E' indiscutibilmente vero: la Lazio di Petkovic vale quanto l'Inter di Stramaccioni.
Se tanto mi dà tanto, se una vittoria non fa primavera ma fa almeno promessa di bel tempo, possiamo ritenere che Petkovic ha forgiato una squadra valida, finora pari almeno a quella di Reja, ma da questo momento in poi anche un po' di più, perchè di questi tempi la squadra di Reja entrava in crisi e invece quella di Petkovic la sua crisetta l'ha già superata.
Abbiamo ancora la Coppa Italia. Abbiamo ancora tutta l'Europa League. Su tutti e tre i campi la Lazio può trovare belle soddisfazioni. Se, dunque, la Lazio vale quanto l'Inter, allora possiamo dire che nella lotta per lo scudetto, in qualche modo, ci dobbiamo rientrare anche noi, perchè, anche se l'Inter ha colto due pali, la Lazio ha almeno mostrato più cinismo e concretezza, se non altro dominando nel primo tempo e mostrandosi valida antagonista nella ripresa.
Siamo convinti, per quel che stiamo vedendo, che la Lazio da questo momento spiccherà il volo nel confronto di quella degli anni passati, e si terrà almeno in corsa per quel terzo posto che vale finalmente la Champions League.
Abbiamo bisogno di rinforzi? Forse ci manca una seconda punta fortissima da affiancare a Klose, ma abbiamo anche un sovrappiù costituito dai tanti Rocchi, Floccari, Zarate, Stankevicius, Foggia, Carrizo, forse anche Diakité e Kozak da smaltire, e in contropartita qualche grosso nome imprevisto potrebbe anche arrivare. Se Lotito riuscisse a racimolare una decina di milioni in contanti, si potrebbero anche metter le mani su qualche Huntelaar o Podolski, non si sa mai. E allora la Lazio...
Qui Lazio by Luigi Jadicicco raccoglie tutti i laziali, a cominciare da quelli dei nostri paesi che sono orgogliosi di far parte di una terra ricca di gloria, di arte e di storia. Con loro i tifosi della Lazio, prima squadra di calcio di Roma. Degli amati paesi laziali trattiamo tutti i problemi, le attese, le speranze.
domenica 16 dicembre 2012
sabato 15 dicembre 2012
Miracolo di Klose: battuta un'Inter insidiosa
Miracolo di Miro Klose a dieci minuti dalla fine, con un gran gol che gela l'Inter. La squadra nerazzurra, bloccata per tutto il primo temp da una Lazio superiore ma incapace di schiodare il risultato, nella ripresa ci ha dato dentro con energia, chiamando Palacio e poi anche Coutinho al fianco di Milito e Cassano. Due pali colpiti da Guarin e Cassano e una grande parata di Marchetti hanno impedito all'Inter di passare: poi si è acceso all'improvviso quel grande campione che è Klose, il quale manca prima un gol facile davanti ad Handanovic, ma subito dopo lo infilza con un grandissimo diagonale.
Proprio questo miracolo di Klose ha consentito alla Lazio di fare sua una partita importantissima, che ne rilancia le ambizioni a un solo punto dai nerazzurri. Grande prestazione difensiva di due blocchi poderosi cone quelli dell'Inter e della Lazio, una squadra, questa, che avrebbe bisogno di una seconda punta al fianco di Klose. Miro, infatti, non sempre può risolvere tutto.
Ottime prove di Gonzalez, uomo dovunque, e di Ciani che ha composto con Biava un duo centrale davvero forte. Radu ha inanellato un'altra buona prestazione. Nella ripresa sono entrati Candreva per Lulic, Floccari per gli ultimi cinque minuti al posto di Klose infortunato, ed anche Dias al rientro dopo il lungo infortunio.
Ed ora, per la Lazio, si aprono grandi orizzonti.
Proprio questo miracolo di Klose ha consentito alla Lazio di fare sua una partita importantissima, che ne rilancia le ambizioni a un solo punto dai nerazzurri. Grande prestazione difensiva di due blocchi poderosi cone quelli dell'Inter e della Lazio, una squadra, questa, che avrebbe bisogno di una seconda punta al fianco di Klose. Miro, infatti, non sempre può risolvere tutto.
Ottime prove di Gonzalez, uomo dovunque, e di Ciani che ha composto con Biava un duo centrale davvero forte. Radu ha inanellato un'altra buona prestazione. Nella ripresa sono entrati Candreva per Lulic, Floccari per gli ultimi cinque minuti al posto di Klose infortunato, ed anche Dias al rientro dopo il lungo infortunio.
Ed ora, per la Lazio, si aprono grandi orizzonti.
Anni di scuola: 63. Il professor Sentinelli
Il professor Guido Sentinelli, insegnante di matematica nel mio corso all'Istituto Tecnico "Luzzatti" di Palestrina è stato probabilmente il collega col quale mi sono trovato meglio nel corso di lunghi anni, uuna ventina circa.
Di buon cuore, umile, semplice, abitava in una vecchissima casa storica proprio al centro di Palestrina, in vicolo delle Monache, nel cuore dell'antico tempio della Dea Fortuna risalente a ventotto secoli fa.
Quando in istituto avevamo delle riunioni pomeridiane, Guido non mancava mai l'occasione d'invitarmi a un frugale pranzo a casa sua, dall'affiatatissima moglie e dalla amata madre. Eravamo come fratelli, non abbiamo mai avuto modo, in venti anni, di litigare o di tenerci il broncio: e sì che le occasioni non mancavano davvero, come mi capitava spesso con quasi tutti gli altri colleghi.
Guido era iscritto da molti anni al PCI, era un fedelissimo, e mi raccontava che non mancava mai all'appello di qualsivoglia manifestazione politica, specialmente nella gran faticata di erigere i palchi per i comizi. Che cosa aveva avuto, Sentinelli, in cambio di tanto prodigarsi? Nulla; nessun aiuto per trovare un lavoro ai suoi due figli, che hanno dovuto farsi strada faticosamente da soli. E lui personalmente, nella sua carriera? Nulla.
Sto qui a pensare che Guido ha sofferto per tutta la vita della mia stessa malattia: quella di avere avuto tantissime conoscenze, di aver accumulato un bel po' di meriti, e soprattutto quella di non aver mai saputo chiedere, illudendosi che gli altri vedessero e capissero. Gli altri, invece, hanno solo visto e capito che di uomini buoni e miti come Guido (e me...) era solo il caso di approfittare senza dar nulla in cambio. Io sotto altro cielo, sotto altre stelle, ma che somigliavano terribilmente allo steso cielo e alle stesse stelle di Guido Sentinelli.
Di buon cuore, umile, semplice, abitava in una vecchissima casa storica proprio al centro di Palestrina, in vicolo delle Monache, nel cuore dell'antico tempio della Dea Fortuna risalente a ventotto secoli fa.
Quando in istituto avevamo delle riunioni pomeridiane, Guido non mancava mai l'occasione d'invitarmi a un frugale pranzo a casa sua, dall'affiatatissima moglie e dalla amata madre. Eravamo come fratelli, non abbiamo mai avuto modo, in venti anni, di litigare o di tenerci il broncio: e sì che le occasioni non mancavano davvero, come mi capitava spesso con quasi tutti gli altri colleghi.
Guido era iscritto da molti anni al PCI, era un fedelissimo, e mi raccontava che non mancava mai all'appello di qualsivoglia manifestazione politica, specialmente nella gran faticata di erigere i palchi per i comizi. Che cosa aveva avuto, Sentinelli, in cambio di tanto prodigarsi? Nulla; nessun aiuto per trovare un lavoro ai suoi due figli, che hanno dovuto farsi strada faticosamente da soli. E lui personalmente, nella sua carriera? Nulla.
Sto qui a pensare che Guido ha sofferto per tutta la vita della mia stessa malattia: quella di avere avuto tantissime conoscenze, di aver accumulato un bel po' di meriti, e soprattutto quella di non aver mai saputo chiedere, illudendosi che gli altri vedessero e capissero. Gli altri, invece, hanno solo visto e capito che di uomini buoni e miti come Guido (e me...) era solo il caso di approfittare senza dar nulla in cambio. Io sotto altro cielo, sotto altre stelle, ma che somigliavano terribilmente allo steso cielo e alle stesse stelle di Guido Sentinelli.
Fiuggi: stasera il Cantagiro
Stasera, 15 dicembre 2012, nello storico Teatro delle Fonti, finalissima del Cantagiro, a 50 anni esatti di distanza da quello del 1962.Ospiti molti nomi di grandi cantanti nazionali e internazionali come Jimmy Fontana e i vincitori di premi di diversi paesi europei.
Conduce il catanese Ruggero Sardo.
I 120 semifinalisti di tutta Italia si contenderanno i tre primi posti. Si assegneranno i premi della critica, di più interessante tema sociale e di miglior voce radiofonica. Direttore artistico Dario Salvatori, supervisore Grazia Di Michele, direttore generale Elvino Echoeni e direttore musicale Mario Toro Santucci. Le migliori canzoni saranno inserite in un compilation a carattere nazionale.
In giornata, per le vie di Fiuggi sfilata di auto e di vespe d'epoca in ricordo del vecchio Cantagiro.
Conduce il catanese Ruggero Sardo.
I 120 semifinalisti di tutta Italia si contenderanno i tre primi posti. Si assegneranno i premi della critica, di più interessante tema sociale e di miglior voce radiofonica. Direttore artistico Dario Salvatori, supervisore Grazia Di Michele, direttore generale Elvino Echoeni e direttore musicale Mario Toro Santucci. Le migliori canzoni saranno inserite in un compilation a carattere nazionale.
In giornata, per le vie di Fiuggi sfilata di auto e di vespe d'epoca in ricordo del vecchio Cantagiro.
Tommaso Rocchi se ne va con l'Inter?
Forse è arrivato un momento che i veri tifosi della Lazio non avrebbero mai voluto vivere: quello della partenza dell'amatissimo capitano Tommaso Rocchi. A quanto pare, Stramaccioni sta cercando un vice-Milito, e si è ricordato di Tommaso, un giocatore ancora valido, autore di cento gol in serie A, atleta serio e sempre impegnato, che mai avrebbe voluto lasciare la sua Lazio.
Ma come si fa, se una società come l'Inter ti offre un ingaggio biennale dietro un onesto compenso, fornendoti la possibilità di giocare ancora con una certa continuità in serie A e di allungare la serie dei tuoi gol?
Dunque, il buon Tommaso, ormai soltanto punta numero 5 della Lazio (Klose Floccari Kozak Zarate davanti a lui), ci sta pensando seriamente, ed è assai probabile che l'incontro tra dirigenti laziali e interisti per la partita di stasera riesca a realizzare questo passaggio, sicuramente buono per l'Inter e per il giocatore, mentre la Lazio prova un po' di malinconia a veder partire un nome così caro da più di sei anni alle folle biancocelesti.
Se davvero Rocchi partirà ( e lo vogliono anche altre squadre...), gli auguriamo di trovare sul serio nell'Inter quella società disposta a valorizzarne le capacità ancora intatte, che potranno essere preziose specialmente nel finale di qualche partita complicata e dura da portare a termine, in cui si richieda un giocatore esperto e duttile come sa essere Rocchi, dotato tra l'altro ancora di un notevole fiuto del gol.
Una cosa è sicura, per noi laziali: un giocatore come Tommaso Rocchi non lo dimenticheremo mai, sarà sempre nel nostro cuore, accanto ai nomi di Piola, Signori, Chinaglia e Giordano.
Ma come si fa, se una società come l'Inter ti offre un ingaggio biennale dietro un onesto compenso, fornendoti la possibilità di giocare ancora con una certa continuità in serie A e di allungare la serie dei tuoi gol?
Dunque, il buon Tommaso, ormai soltanto punta numero 5 della Lazio (Klose Floccari Kozak Zarate davanti a lui), ci sta pensando seriamente, ed è assai probabile che l'incontro tra dirigenti laziali e interisti per la partita di stasera riesca a realizzare questo passaggio, sicuramente buono per l'Inter e per il giocatore, mentre la Lazio prova un po' di malinconia a veder partire un nome così caro da più di sei anni alle folle biancocelesti.
Se davvero Rocchi partirà ( e lo vogliono anche altre squadre...), gli auguriamo di trovare sul serio nell'Inter quella società disposta a valorizzarne le capacità ancora intatte, che potranno essere preziose specialmente nel finale di qualche partita complicata e dura da portare a termine, in cui si richieda un giocatore esperto e duttile come sa essere Rocchi, dotato tra l'altro ancora di un notevole fiuto del gol.
Una cosa è sicura, per noi laziali: un giocatore come Tommaso Rocchi non lo dimenticheremo mai, sarà sempre nel nostro cuore, accanto ai nomi di Piola, Signori, Chinaglia e Giordano.
venerdì 14 dicembre 2012
Anni di scuola: 62. Un bell'esame di maturità
Ad Amalfi cominciavamo gli orali al mattino presto, intorno alle otto. I ragazzi della maturità erano ventiquattro, e interrogandone quattro al giorno bastò una settimana per esaminarli tutti. Ulteriori quattro giorni passarono tra la domenica e il mercoledì successivo per le operazioni di scrutinio. Undici giorni di esame intensi, ma anche la possibilità di consumare i pasti in albergo per il gruppo compoleto degli insegnanti e la comune decisione di trascorrere il pomeriggio sulla spiaggia di Amalfi.
Ci accordammo, in albergo, per un pasto leggero da portare in spiaggia poco dopo mezzogiorno, per consumare poi un'allegra cena collettiva al termine della giornata.
Fu il più bell'esame di maturità della mia lunghissima esperienza d'insegnante. Feci amicizia con i commissari: il vicepresidente insegnava geografia ed era di Bari, c'erano poi tre simpatiche insegnanti di lingue, una tedesca di madrelingua, una di spagnolo, e una terza di francese e inglese.
Dopo cena trascorrevamo ancora del tempo insieme visitando le pittoresche stradine e i monumenti caratteristici di Amalfi, oppure i dintorni, con Positano e Vietri sul Mare. Ricordo dei monumenti molto belli, a distanza di tanti anni, e la commissione, così affiatata, operò benissimo anche dal punto di vista della serietà dell'esame, un impegno preso sul serio malgrado le lunghe ore trascorse sulla spiaggia.
Quando tornammo a Roma per concludere i lavori, per la classe dell'istituto di Amalfi avevamo deciso già tutto in buona armonia, e nessuno di noi si pentì di aver vissuto un'esperienza così articolata che, alla vigilia, avevamo fatto tanta fatica ad accettare pensando alle difficoltà logistiche e ai fastidi della trasferta.
Ci accordammo, in albergo, per un pasto leggero da portare in spiaggia poco dopo mezzogiorno, per consumare poi un'allegra cena collettiva al termine della giornata.
Fu il più bell'esame di maturità della mia lunghissima esperienza d'insegnante. Feci amicizia con i commissari: il vicepresidente insegnava geografia ed era di Bari, c'erano poi tre simpatiche insegnanti di lingue, una tedesca di madrelingua, una di spagnolo, e una terza di francese e inglese.
Dopo cena trascorrevamo ancora del tempo insieme visitando le pittoresche stradine e i monumenti caratteristici di Amalfi, oppure i dintorni, con Positano e Vietri sul Mare. Ricordo dei monumenti molto belli, a distanza di tanti anni, e la commissione, così affiatata, operò benissimo anche dal punto di vista della serietà dell'esame, un impegno preso sul serio malgrado le lunghe ore trascorse sulla spiaggia.
Quando tornammo a Roma per concludere i lavori, per la classe dell'istituto di Amalfi avevamo deciso già tutto in buona armonia, e nessuno di noi si pentì di aver vissuto un'esperienza così articolata che, alla vigilia, avevamo fatto tanta fatica ad accettare pensando alle difficoltà logistiche e ai fastidi della trasferta.
Palestrina: piano integrazione immigrati
La Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini, e in particolare l'associazione CReA di Palestrina, col sostegno delle ASL Roma H e G, ha presentato una proposta progettuale finanziata ai Fondi Europei per l'integrazione dei cittadini di paesi terzi.
La Comunità Montana, su 173 mila abitanti, presenta 17 mila stranieri, una presenza media del 10 per cento e punte di oltre il 12,2 a Zagarolo. L'indice d'integrazione è medio-basso, e mancano i collegamenti tra i comuni, come sottolinea il presidente Giuseppe De Righi, nei settori dell'anagrafe e sicurezza, abitazioni, servizi, istruzione, cultura e lavoro, collegamenti necessari per potenziare questo settore soprattutto per quanto si riferisce all'imprenditoria straniera. E' necessario, secondo le dichiarazioni del direttore generale Rodolfo Salvatori, un sistema unico di raccolta dati, per favorire una migliore integrazione.
La Comunità Montana, su 173 mila abitanti, presenta 17 mila stranieri, una presenza media del 10 per cento e punte di oltre il 12,2 a Zagarolo. L'indice d'integrazione è medio-basso, e mancano i collegamenti tra i comuni, come sottolinea il presidente Giuseppe De Righi, nei settori dell'anagrafe e sicurezza, abitazioni, servizi, istruzione, cultura e lavoro, collegamenti necessari per potenziare questo settore soprattutto per quanto si riferisce all'imprenditoria straniera. E' necessario, secondo le dichiarazioni del direttore generale Rodolfo Salvatori, un sistema unico di raccolta dati, per favorire una migliore integrazione.
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