzo 1943, e Lucio Battisti, reatino, nato il 5 marzo 1943. Lucio Dalla, tifoso del Bologna, è stato ricordato ieri sera su RAI 1 con un grande spettacolo a Piazza Maggiore, seguito da 8 milioni di telespettatori. Lucio Battisti, tifoso della Lazio, è stato invece dimenticato, ma i veri rifosi laziali lo hanno ricordato, cantando "I giardini di marzo", canzone tante volte intonata all'Olimpico sia in vita di Lucio, sia dopo la sua morte prematura. 
Perciò è giusto che Qui Lazio ricordi  pubblicamente anche i suoi settant'anni, richiamando alla mente tutte le sue meravigliose canzoni.

San Cesareo: teatro come Liolà

Un simpatico evento teatrale a San Cesareo domenica 10 marzo alle 17.30: "Sognando il teatro, vesto Liolà". E' un concorso degli studenti del'Istituto Professionale "Via Pedemontana" di Palestrina, che metterà in contatto diretto teatro e moda, grafica e fantasia. 
I costumi di scena saranno ispirati al Liolà di Pirandello e daranno vita allo spettacolo teatrale che il regista Claudio Tagliacozzo porterà sulla scena al Teatro di San Cesareo dal 26 aprile al 12 maggio 2013.
Il regista ha potuto scegliere tra cinque bozzetti che sfileranno domenica davanti a una giuria di esperti, presieduta dal vicesindaco Massimo Mattogno.  La conduzione sarà di Paolo Filippi di Radio Onda Libera. Un grazie alla preside Licia Cianfriglia che ha animato questo progetto.

Zio Edy ci crede: Lazio forte, merita il terzo posto

Zio Edy, come affettuosamente lo chiamano ancora i tifosi della Lazio, a questa squadra ci crede, è ancora un po' la sua squadra, una bella costruzione a cui Petkovic ha dato una verniciata nuova. - La Champions...Per due anni di seguito l'abbiamo meritata e ci è sfuggita di mano nel finale, per un punto o neanche un punto, strappataci dall'Udinese solo per i nostri troppi infortuni. Quest'anno la meritiamo anche di più, serve il terzo posto, e io credo che la Lazio ha le spalle forti per arrivarci. Non badate a qualche ceffone di troppo che abbiamo preso di recente: ci può stare, senza Klose e Mauri,  senza Konko o Dias. Ma la squadra si è sempre ripresa e vedrete che finirà in crescendo -
Da dove trae zio Edy questa gran fede? Dalla costanza con cui la Lazio, ogni vokta che è caduta,  ha saputo rialzarsi e fare meglio di prima. Forse non ha ancora raggiunto quella maturità che deriva solo dalla consuetudine ai grandi risultati, e questa squadra è "grande" da poco. Fino a due anni fa, era ancora impegolata nella lotta per la salvezza. Juventus, Milan, Inter, Napoli, Roma sono invece abituate all'aria dei quartieri alti,anche se occasionalmente possono avere passi falsi e mezze stagioni deludenti.
Per fare l'abitudine ad essere grande la Lazio deve solo insistere. Gli serve forse un Klose di ricambio, un Ledesma di ricambio, ma ormai siamo vicini alla perfezione, Lotito e Tare debbono solo compiere l'ultimo passo per dare stabilita, forza e convinzione a una squadra che ha già compiuto il passo più importante verso l'alta classifica. E qualcosa Edy Reja certamente ha portato anche lui a questa bella ascesa.

lunedì 4 marzo 2013

Al mondo? Lazio quattordicesima!

Non facciamo brutta figura, nell'ultina classifica internazionale di calcio IHFS. La Lazio, tra campionatto e coppe, ha espresso una forza che la piazza al 14,mo posto, dietro alla Juventus che è ottava e all'Inter che è nona. Milan solo numero 40, Napoli solo numero 53.
Clamoroso: il Barcellona non è più primo, ma solo quinto: al comando passano gli inglesi del Chelsea.

Di Veroli e Winter, giocatori ebrei nella Lazio

Come fa la Lazio ad essere una squadra nazista, come qualcuno l'accusa, se in passato ha schierato sicuramente dei giocatori ebrei? Personalmente ne ricordiamo almeno due: il forte terzino romano Giovanni Di Veroli, anni '50, e il fortissimo mediano olandese Aaron Winter, anni '90. Questo può dirlo a voce alta oggi Lotito, di fronte alla commissione UEFA, per ottenere almeno una riduzione della pena per il "saluto fascista" di una ventina di sciocchi per il quale è stata troppo pesantemente colpita.

Anni di scuola: 106. Un misterioso dito rotto

Sono venuto a saperlo molti anni dopo. La madre di un alunno della mia cittadina di Cave mi fece sapere che suo figlio si era spezzato un dito della mano destra durante un'ora di supplenza nella quale la sua classe era vigilita da me: stavano giocando a pallacanestro, e il dito indice era rimasto impigliato nella rete di protezione. Da qui la frattura.
Io cado dalle stelle: possibile che un ricordo del genere non sia rimasto nella mia mente, sia pure a distanza di tanti anni? La genitrice del ragazzo, però, mi consola: - Non se la prenda. Può succedere a tutti. Infatti noi non abbiamo avuto nessun risarcimento, e la cosa è finita lì -
La mia meraviglia cresce a dismisura. Possibile che un fatto del genere si sia verificato, e nessuno mi abbia detto nulla? Né l'alunno, né il preside, né un collega presente quel giorno nelle vicinanze del cortile di gioco? Mi sembra assurdo.
Posso solo pensare a un imbroglio. Qualche collega che abbia voluto evitare fastidi, un preside che magari avrà pensato bene di sollevarsi da ogni responsabilità attribuendola a un insegnante al quale non si potesse davvero rimproverare la mancata presenza e vigilanza? Per fatti del genere si possono avere conseguenze anche di carattere penale, la responsabilità ricadere sempre sull'insegnante che doveva vigiliare la classe.
E' un episodio veramente inaudito: nessuno mi ha infatti chiamato mai a rispondere di una cosa del genere, perché altrimenti ne sarei stato adeguatamente informato. Posso pensare solo a un  preside o a un segretario imbroglione, in una scuola ce ne sono sempre.

Frosinone: festa per l'elezione di Mauro Buschini

Festa a Frosinone per l'elezione al Consiglio Regionale di Mauro Buschini del PD, a rappresentare la nostra provincia.
Buschini, che ha ottenuto una valanga di voti, è in rampa di lancio per un incarico di assessore, nel quale potrebbe far molto a favore di tutta la comunità ciociara.
Un caloroso in bocca al lupo a Mauro Buschini da parte di Qui Lazio.