Martedì 13 dicembre, ore 11.30, presso l'Enoteca Regionale Palatium in via Frattina 94 a Roma, sarà presentata la rivista "Frosinone Wine 2012".
Si tratta di un vero vademecum di vini, liquori, distillati e birre: non solo vino, dunque, ma anche altri derivati dall'uva di cui la Ciociaria è ricca.
Confermato il ruolo prestigioso conquistato dal vino Cesanese del Piglio DOCG, il primo nel Lazio, un riconoscimento dell'alto livello di qualità raggiunto dal Cabernet di Atina DOC e un omaggio a una serie di distillati, liquori e birre che si stanno facendo apprezzare sul mercato nazionale e internazionale. La conferenza stampa sarà diretta da Stefano Venditti, Erder Mazzocchi e Massimo Roscia.
Degustazione finale del meglio dei vini e dei liquori ciociari.
Qui Lazio by Luigi Jadicicco raccoglie tutti i laziali, a cominciare da quelli dei nostri paesi che sono orgogliosi di far parte di una terra ricca di gloria, di arte e di storia. Con loro i tifosi della Lazio, prima squadra di calcio di Roma. Degli amati paesi laziali trattiamo tutti i problemi, le attese, le speranze.
domenica 11 dicembre 2011
Lazio: in Europa senza portiere!
Nella gran fortuna di avere avuto un enorme Klose, a Lecce la Lazio ha avuto la terribile sfortuna di aver perduto un portiere in forma strepitosa come Federico Marchetti, stramento al bicipite femorale destro.
Sì, è vero, Carrizo è stato bravo, non ha subìto gol, si è distinto in parecchi interventi: per il campionato andrà bene. Ma per l'Europa? Siamo nei guai: Carrizo non è nella lista presentata ad agosto e quindi non può giocare. Bizzarri è vittima di un lungo infortunio. Non basta: anche il giovane Berardi, ben collaudato fin dal ritiro di Auronzo, è indisponibile per infortunio, per cui si dovrà ricorrere all'esordio del giovanissimo Scarfagna. Può essere un segno del destino, in un senso o nell'altro: è in occasioni come queste che nascono gli eroi.
Certamente, su cinque portieri, averne disponibile uno solo è un vero e proprio record. Passerà anche questa buriana che ci colpisce per l'Europa, mentre per il campionato il buon Carrizo - che voleva tornarsene a Buenos Aires - dovrà coprirci le spalle nelle partite finali di questo 2011.
La Lazio sta scontando, in questo periodo, una serie d'infortuni non indifferente, ma almeno un segno buono c'è: si è rivisto in allenamento il tanto atteso Stefano Mauri, e il suo rientro nei piani di Reja è ormai imminente. Certo, la lista degli infortunati fa impressione. Marchetti, Konko, Biava, Dias, Brocchi: abbiamo mezza squadra fuori, un'intera difesa, ed è stato un vero miracolo se, prima di Lecce, abbiamo subìto un solo gol in otto giornate tra campionato e coppe. Vuol dire che l'organizzazione di gioco della Lazio è più forte di ogni disgrazia, e che Klose riesce spesso da solo a tenere a galla i risultati.
A Lecce si è rivisto un Cisse in buona vena. Reja lo sta aspettando: - Se Djibrill ritrova se stesso - ha detto - potete star sicuri che la Lazio andrà molto lontano -
Sì, è vero, Carrizo è stato bravo, non ha subìto gol, si è distinto in parecchi interventi: per il campionato andrà bene. Ma per l'Europa? Siamo nei guai: Carrizo non è nella lista presentata ad agosto e quindi non può giocare. Bizzarri è vittima di un lungo infortunio. Non basta: anche il giovane Berardi, ben collaudato fin dal ritiro di Auronzo, è indisponibile per infortunio, per cui si dovrà ricorrere all'esordio del giovanissimo Scarfagna. Può essere un segno del destino, in un senso o nell'altro: è in occasioni come queste che nascono gli eroi.
Certamente, su cinque portieri, averne disponibile uno solo è un vero e proprio record. Passerà anche questa buriana che ci colpisce per l'Europa, mentre per il campionato il buon Carrizo - che voleva tornarsene a Buenos Aires - dovrà coprirci le spalle nelle partite finali di questo 2011.
La Lazio sta scontando, in questo periodo, una serie d'infortuni non indifferente, ma almeno un segno buono c'è: si è rivisto in allenamento il tanto atteso Stefano Mauri, e il suo rientro nei piani di Reja è ormai imminente. Certo, la lista degli infortunati fa impressione. Marchetti, Konko, Biava, Dias, Brocchi: abbiamo mezza squadra fuori, un'intera difesa, ed è stato un vero miracolo se, prima di Lecce, abbiamo subìto un solo gol in otto giornate tra campionato e coppe. Vuol dire che l'organizzazione di gioco della Lazio è più forte di ogni disgrazia, e che Klose riesce spesso da solo a tenere a galla i risultati.
A Lecce si è rivisto un Cisse in buona vena. Reja lo sta aspettando: - Se Djibrill ritrova se stesso - ha detto - potete star sicuri che la Lazio andrà molto lontano -
sabato 10 dicembre 2011
Un Klose grande così: doppietta e quinta vittoria in trasferta per la Lazio
Per la Lazio in trasferta non ci sono limiti: a Lecce è arrivata la quinta vittoria. Un Klose grande così, autore della sua prima doppietta italiana, un tocco di classe al 28' del primo tempo e uno splendido colpo di testa al 41' della ripresa, quando la Lazio stava subendo il 2-2 da parte di un Lecce davvero generoso.
I ragazzi di Cosmi hanno dato l'anima per cercare di raggiungere la prima vittoria interna. Sono andati addirittura n vantaggio con il bravo Di Michele dopo appena 13 minuti, hanno pareggiato con il forte terzino Ferrario al 14' della ripresa, dopo che il sorprendente Cana, subentrato a Biava, aveva portato in vantaggio la Lazio all'inizio della ripresa su un suggerimento del solito supercampione Miro Klose.
Purtroppo la Lazio ha perduto almeno momentaneamente il grande Federico Marchetti per uno stiramento improvviso al 17' del secondo tempo, sul 2-2: è subentrato Carrizo che non è andato male, salvo l'eccessivo ricorso alle respinte di pugno poichè non si sentiva sicuro nella presa. La Lazio è sembrata distratta in difesa, mancavano Dias e Konko e si è sentito, poi anche Biava ha lasciato il posto a Cana, e con uno schieramento del tutto improvvisato i difensori biancocelesti hanno subìto le volitive folate di Muriel e Di Michele.
Ma la classe non è acqua: e anche Cisse, subentrato a Rocchi nella ripresa, ha fatto la sua parte lanciando Klose nell'azione decisiva del 3-2. Quando vuole, con la classe dei suoi "grandi", la Lazio passa in trasferta al momento giusto, anche in giornate non completamente brillanti come questa di Lecce. Ma erano fondamentali i tre punti, e questi sono arrivati: tra domani e lunedì aspettiamo per vedere che cosa faranno Milan, Udinese e Juventus (daje, Roma, daje!noi laziali siamo tutti per te!)
I ragazzi di Cosmi hanno dato l'anima per cercare di raggiungere la prima vittoria interna. Sono andati addirittura n vantaggio con il bravo Di Michele dopo appena 13 minuti, hanno pareggiato con il forte terzino Ferrario al 14' della ripresa, dopo che il sorprendente Cana, subentrato a Biava, aveva portato in vantaggio la Lazio all'inizio della ripresa su un suggerimento del solito supercampione Miro Klose.
Purtroppo la Lazio ha perduto almeno momentaneamente il grande Federico Marchetti per uno stiramento improvviso al 17' del secondo tempo, sul 2-2: è subentrato Carrizo che non è andato male, salvo l'eccessivo ricorso alle respinte di pugno poichè non si sentiva sicuro nella presa. La Lazio è sembrata distratta in difesa, mancavano Dias e Konko e si è sentito, poi anche Biava ha lasciato il posto a Cana, e con uno schieramento del tutto improvvisato i difensori biancocelesti hanno subìto le volitive folate di Muriel e Di Michele.
Ma la classe non è acqua: e anche Cisse, subentrato a Rocchi nella ripresa, ha fatto la sua parte lanciando Klose nell'azione decisiva del 3-2. Quando vuole, con la classe dei suoi "grandi", la Lazio passa in trasferta al momento giusto, anche in giornate non completamente brillanti come questa di Lecce. Ma erano fondamentali i tre punti, e questi sono arrivati: tra domani e lunedì aspettiamo per vedere che cosa faranno Milan, Udinese e Juventus (daje, Roma, daje!noi laziali siamo tutti per te!)
Vita di collegio: 135. La rabbia di De Cesari
Una delle ultime stagioni estive che trascorsi ancora impegnato nei giornali mi risultò piuttosto difficile dal punto di vista psicologico. Si stavano disputando i primi incontri di Coppa Italia e la Roma era impegnata nella trasferta di Catanzaro.
Melillo mi incaricò di andare in trasferta a fare questa cronaca per Tuttosport. C'era un volo charter e lo presi, approdando nel piccolo aeroporto di Catanzaro. Ma qui incontrai un po' tutti gli inviati dei giornali romani, e tra essi nientedimeno che Ezio De Cesari per il Corrriere dello Sport. Fu un incontro poco gradito ad entrambi, in quanto ancora vicino ai fatti che avevano portato alla mia rottura con il Corriere dello Sport e ai conseguenti atteggiamenti polemici.
A mezzogiorno, al ristorante, pranzammo tutti insieme, dato che eravamo sistemati nello stesso albergo, e io sentivo che l'atmosfera non era particolarmente divertente, per me.
I giovani colleghi che affiancavano De Cesari facevano a gara a farmi sentire a disagio. Ricordo che faceva caldo, e io avevo appoggiato la mia giacca marrone alla sedia. Uscii un attimo per andare al bagno a lavarmi le mani, e uno di quegli scagnozzi se ne uscì con parole di scherno, come se quella giacca fosse stata quella di un mendicante. Era un atteggiamento tipico di De Cesari per far pesare la propria superiorità economica e sociale.
Eppure io avevo saputo cose bruttissime sul suo conto: che in una trasferta a Buenos Aires aveva venduto a caro prezzo un suo vecchio cappotto all'ingenuo corrispondente Romolo Babusci, appassionato di moda italiana, ma che poi si era pentito amaramente di aver pagato cento quel che valeva dieci.
Melillo mi incaricò di andare in trasferta a fare questa cronaca per Tuttosport. C'era un volo charter e lo presi, approdando nel piccolo aeroporto di Catanzaro. Ma qui incontrai un po' tutti gli inviati dei giornali romani, e tra essi nientedimeno che Ezio De Cesari per il Corrriere dello Sport. Fu un incontro poco gradito ad entrambi, in quanto ancora vicino ai fatti che avevano portato alla mia rottura con il Corriere dello Sport e ai conseguenti atteggiamenti polemici.
A mezzogiorno, al ristorante, pranzammo tutti insieme, dato che eravamo sistemati nello stesso albergo, e io sentivo che l'atmosfera non era particolarmente divertente, per me.
I giovani colleghi che affiancavano De Cesari facevano a gara a farmi sentire a disagio. Ricordo che faceva caldo, e io avevo appoggiato la mia giacca marrone alla sedia. Uscii un attimo per andare al bagno a lavarmi le mani, e uno di quegli scagnozzi se ne uscì con parole di scherno, come se quella giacca fosse stata quella di un mendicante. Era un atteggiamento tipico di De Cesari per far pesare la propria superiorità economica e sociale.
Eppure io avevo saputo cose bruttissime sul suo conto: che in una trasferta a Buenos Aires aveva venduto a caro prezzo un suo vecchio cappotto all'ingenuo corrispondente Romolo Babusci, appassionato di moda italiana, ma che poi si era pentito amaramente di aver pagato cento quel che valeva dieci.
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Dalla parte dei "disabili"
Certamente sta subendo una forte trasformazione, nella nostra società, il modo di considerare quelli che siamo ormai soliti chiamare "disabili". Da una parte, i progressi della diagnostica fetale permettono di individuare molte anomalie o malattie gravi prima della nascita, e quindi - purtroppo - consentono a molti di escludere la possibilità di far venire al mondo i feti "imperfetti", attraverso quello che viene goffamente chiamato "aborto terapeutico".
D'altra parte, però, si riconoscono i diritti di questi cittadini un po' speciali, che vengono aiutati dalle leggi e da interventi - nelle istituzioni e nel tessuto urbano - al fine di rendere meno difficile la loro vita.
Sonoi due atteggiamenti che sembrano opposti e contraddittori, ma che purtroppo invece sono collegati tra loro: più aumentano le disposizioni a favore dei disabili, più salgono le spese dello stato. Se non nascono, invece, non costano...
Se ne erano già resi conto gli eugenisti del XIX secolo e, ovviamente, anche i nazisti.
( sullo scottante argomento, ecco l'inizio di un articolo di Lucetta Scaraffia)
D'altra parte, però, si riconoscono i diritti di questi cittadini un po' speciali, che vengono aiutati dalle leggi e da interventi - nelle istituzioni e nel tessuto urbano - al fine di rendere meno difficile la loro vita.
Sonoi due atteggiamenti che sembrano opposti e contraddittori, ma che purtroppo invece sono collegati tra loro: più aumentano le disposizioni a favore dei disabili, più salgono le spese dello stato. Se non nascono, invece, non costano...
Se ne erano già resi conto gli eugenisti del XIX secolo e, ovviamente, anche i nazisti.
( sullo scottante argomento, ecco l'inizio di un articolo di Lucetta Scaraffia)
Paliano: echi barocchi all'organo di trecento anni
A Paliano, per Natale, organizzato il Festival musicale "Echi barocchi" alla sua quarta edizione, nella chiesa collegiata di Sant'Andrea.
Protagonista sarà l'organo Catarinozzi, nato nel 1727, e vicinissimo quindi ai suoi trecento anni.
L'organo Catarinozzi è un vero monumento d'arte con le sue 564 canne, uno dei pochi esemplari ancora esistenti nel Lazio.
I Caterinozzi sono originari di Affile, e con i loro successori, gli Spadari, controllarono il mercato del Lazio e dell'Italia centrale fino agli inizi del XX secolo. Nel 1697 costruirono il magnifico organo dell'Abbazia di Montecassino andato distrutto coi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
La rassegna di musica barocca di Paliano sarà aperta sabato 17 dicembre alle 18.30 con l'organista Giancarlo Delle Chiaie su musiche di Bach, Corelli, Frescobaldi e Pasquini, accompagnato dalla particolare tromba barocca di Domenico Agostini.
Concerto finale govedì 29 dicembre alle ore 18.30, con "Il Barocco nei canti del Natale in Europa", presenti anche elementi della " Cappella Musicale Enrico Stuart Duca di York" di Frascati.
Protagonista sarà l'organo Catarinozzi, nato nel 1727, e vicinissimo quindi ai suoi trecento anni.
L'organo Catarinozzi è un vero monumento d'arte con le sue 564 canne, uno dei pochi esemplari ancora esistenti nel Lazio.
I Caterinozzi sono originari di Affile, e con i loro successori, gli Spadari, controllarono il mercato del Lazio e dell'Italia centrale fino agli inizi del XX secolo. Nel 1697 costruirono il magnifico organo dell'Abbazia di Montecassino andato distrutto coi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
La rassegna di musica barocca di Paliano sarà aperta sabato 17 dicembre alle 18.30 con l'organista Giancarlo Delle Chiaie su musiche di Bach, Corelli, Frescobaldi e Pasquini, accompagnato dalla particolare tromba barocca di Domenico Agostini.
Concerto finale govedì 29 dicembre alle ore 18.30, con "Il Barocco nei canti del Natale in Europa", presenti anche elementi della " Cappella Musicale Enrico Stuart Duca di York" di Frascati.
Sarà il rumeno Paul Papp il nuovo centrale della Lazio
La Lazio non dorme, ed ha già pronto in canna il primo acquisto da sparare per rinforzare la difesa. Si tratta di un ragazzone rumeno di 22 anni, proveniente proprio da quel Vaslui che ci sta contendendo l'ingresso alla fase finale dell'Europa League. Il suo nome è Paul Papp, è alto 1.88, è un difensore centrale che si adatta anche a giocare a terzino destro. Nato a Dej l'undici novembre del 1989, è stato già collaudato nella nazionale maggiore della Romania, con la quale ha finora disputato sei incontri.
Paul Papp è passato da pochi giorni nel gruppetto di giocatori curati da Becali, che è il procuratore anche di Radu, e che si è mosso proprio durante l'incontro Vaslui-Lazio suscitando una polemica violenta da parte del tecnico della squadra rumena. Il giocatore è valutato 3 milioni, con in più una percentuale da incassare dal Vaslui al momento della cessione.
La Lazio, dunque, già conosce il giocatore, e sappiamo che lo apprezza, è tra i migliori giovani del fiorente vivaio rumeno. Sicuramente Papp verrà alla Lazio a giugno, ma è possibile che, ove ce ne sia bisogno,possa anticipare il suo arrivo anche al prossimo gennaio. Un po' dipenderà anche dalle condizioni fisiche di André Dias, apparse ultimamente un poco incerte.
La Lazio ha bisogno di giovani per proiettarsi verso il futuro. Perduti ingenuamente ragazzi come Macheda e Faraoni, deve stare con gli occhi aperti per non lasciarsi sfuggire altri elementi promettenti. Reja ha recuperato per Lecce il giovane terzino Cavanda, che sta facendo meraviglie nella Primavera insieme a Ceccarelli, Crescenzi, Zampa ed altri. Ma anche elementi giovani come Paul Papp sono benvenuti nella rosa biancoceleste per gli anni che verranno.
Paul Papp è passato da pochi giorni nel gruppetto di giocatori curati da Becali, che è il procuratore anche di Radu, e che si è mosso proprio durante l'incontro Vaslui-Lazio suscitando una polemica violenta da parte del tecnico della squadra rumena. Il giocatore è valutato 3 milioni, con in più una percentuale da incassare dal Vaslui al momento della cessione.
La Lazio, dunque, già conosce il giocatore, e sappiamo che lo apprezza, è tra i migliori giovani del fiorente vivaio rumeno. Sicuramente Papp verrà alla Lazio a giugno, ma è possibile che, ove ce ne sia bisogno,possa anticipare il suo arrivo anche al prossimo gennaio. Un po' dipenderà anche dalle condizioni fisiche di André Dias, apparse ultimamente un poco incerte.
La Lazio ha bisogno di giovani per proiettarsi verso il futuro. Perduti ingenuamente ragazzi come Macheda e Faraoni, deve stare con gli occhi aperti per non lasciarsi sfuggire altri elementi promettenti. Reja ha recuperato per Lecce il giovane terzino Cavanda, che sta facendo meraviglie nella Primavera insieme a Ceccarelli, Crescenzi, Zampa ed altri. Ma anche elementi giovani come Paul Papp sono benvenuti nella rosa biancoceleste per gli anni che verranno.
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