domenica 3 febbraio 2013

Brayan Perea, centravanti del futuro laziale

Un attaccante la Lazio l'ha comprato, ma per il primo di luglio. Si presenterà infatti per il ritiro precampionato (Andalo o Ampezzo) e sarà inserito subito nella rosa di prima squadra.
Si tratta del centravanti della Nazionale colombiana Under 20, Brayan Perea, un ragazzone alto e longilineo che è stato subito accostato a Torres. Milita nel Deportivo Calì di Bogotà, e per la cifra non indifferente di tre milioni di euro Igli Tare è riuscito a strapparlo all'Udinese di Pozzo, che in Colombia ha già pescato tre o quattro buoni elementi fra cui Muriel. Brayan Perea è nato il 25 febbraio 1993, e non ha compiuto ancora venti anni. Attualmente è impegnato nella Nazionale Under 20, e quindi la Lazio non ha potuto portarlo a Roma già per la campagna acquisti di gennaio.
Nelle intenzioni della Lazio il nuovo Torres dovrebbe essere, per la sua giovane età, ma anche per  la concretezza del suo gioco, l'erede naturale di Miro Klose quando, tra un anno e mezzo, sarà scaduto il contratto del campione tedesco, che prevede l'impegno con la Lazio fino al compimento del 36.mo anno. Per quella data Perea di anni ne avrà 21, e sarà già maturo per la prima squadra, che lo vedrà impegnato già dal prossimo anno come principale rincalzo dell'attacco biancoceleste.
Perché di Perea non si è parlato prima, nel fervore della campagna acquisti? Lotito ha confesssato che sia lui che Tare hanno preferito lavorare a fari spenti, per evitare la concorrenza che è sempre serrata ad ogni livello. E così la Lazio è riuscita, una volta tanto, a battere la ferratissima Udinese di Pozzo e Guidolin.

sabato 2 febbraio 2013

Lazio primavera in gran salute: 5-1 alla Juve Stabia

Ancora una scorpacciata di gol della Lazio Primavera nel turno interno della Primavera. 5-1 alla Juventus Stabia, anche se mancava il cannoniere Rozzi.
Ispirati da un ottimo Keita, i ragazzi biancocelesti sono andati a segno con Falasca, Tounkara, Crecco, Antic e Bilali.Lazio sempre in corsa per le finali, e il Napoli non è lontano.

Cave: domani apre "la Croce Blu"

Apre a Cave, in sinergia con l'associazione "Amici di Cave", la sede della "Croce Blu" già operante a Guidonia. E' situata in Via Matteotti 16  (scuole elementari) e sarà subito operativa, a partire da lunedì 4, quando i volontari effettueranno la misurazione gratuita dei valori della glicemia e della pressione arteriosa. Un medico effettuerà, sempre gratuitamente, l'elettrocardiogranma. Per i cittadini di Cave sarà un utile servizio in più.
La sede verrà inaugurata domani mattina domenica 3 febbraio alle ore 11.30 alla presenza delle autorità locali.

Lista UEFA: scaricati Zarate e Diakité

Zarate e Diakité: un anno stupidamente bruciato. Sono stati fatti fuori entrambi dalla lista definitiva dei 25 per la Coppa UEFA, cancellando i loro spazi europei per aver dato retta a cattivi consiglieri. Al loro posto, Petkovic ha iscritto il nuovo acquisto Bruno Pereirinha e Christian Brocchi, ormai completamente ristabilito e che sicuramente potrà tornare utile.
I quattro posti per i giovani risultano ancora  attribuiti al portierino Scarfagna, al difensore Cataldi, al mediano Onazi e al centravanti Rozzi, che rappresentano il meglio del vivaio laziale.
Diakité non era presente nemmeno nella lista UEFA precedente, al contrario di Mauro Zarate, che potrebbe ancora concludere il suo trasferimento alla Dynamo Kiev (c'è tempo fino al 28 di febbraio), ma Zarate sembra voler insistere sulla sua strada sbagliata, preferendo restare a fare il pastorello a Formello solo per far sembrare ancora più grandi le colpe del presidente Lotito, accusato duramente sia dal giocatore che dal suo entourage, moglie compresa, che ci ha dato dentro di brutto, definendo Lotito cattivo e spietato.
Un altro cancellato dalla lista è ovviamente Scaloni, passato  al'Atalanta. Carrizo all'Inter, Zauri e Sculli al Pescara sono tutti i trasferimenti realizzati dalla Lazio a fine gennaio. Il mancato trasferimento di Zarate ha condizionato almeno in parte i tempi per l'acquisto di Felipe Anderson, rimasto sulla carta e molto probabilemente rinviato a giugno. Peccato, avremmo avuto bisogno di un costruttore a centrocampo per la prolungata assenza di Hernanes.

venerdì 1 febbraio 2013

Anni di scuola: 92. Un addio poco doloroso

Il preside di cui vi ho parlato, fu da me accusato di avermi voluto utilizzare come un suo utile strumento in quella scuola privata nei pressi di Santa Maria Maggiore. Ma lui negò seccamente, dicendo che non sapeva nulla di quella storia.
Io, però, avevo le mie informazioni sicure, ed avevo  riferito l'episodio a qualche persona del mio istituto. Sta di fatto che all'inizio del nuovo anno scolastico il preside si trasferì in un altro istituto, e prima di lasciarci indisse una riunione del corpo docente per spiegare che si era comportato sempre in maniera corretta e decorosa, contrariamente a certe voci che circolavano a scuola. Quindi ci salutava a fronte alta, sicuro di essere stato sempre un signore.
Se ne andò, e nessuno lo rimpianse. In realtà, non era stato mai rettilineo nel comportamento, e qualche suo atteggiamento privato nei confronti di colleghi e di personale di segreteria era piaciuto molto poco. Ecco un signore nell'aspetto che si era comportato davvero in modo poco signorile.
Nell'ambiente scolastico - ma anche in altri ambienti si usa dire qualcosa del genere  - è famoso un detto che suona così: "Se non sai fare niente altro, diventa insegnante; e  se non sai fare neanche l'insegnante, diventa preside -
E' un detto che colpisce nel segno almeno una volta su due. In oltre trent'anni di carriera, io avrò avuto almeno venti presidi diversi, e statisticamente parlando ne posso elencare circa dieci che hanno svolto questo compito con grande competenza e correttezza, ma ne possono elencare altrettanti che hanno preso l'incarico senza veramente capire cosa significasse, quanta importanza poteva avere per la vita di un centinaio d'insegnanti e di un migliaio di studenti che vivevano in un posto considerato da quei presidi come una tappa provvisoria, da prendere alla leggera, oppure come un'occasione da sfruttare.

Anagni: Ciociaria alla ribalta in "Linea Verde"

Domenica 3 febbraio, alle ore 12.30, "Linea Verde" parlerà a lungo della Ciociaria e dei suoi eccellenti prodotti agricoli. Da non perdere!
L'équipe di RAI 1 formata da Eleonora Daniele e Fabrizio Gatta ha lavorato intensamente dal 15 al 18 gennaio per preparare una puntata che ci renderà molto orgogliosi. La TV ha fatto tappa ad Anagni, Paliano, Piglio, Serrone, Fiuggi, Guarcino e Veroli. Hanno collaborato Antonello Campoli, Marco Schifalacqua e Angelica Stramazzi.
In evidenza le bellezze e le eccezionali risorse delle campagne ciociare.

Honda, Yilmaz, Felipe Anderson: tre storie parallele

Basta. Sono indignato. La prima volta si perdona, la seconda si bastona, e la terza che si fa? Sono tre volte che Lotito e Igli Tare ci fregano. La prima volta col giapponese Honda. La seconda volta con il turco Yilmaz. La terza volta con il brasiliano Felipe Anderson. Abbiamo fatto ridere tre continenti: l'Asia con Honda e Yilmaz, il Sudamerica con Felipe, e l'Europa con tutti e tre.
Lazio incapace. Impreparata a queste grandi imprese. Sembra che Lotito non riesca a cavare quei milioni dalla sua tasca, che proprio non voglia, e così alla fine se li tiene dopo aver illuso la tifoseria che un grande campione stava davvero arrivando.
Voi lo sapete quanta stima ho per Lotito. Lo considero il miglior presidente di società del calcio italiano, così come ha scritto la Gazzetta dello Sport. E può darsi che anche questa ennesima figuraccia alla fine si risolva in un'altra impresa biancoceleste, che la Lazio non abbia davvero bisogno di un altro regista di centrocampo doppione di Hernanes, o che magari possa assicuraselo alla prossima sessione di giugno della campagna acquisti. E' tanto giovane, non ha neanche vent'anni, e avrebbe tempo davvero di venire alla Lazio "a miracol mostrare". Ma ieri sera ci siamo incazzati da morire all'ennesimo acquisto mancato per un risibile dettaglio. Il Santos era davvero convinto di cedere Felipe a quelle condizioni? Bastava assicurarsene prima ed evitare la terza magra figura, ormai diventata una barzelletta sull'efficienza della Lazio nell'effettuare tempestivamente e regolarmente i suoi acquisti.
Ci sarà una quarta volta? Ci auguriamo proprio di no. Lotito e Tare non dicano quattro  (o gatto, come meglio dice Trapattoni) se non l'hanno nel sacco.