Umberto disse: - Venite con me a cena nella trattoria qui accanto, e vi spiegherò tutto con calma, perché ora le parole mi vengono tutte insieme e rischiano di non farmi capire come si deve -
Così fecero. I ragazzi riposero gli strumenti nei loro foderi, e seguirono il signor Umberto nella piccola e accogliente trattoria.
Mentre cenavano, lo zio spiegò ai ragazzi che cosa era accaduto in quegli anni. Li avevano cercati per un po' di tempo, ma poi si erano perdute le tracce. Le mamme, al dolore per la tragica morte dei loro mariti, aggiunsero quello, straziante, per la scomparsa dei figli.
Dolore e miseria erano cresciuti insieme. Ma un giorno, dalla Germania, arrivò una bella notizia: la proprietà della miniera di carbone, con i soldi dell'assicurazione, aveva stanziato per ciascuno dei minatori scomparsi una cifra notevole.
Le famiglie di Mario e Alessio erano state risarcite in modo giusto. Ora uscivano dalla miseria, si erano costruite una casa nuova, e avevano ripreso con nuovo vigore la ricerca dei due ragazzi scomparsi. Lo zio Umberto, che era il più giovane dei fratelli, si era posto alla loro caccia paese per paese, dalle Marche si era portato in Umbria, e dopo alcune settimane aveva sentito parlare di ragazzi che davano spettacoli musicali per le piazze. Così, per fortuna, quella sera era capitato proprio da loro.
Pinocchio aveva ascoltato con grande attenzione. Aveva letto la felicità e l'amore per le loro mamme negli occhi di Ulderico e di Lamberto, e visto con quanta cura lo zio si era posto alla loro ricerca.
Pinocchio da una parte era ben felice anche lui, ma dall'altra aveva capito che la loro avventura era finita per sempre.
Qui Lazio by Luigi Jadicicco raccoglie tutti i laziali, a cominciare da quelli dei nostri paesi che sono orgogliosi di far parte di una terra ricca di gloria, di arte e di storia. Con loro i tifosi della Lazio, prima squadra di calcio di Roma. Degli amati paesi laziali trattiamo tutti i problemi, le attese, le speranze.
martedì 4 settembre 2012
Labico: la collina del vento
La cittadina di Labico ha l'onore di ospitare venerdì 7 settembre alle ore 21 la presentazione in anteprima de "La collina del vento" di Carmine Abate, prestigioso vincitore del premio Campiello 2012. L'aristocratico Palazzo Giuliani dedicherà questa serata a Carmine Abate, scrittore calabrese di origine albanese d'Italia ("arberesche"). Il suo libro è " la saga appassionata e coinvolgente, epica ed eroica di una famiglia che nessuna avversità riesce a piegare e nessun vento potrà mai domare".
La serata è organizzata dalle associazioni culturali Labicocca e Rive Gauche in collaborazione con il Book Club di Labico. Accanto a Carmine Abate ci sarà il musicista Ciccio Mazza, che proporrà musiche e canti popolari delle terre arberesche, e il pittore Nicola Spezzano con le sue opere del medesimo ambiente.
La serata è organizzata dalle associazioni culturali Labicocca e Rive Gauche in collaborazione con il Book Club di Labico. Accanto a Carmine Abate ci sarà il musicista Ciccio Mazza, che proporrà musiche e canti popolari delle terre arberesche, e il pittore Nicola Spezzano con le sue opere del medesimo ambiente.
Perché Candreva no?
Dopo il meraviglioso gol contro il Palermo, sono qui a chiedermi: perchè Antonio Candreva no, in Nazionale?
E' vecchio? No, ha solo 25 anni. E' discontinuo? No: da quando è venuto alla Lazio, e sono ormai otto mesi, è stato sempre tra i migliori in campo. Ha perfino segnato quattro gol, in una ventina d'incontri disputati.
Ha una cattiva reputazione? Non ci risulta: è stato sempre un giocatore disciplinato e corretto.
Lo aspettiamo in Nazionale, non può tardare ancora una sua convocazione, in un centrocampo tra l'altro orfano di De Rossi infortunato, e anche di Giovinco che dovrà fermarsi per un po' di settimane.
Antonio Candreva è già stato due volte, in nazionale A, dopo aver fatto la trafila in tutte le nazionali giovanili, sempre apprezzato dai tecnici azzurri. Simbolicamente almeno, Prandelli questo favore alla Lazio dovrebbe farlo, lui che convoca quattro portieri ma non Marchetti.
Dice: la Lazio non schiera mai giocatori italiani. Non è vero: c'è Candreva, c'è Marchetti, c'è Ledesma, c'è anche Mauri, se vogliamo, innocente finché non dovesse essere dichiarato colpevole per il calcioscommesse. Perchè Bonucci sì e Mauri no? A questo punto dobbiamo parlare di prevenzione da parte di Prandelli. Si fa tanto per avere una maglia in nazionale, e questo riconoscimento è il massimo premio per un calciatore.
Candreva, a 25 anni, ha già disputato otto campionati da professionista, giocando 205 partite e segnando anche 14 reti, non poche per un centrocampista, e da otto mesi si dimostra in costante ascesa. Come mai nessuno ha segnalato questo nome al nostro selezionatore?
E' vecchio? No, ha solo 25 anni. E' discontinuo? No: da quando è venuto alla Lazio, e sono ormai otto mesi, è stato sempre tra i migliori in campo. Ha perfino segnato quattro gol, in una ventina d'incontri disputati.
Ha una cattiva reputazione? Non ci risulta: è stato sempre un giocatore disciplinato e corretto.
Lo aspettiamo in Nazionale, non può tardare ancora una sua convocazione, in un centrocampo tra l'altro orfano di De Rossi infortunato, e anche di Giovinco che dovrà fermarsi per un po' di settimane.
Antonio Candreva è già stato due volte, in nazionale A, dopo aver fatto la trafila in tutte le nazionali giovanili, sempre apprezzato dai tecnici azzurri. Simbolicamente almeno, Prandelli questo favore alla Lazio dovrebbe farlo, lui che convoca quattro portieri ma non Marchetti.
Dice: la Lazio non schiera mai giocatori italiani. Non è vero: c'è Candreva, c'è Marchetti, c'è Ledesma, c'è anche Mauri, se vogliamo, innocente finché non dovesse essere dichiarato colpevole per il calcioscommesse. Perchè Bonucci sì e Mauri no? A questo punto dobbiamo parlare di prevenzione da parte di Prandelli. Si fa tanto per avere una maglia in nazionale, e questo riconoscimento è il massimo premio per un calciatore.
Candreva, a 25 anni, ha già disputato otto campionati da professionista, giocando 205 partite e segnando anche 14 reti, non poche per un centrocampista, e da otto mesi si dimostra in costante ascesa. Come mai nessuno ha segnalato questo nome al nostro selezionatore?
lunedì 3 settembre 2012
Pinocchio ancora burattino. 161. Appare lo zio Umberto
Avevano ripreso da parecchi giorni a dare i loro piccoli spettacoli serali. Ormai si trovavano nella verde Umbria, una regione molto bella e ospitale, e ogni paese, piccolo o grande, aveva i suoi bei palazzi e le sue belle chiese, e l'arte era molto ammirata. I nostri giovani amici erano stimati e considerati; qualcuno voleva invitarli a fare delle serate nei teatri, ma essi preferivano lavorare all'aperto e sentirsi liberi da ogni vincolo.
Una sera, mentre stavano cantando e suonando su una piazza alberata, si accorsero che un uomo di mezza età, robusto e con i capelli neri tirati a lucido, guardava con particolare attenzione Ulderico e Lamberto.
Quando lo spettacolo fu terminato, e la gente cominciò a diradarsi, l'uomo si accostò a Pinocchio e gli chiese: - Mi scusi, signor Pinocchio, ma i ragazzi che suonano insieme a lei si chiamano forse Ulderico e Lamberto? -
- Sì. Perchè? - chiese Pinocchio incuriosito.
- Perché sono i miei nipoti, figli dei miei fratelli Mario e Alessio -
I due ragazzi si erano accostati: guardarono fissamente l'uomo, e piano piano lo riconobbero.
- Ma tu sei lo zio Umberto! - disse Lamberto scoppiando in lagrime.
- E' vero! Sei tu! - aggiunse Ulderico, e corse ad abbracciarlo.
Erano passati almeno quattro anni da quando si erano visti l'ultima volta: i ragazzi, ormai, quasi non si riconoscevano tanto erano cresciuti.
- E le nostre mamme come stanno, poverine? - disse Lamberto con grande emozione.
Una sera, mentre stavano cantando e suonando su una piazza alberata, si accorsero che un uomo di mezza età, robusto e con i capelli neri tirati a lucido, guardava con particolare attenzione Ulderico e Lamberto.
Quando lo spettacolo fu terminato, e la gente cominciò a diradarsi, l'uomo si accostò a Pinocchio e gli chiese: - Mi scusi, signor Pinocchio, ma i ragazzi che suonano insieme a lei si chiamano forse Ulderico e Lamberto? -
- Sì. Perchè? - chiese Pinocchio incuriosito.
- Perché sono i miei nipoti, figli dei miei fratelli Mario e Alessio -
I due ragazzi si erano accostati: guardarono fissamente l'uomo, e piano piano lo riconobbero.
- Ma tu sei lo zio Umberto! - disse Lamberto scoppiando in lagrime.
- E' vero! Sei tu! - aggiunse Ulderico, e corse ad abbracciarlo.
Erano passati almeno quattro anni da quando si erano visti l'ultima volta: i ragazzi, ormai, quasi non si riconoscevano tanto erano cresciuti.
- E le nostre mamme come stanno, poverine? - disse Lamberto con grande emozione.
Cave: il Trattato di Pace a Magicland
Cave grande protagonista al Parco Magicland di Valmontone. L'associazione CaveinTour, con il sostegno dell'amministrazione di Cave, ha portato per le strade e i vicoli di Magicland la solenne rievocazione storica del Trattato di pace di Cave del 1557 come anteprima dell'evento che si tiene a Cave l'8 settembre, con una eccezionale sfilata molto ammirata da visitatori e turisti. Le centinaia di figuranti in abiti di epoca, gli sbandieratori, la firma del Trattato, le gare di balestra e di tiro con l'arco: superba la regia del presidente dell'apposita associazione, Luciano Santandrea.
Altro spettacolo sempre organizzato da CaveinTour è stato offerto dai danzatori della scuola di danza New Dance School guidati da Alessia Palmarini e da Fabio Bangrazi, che hanno raccolto i consensi generali.
Un ringraziamento va anche al sindaco di Cave Massimo Umbertino e all'assessore al turismo Fabio Felici, promotori di questo interessante abbinamento Cave-Magicland.
Altro spettacolo sempre organizzato da CaveinTour è stato offerto dai danzatori della scuola di danza New Dance School guidati da Alessia Palmarini e da Fabio Bangrazi, che hanno raccolto i consensi generali.
Un ringraziamento va anche al sindaco di Cave Massimo Umbertino e all'assessore al turismo Fabio Felici, promotori di questo interessante abbinamento Cave-Magicland.
Grande Petkovic, grande Lazio
La Lazio, per ora, è la terza forza del campionato, dopo Juventus e Napoli, anzi è insieme a Juventus e Napoli: Vlado Petkovic ha cominciato l'opera di osmosi, trasferire il suo carattere personale alla squadra, un carattere vincente.
Quando la lotta ha cominciato a farsi dura, la Lazio ha cominciato a uscire furori. I benefici di un precampionato alla frusta, pieno di salutari sconfitte, hanno cominciato ad avvertirsi. E quattro: non può essere solo una casualità, due incontri di coppa, due di campionato, quattro vittorie, nove gol all'attivo, un solo gol al passivo, quello del finale di Lazio-Mura. Un grande Klose, un grande centrocampo, un Candreva da Nazionale: vedrete che Prandelli lo chiamerà presto, sta giocando troppo bene, e con lui anche Marchetti, il cui recupero azzurro è pure imminente.
Eccoci qui ad esaltare Vlado, troppo presto, tutto prematuro. Aspettiamo ancora, la squadra deve maturare e deve anche passare attraverso il fiuoco delle prove vere, quelle contro le grandi. Vedremo che Lazio è contro la Juventus, contro il Napoli, contro il Milan, contro la Roma. L'Udinese ancora si attarda, l'Inter ha troppi campioni per poter arrendersi alla prima difficoltà, il campionato resta durissimo, la Lazio deve crescere, crescere, crescere.
I problemi della Lazio sono anche i problemi dell'abbondanza, dei campioni che restano fuori. Ieri c'è stata una stoccata indiretta di Petkovic che ha detto: "Quando a un giocatore dichiaro che per me è una quinta scelta e rifiuta un buon trasferimento e si rassegna a starsene nell'ombra ad aspettare, io non posso farci nulla, è la sua volontà". Con chi ce l'aveva? Con Rocchi nello specifico, ma ce ne sono parecchi altri. Aspetteranno? Certo, il loro turno potrebbe anche arrivare, il campionato è lungo e non si sa mai.
Quando la lotta ha cominciato a farsi dura, la Lazio ha cominciato a uscire furori. I benefici di un precampionato alla frusta, pieno di salutari sconfitte, hanno cominciato ad avvertirsi. E quattro: non può essere solo una casualità, due incontri di coppa, due di campionato, quattro vittorie, nove gol all'attivo, un solo gol al passivo, quello del finale di Lazio-Mura. Un grande Klose, un grande centrocampo, un Candreva da Nazionale: vedrete che Prandelli lo chiamerà presto, sta giocando troppo bene, e con lui anche Marchetti, il cui recupero azzurro è pure imminente.
Eccoci qui ad esaltare Vlado, troppo presto, tutto prematuro. Aspettiamo ancora, la squadra deve maturare e deve anche passare attraverso il fiuoco delle prove vere, quelle contro le grandi. Vedremo che Lazio è contro la Juventus, contro il Napoli, contro il Milan, contro la Roma. L'Udinese ancora si attarda, l'Inter ha troppi campioni per poter arrendersi alla prima difficoltà, il campionato resta durissimo, la Lazio deve crescere, crescere, crescere.
I problemi della Lazio sono anche i problemi dell'abbondanza, dei campioni che restano fuori. Ieri c'è stata una stoccata indiretta di Petkovic che ha detto: "Quando a un giocatore dichiaro che per me è una quinta scelta e rifiuta un buon trasferimento e si rassegna a starsene nell'ombra ad aspettare, io non posso farci nulla, è la sua volontà". Con chi ce l'aveva? Con Rocchi nello specifico, ma ce ne sono parecchi altri. Aspetteranno? Certo, il loro turno potrebbe anche arrivare, il campionato è lungo e non si sa mai.
domenica 2 settembre 2012
La Lazio è forte: doppio Klose e Candreva
La Lazio comincia a marciare davvero. Gran ritmo, tantissime occasioni, un Klose spettacolare con una bella doppietta, un Candreva che ha confezionato anche lui un bellissimo gol, il secondo, quello della sicurezza.
Petkovic ha datto alla Lazio la giusta personalità: ha attaccato con bella continuità, il Palermo ha cercato di difendersi con un buon impianto difensivo messo su da Sannino, e per 39 minuti ha tenuto a bada la Lazio, finchè Klose non ha messo a frutto con una bella girata un passaggio di Gonzalez.
Nella ripresa, sotto la pioggia battente, Candreva ha messo a segno il 2-0 con un gran tiro all'incrocio dei pali. Credo che Prandelli debba tenere in cosiderazione il bravo Candreva, il più in forma di tutti i laziali. Al 37' è arrivato il 3-0 con un'altra prodezza di Klose, che è stato in dubbio fino all'inizio dell'incontro, ma poi è riuscito a compiere grandi prodezze tornando al gol in biancoceleste dopo ben sei mesi.
La Lazio ha giocato con Marchetti; Konko, Biava, Dias, Lulic; Ledesma; Gonzalez, Hernanes, Mari, Candreva; Klose. Un 4-1-4-1 che in realtà era più spesso un 4-1-2-3 con Mauri e Candreva ai lati di Klose. Nei dieci minuti finali sono entrati Scaloni per Hernanes, Onazi per Mauri e Kozak per Klose.
Ed ora ci aspetta una domenica di riposo: pausa per la Nazionale, e domenica 16 settembre Chievo-Lazio, con i biancocelesti in testa alla classifica a punteggio pieno con Juventus e Napoli.
Petkovic ha datto alla Lazio la giusta personalità: ha attaccato con bella continuità, il Palermo ha cercato di difendersi con un buon impianto difensivo messo su da Sannino, e per 39 minuti ha tenuto a bada la Lazio, finchè Klose non ha messo a frutto con una bella girata un passaggio di Gonzalez.
Nella ripresa, sotto la pioggia battente, Candreva ha messo a segno il 2-0 con un gran tiro all'incrocio dei pali. Credo che Prandelli debba tenere in cosiderazione il bravo Candreva, il più in forma di tutti i laziali. Al 37' è arrivato il 3-0 con un'altra prodezza di Klose, che è stato in dubbio fino all'inizio dell'incontro, ma poi è riuscito a compiere grandi prodezze tornando al gol in biancoceleste dopo ben sei mesi.
La Lazio ha giocato con Marchetti; Konko, Biava, Dias, Lulic; Ledesma; Gonzalez, Hernanes, Mari, Candreva; Klose. Un 4-1-4-1 che in realtà era più spesso un 4-1-2-3 con Mauri e Candreva ai lati di Klose. Nei dieci minuti finali sono entrati Scaloni per Hernanes, Onazi per Mauri e Kozak per Klose.
Ed ora ci aspetta una domenica di riposo: pausa per la Nazionale, e domenica 16 settembre Chievo-Lazio, con i biancocelesti in testa alla classifica a punteggio pieno con Juventus e Napoli.
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