Il burattino provava uno strano sentimento per Polifemo, a metà strada fra l'amicizia e la paura.
Una mattina Polifemo prese una grande corda e disse a Pinocchio: - Vieni qui, amico mio. Io mi fido di te, ma voglio essere sicuro. Ti lego alla vita con questa lunga corda, in modo che tu ti possa muovere comodamente ma non possa mai scappare. L'altro capo della corda lo lego alla mia vita -
Nel dir così, Polifemo passò la corda intorno al corpo di Pinocchio, e poi gli fece un nodo dietro, stretto così forte che il burattino non avrebbe mai potuto scioglierlo. La corda era lunga più di dieci metri, e l'altro capo era legato intorno alla vita di Polifemo. Pinocchio si poteva muovere quanto voleva, ma in effetti era prigioniero.
Questo ruppe per sempre l'amicizia tra Pinocchio e Polifemo. Il ciclope credeva che il burattino non si sarebbe offeso se lui lo teneva legato in quel modo: in fondo era soltanto un pezzo di legno, poteva benissimo accontentarsi. Sì, era un pezzo di legno che parlava, ragionava e rideva come se fosse una persona: ma che voleva di più? Polifemo lo trattava benissimo, gli aveva fatto un bel letto di paglia sempre fresca, gli dava da mangiare le più grandi prelibatezze, tenera carne di agnello, ricotte, formaggi, olive amare siciliane molto gustose, e vino di primissima qualità, dolce: si chiamava marsala e sembrava un liquore.
Ma Pinocchio, con la sua testa di legno, stava già pensando a quella bella cosa che è la libertà. In fondo voleva bene a Polifemo: il gigante non si era mai arrabbiato con lui; il paragone con Ulisse proprio non reggeva. Ma quella lunga corda che li teneva uniti era un legame di schiavitù.
Qui Lazio by Luigi Jadicicco raccoglie tutti i laziali, a cominciare da quelli dei nostri paesi che sono orgogliosi di far parte di una terra ricca di gloria, di arte e di storia. Con loro i tifosi della Lazio, prima squadra di calcio di Roma. Degli amati paesi laziali trattiamo tutti i problemi, le attese, le speranze.
sabato 16 giugno 2012
La mamma di Liza Minnelli
Mia figlia ha una voce che ricorda lo strisciare di un gessetto sulla lavagna.
(Judy Garland, attrice, su Liza Minnelli, cantante e attrice)
(Judy Garland, attrice, su Liza Minnelli, cantante e attrice)
Ritirare o no i farmaci a rischio?
I farmaci a rischio come il tiotropio saranno ritirati dal commercio? E' poco probabile, anche perchè un grande studio della durata di quattro anni, finanziato dall'azienda produttrice di quel farmaco, uscito la settimana successiva sul "New England Journal of Medicine" sembra smentire l'allarme, indicando addirittura un minor rischio d'infarto col tiotropio, sia pure non significativo.
E allora? Perfino i medici fanno fatica ad addentrarsi nei meandri dell'analisi statistica, che con un po' di accortezza consente spesso di piegare i risultati o di presentarli nella maniera che si desidera. La posta in gioco, quando si parla della vita e della salute, è però troppo alta: i rischi legati ai farmaci, che comunque ci sono sempre, devono essere gestiti con un continuo bilancio tra vantaggi e svantaggi, sia nelle decisioni terapeutiche per i singoli sia in quelle di politica sanitaria.
(da un articolo di Roberta Villa)
E allora? Perfino i medici fanno fatica ad addentrarsi nei meandri dell'analisi statistica, che con un po' di accortezza consente spesso di piegare i risultati o di presentarli nella maniera che si desidera. La posta in gioco, quando si parla della vita e della salute, è però troppo alta: i rischi legati ai farmaci, che comunque ci sono sempre, devono essere gestiti con un continuo bilancio tra vantaggi e svantaggi, sia nelle decisioni terapeutiche per i singoli sia in quelle di politica sanitaria.
(da un articolo di Roberta Villa)
Valmontone: nasce Mercato Zero
Oggi, sabato 16 giugno, in Via della Pace a Valmontone, ore 15.30, verrà inaugurato il Farmer Market della catena "Coltivendo" della Provincia di Roma.
L'apertura è dovuta all'azione del consigliere delegato della Provincia di Roma Erminio Latini, all'intervento del Comune di Valmontone e dell'associazione "La Terra in tavola".
Il locale del grande esercizio agroalimentare è attiguo al campo sportivo, e ospiterà esclusivamente prodotti "a km. zero", cioè senza intermediari fra produttore e consumatore. Frutta, verdura, ortaggi, pane, pasta, formaggio, olio, vino della zona di Valmontone saranno disponibili da oggi pomeriggio alle 16.30.
Il locale resterà aperto tutti i sabati dalle 15 alle 20.
L'apertura è dovuta all'azione del consigliere delegato della Provincia di Roma Erminio Latini, all'intervento del Comune di Valmontone e dell'associazione "La Terra in tavola".
Il locale del grande esercizio agroalimentare è attiguo al campo sportivo, e ospiterà esclusivamente prodotti "a km. zero", cioè senza intermediari fra produttore e consumatore. Frutta, verdura, ortaggi, pane, pasta, formaggio, olio, vino della zona di Valmontone saranno disponibili da oggi pomeriggio alle 16.30.
Il locale resterà aperto tutti i sabati dalle 15 alle 20.
Burak e Kuba: è solo questione di soldi
Yilmaz vuole venire alla Lazio, ma vuole un fior di contratto, almeno 2.5 milioni a stagione. Altrettanto sarebbe disposto a fare Kuba Blascikovski, il centrocampista polacco che sta facendo scintille agli europei e che è alla vigilia della scadenza di contratto col Borussia. Un'occasione unica per la Lazio per rafforzare il suo attacco in maniera formidabile, da prima della classe.
Yilmaz verrebbe a costare sui 17 milioni, contratto quinquennale compreso, Blascikovski si può prendere, date le circostanze, con qualcosa in meno. Se la sente, Lotito, di fare un grande investimento, di circa 30 milioni, per fare il salto e schierare finalmente una Lazio da scudetto?
Non dimentichiamo che intanto la Lazio ha già dovuto mettere da parte altro denaro prezioso per Ederson e Breno, e che probabilmente Petkovic chiederà anche il sacrificio dei possibili 15 milioni recuperabili con la vendita di Zarate puntando alla rivalutazione di Maurito, e che altri soldi saranno necessari per rinforzare la difesa. Peluso verrebbe a costare la cessione di Floccari, e il giovane uruguayano Abero richiederà altri 5 milioni di spesa. La Lazio dovrebbe prima incassare un po' di denaro con i vari Carrizo, Stendardo, Foggia, Sculli, Del Nero e altri giocatori di ritorno.
Tutto ciò richiede ancora tempo, e il tempo ormai si sta accorciando. E' sempre presente il rischio di vedersi sfuggire merce preziosa per una manciata di minuti, come accadde per il grande sogno giapponese di Honda. Ora si tratta di realizzare le belle speranze per il sogno turco-polacco Yilmaz-Blascicovski, esattamente i sogni da scudetto di una Lazio che sta tentando di trovare una nuova dimensione.
Yilmaz verrebbe a costare sui 17 milioni, contratto quinquennale compreso, Blascikovski si può prendere, date le circostanze, con qualcosa in meno. Se la sente, Lotito, di fare un grande investimento, di circa 30 milioni, per fare il salto e schierare finalmente una Lazio da scudetto?
Non dimentichiamo che intanto la Lazio ha già dovuto mettere da parte altro denaro prezioso per Ederson e Breno, e che probabilmente Petkovic chiederà anche il sacrificio dei possibili 15 milioni recuperabili con la vendita di Zarate puntando alla rivalutazione di Maurito, e che altri soldi saranno necessari per rinforzare la difesa. Peluso verrebbe a costare la cessione di Floccari, e il giovane uruguayano Abero richiederà altri 5 milioni di spesa. La Lazio dovrebbe prima incassare un po' di denaro con i vari Carrizo, Stendardo, Foggia, Sculli, Del Nero e altri giocatori di ritorno.
Tutto ciò richiede ancora tempo, e il tempo ormai si sta accorciando. E' sempre presente il rischio di vedersi sfuggire merce preziosa per una manciata di minuti, come accadde per il grande sogno giapponese di Honda. Ora si tratta di realizzare le belle speranze per il sogno turco-polacco Yilmaz-Blascicovski, esattamente i sogni da scudetto di una Lazio che sta tentando di trovare una nuova dimensione.
venerdì 15 giugno 2012
Pinocchio ancora burattino: 82. Polifemo si diverte
Polifemo parlava come un amico, ed effettivamente il gigante si era proprio affezionato a Pinocchio: amava le sue battute, e il suo arguto parlare toscano.
Polifemo si era molto divertito alla storia del pezzo di legno diventato burattino, e del burattino che era diventato bambino. Si faceva raccontare da Pinocchio tutti i particolari: Geppetto, la Fata dai capelli turchini, Lucignolo, il Paese dei Balocchi, e rideva a crepapelle quando i due ragazzini furono trasformati in somarelli.
Però, quando arrivava la sera e andavano a dormire nella grande spelonca, dove si ammassavano tutte le pecore e i montoni, Polifemo chiudeva l'ingresso della grotta con una pietra enorme, e Pinocchio si sentiva prigioniero. La grotta rimaneva quasi al buio, illuminata soltanto debolmente dalla brace di un fuoco che il gigante teneva sempre acceso. Pinocchio stava già studiando il modo di fuggire, proprio come Ulissse, ma sarebbe stato molto difficile.
Di giorno, Polifemo non lasciava mai un attimo solo il burattino: era diventato davvero il suo occhio, controllava le pecore da vicino come un cane fedele.
- Perché non ti fai un cane che ti aiuti a tenere unito il gregge? - chiese Pinocchio.
- Non mi fido dei cani. Nessuno si affeziona a me. Ho provato tante volte, ma credo che il mio grande occhio accecato gli metta soggezione e paura. I cani, quando mi vedono arrivare, scappano via terrorizzati e vanno ad avvisare i loro pastori mettendoli in guardia contro di me. Anzi, ho capito anche che li aiutano a rubare qualche pecora dal mio gregge. Tu invece, Pinocchio...gli dei ti hanno mandato per aiutarmi. Io ti voglio bene: non tradirmi! -
Polifemo si era molto divertito alla storia del pezzo di legno diventato burattino, e del burattino che era diventato bambino. Si faceva raccontare da Pinocchio tutti i particolari: Geppetto, la Fata dai capelli turchini, Lucignolo, il Paese dei Balocchi, e rideva a crepapelle quando i due ragazzini furono trasformati in somarelli.
Però, quando arrivava la sera e andavano a dormire nella grande spelonca, dove si ammassavano tutte le pecore e i montoni, Polifemo chiudeva l'ingresso della grotta con una pietra enorme, e Pinocchio si sentiva prigioniero. La grotta rimaneva quasi al buio, illuminata soltanto debolmente dalla brace di un fuoco che il gigante teneva sempre acceso. Pinocchio stava già studiando il modo di fuggire, proprio come Ulissse, ma sarebbe stato molto difficile.
Di giorno, Polifemo non lasciava mai un attimo solo il burattino: era diventato davvero il suo occhio, controllava le pecore da vicino come un cane fedele.
- Perché non ti fai un cane che ti aiuti a tenere unito il gregge? - chiese Pinocchio.
- Non mi fido dei cani. Nessuno si affeziona a me. Ho provato tante volte, ma credo che il mio grande occhio accecato gli metta soggezione e paura. I cani, quando mi vedono arrivare, scappano via terrorizzati e vanno ad avvisare i loro pastori mettendoli in guardia contro di me. Anzi, ho capito anche che li aiutano a rubare qualche pecora dal mio gregge. Tu invece, Pinocchio...gli dei ti hanno mandato per aiutarmi. Io ti voglio bene: non tradirmi! -
La congiura del silenzio
La stampa ignora le mie poesie. E' una vera congiura del silenzio. Oscar, cosa mi consigli di fare?
"Unirti alla congiura".
(Oscar Wilde a Sir Lewis Morris)
"Unirti alla congiura".
(Oscar Wilde a Sir Lewis Morris)
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