- Una storia triste - riprese Ulderico. -Un brutto giorno ci fu un crollo nella miniera: morirono nove minatori, e fra essi Mario e Alessio, i nostri padri. Le nostre madri furono costrette a metterci in un orfanotrofio, perché non avevano il denaro sufficiente per nutrirci e per farsi carico della nostra istruzione -
- Che dura, la vita del brefotrofio! - intervenne Lamberto. - Eravamo molto piccoli, ci mancava non tanto il pane quanto l'amore dei nostri genitori. Non si resisteva -
- L'unica cosa bella, del collegio degli orfani, era che c'insegnavano la musica e a suonare gli strumenti per formare una piccola banda - spiegò Ulderico. - Io imparai a suonare il violino e Lamberto l'armonica a bocca. Questo sì che ci è stato utile! -
- E come avete fatto a venire via dal collegio? -
Ulderico fece una lunga pausa. - Sai, le suore che ci educavano non sempre ce la facevano a tenerci tutti. Le fughe dal collegio erano frequenti, e non credo che fossero molti a preoccuparsi di quello che accadeva a quei bambini. Forse ci insegnavano a suonare perché poi, nella vita, potessimo fare quel mestiere di cantastorie e di suonatori per le strade, guadagnandoci da vivere in qualche modo -
- Capisco - disse Pinocchio con una nota triste nella voce .
- Quando ti incontrammo - concluse Ulderico - eravamo fuggiti anche noi da due mesi, scavalcando di notte i cancelli del collegio e portandoci dietro in una piccola valigia un po'di vestiario e i nostri strumenti. Coi allontanammo il più in fretta possibile dal paese, e quando ci sentimmo al sicuro cominciammo a suonare per le strade, guadagnando quel poco sufficiente per poter sopravvivere e cercando qualche posto riparato per poter dormire -
- Eh, già! - concluse Pinocchio. - Ma ora tutto questo è superato, e viviamo benissimo insieme, arricchendo la nostra esperienza di vita -
Qui Lazio by Luigi Jadicicco raccoglie tutti i laziali, a cominciare da quelli dei nostri paesi che sono orgogliosi di far parte di una terra ricca di gloria, di arte e di storia. Con loro i tifosi della Lazio, prima squadra di calcio di Roma. Degli amati paesi laziali trattiamo tutti i problemi, le attese, le speranze.
domenica 2 settembre 2012
Piglio: quattro vini pregiati su Frecciarossa
Si chiamano De Antiochia, Bolla d'Urbano, Trifora e Soara i quattro vini pregiati della Cantina Sociale Cesanese del Piglio che saliranno sul treno ad alta velocità Frecciarossa Roma-Milano, serviti gratis a bordo da lunedì 3 settembre per cinque giorni fino al 7 settembre.
Piglio così trova un posto d'onore su un treno che rappresenta l'elite d'Italia. Il direttore dell'alta velocità Gianfranco Battisti ha sollecitato la collaborazione della Cantina Sociale di Piglio, del sindaco Tommaso Cittadini e dell'assessore alla cultura Raffaello Ceccaroni. Una bella pagina di notorietà per le risorse della Ciociaria.
Piglio così trova un posto d'onore su un treno che rappresenta l'elite d'Italia. Il direttore dell'alta velocità Gianfranco Battisti ha sollecitato la collaborazione della Cantina Sociale di Piglio, del sindaco Tommaso Cittadini e dell'assessore alla cultura Raffaello Ceccaroni. Una bella pagina di notorietà per le risorse della Ciociaria.
Lazio vecchia fa buon brodo...
Contro il Palermo, una Lazio tutta...vecchia, non un solo uomo in più rispetto all'anno passato, se si eccettua il manico della padella, cioè Petkovic. E allora, giù con Marchetti; Konko, Biava, Dias,, Lulic; Ledesma; Gonzalez, Hernanes, Mauri, Candreva; Klose. Un bel 4-1-4-1, uno schema elegante, che si addice a questa Lazio tecnicamente ben calibrata.
E poi...abbiamo la panchina lunga. Quanta gente, ragazzi! Qui i rinforzi ci sono, e come! Ciani, Ederson, e poi i ritorni di Floccari e di Zarate, sono quattro rinforzi, l'anno scorso veleggiavano altrove, da Bordeaux a Lione, da Milano a Parma, e non erano neanche gente di secondo piano. Rimangono ancora fuori giocatori come Radu, come Brocchi, come Matuzalem, tutta gente che purtroppo Petkovic ancora conosce poco o niente, insomma tanto di quel materiale da farne almeno un'altra squadra quasi di pari valore rispetto alla prima, perchè può contare sui Rocchi, sui Kozak, sui Cana, gente che non può essere dimenticata anche se Formello straripa di giocatori che potevano benissimo trovare fortuna altrove, a cominciare da Foggia e da Sculli. Da qui a gennaio, i vari Pescara, Siena, Bologna, Palermo e Torino chissà quante volte verranno a bussare a Formello per avere un rinforzo all'altezza. Mancano i soldi, ma di merce buona ce n'è tanta, la Lazio in questi anni non ha fatto che raccoglierne in quantità senza quasi mai deprezzarla troppo e metterla fuori mercato. La valvola di Salerno, fra l'altro, le consente di tenere vive le forze del vivaio, senza dover raccomandarsi ad altri per farle maturare.
E stasera, bella partita all'Olimpico. Non siamo in prima fila. Ci teniamo coperti in retrovia, in attesa. Siamo in rodaggio, e cerchiamo di prepararci a dovere per la lunga galoppata del campionato e anche per una lunga galoppata in Europa League, contro i terribili Tottenham e Panathinaikos.
E poi...abbiamo la panchina lunga. Quanta gente, ragazzi! Qui i rinforzi ci sono, e come! Ciani, Ederson, e poi i ritorni di Floccari e di Zarate, sono quattro rinforzi, l'anno scorso veleggiavano altrove, da Bordeaux a Lione, da Milano a Parma, e non erano neanche gente di secondo piano. Rimangono ancora fuori giocatori come Radu, come Brocchi, come Matuzalem, tutta gente che purtroppo Petkovic ancora conosce poco o niente, insomma tanto di quel materiale da farne almeno un'altra squadra quasi di pari valore rispetto alla prima, perchè può contare sui Rocchi, sui Kozak, sui Cana, gente che non può essere dimenticata anche se Formello straripa di giocatori che potevano benissimo trovare fortuna altrove, a cominciare da Foggia e da Sculli. Da qui a gennaio, i vari Pescara, Siena, Bologna, Palermo e Torino chissà quante volte verranno a bussare a Formello per avere un rinforzo all'altezza. Mancano i soldi, ma di merce buona ce n'è tanta, la Lazio in questi anni non ha fatto che raccoglierne in quantità senza quasi mai deprezzarla troppo e metterla fuori mercato. La valvola di Salerno, fra l'altro, le consente di tenere vive le forze del vivaio, senza dover raccomandarsi ad altri per farle maturare.
E stasera, bella partita all'Olimpico. Non siamo in prima fila. Ci teniamo coperti in retrovia, in attesa. Siamo in rodaggio, e cerchiamo di prepararci a dovere per la lunga galoppata del campionato e anche per una lunga galoppata in Europa League, contro i terribili Tottenham e Panathinaikos.
Vola la Primavera: 3-0 anche a Palermo
La Primavera di Bollini continua con autorità il suo volo: ieri, un altro 3-0, stavolta sul terreno del Palermo. Sono andati a segno Crecco, Lombardi e ancora Rozzi, che sarà il nostro capocannoniere, deciso a sfruttare al meglio la stagione e a guadagnarsi sempre più la stima dei tifosi e dei tecnici. Petkovic ha già una grande fiducia in lui.
Secondo centro consecutivo, squadra già in testa alla classifica a punteggio pieno. Proviamo a riprenderci lo scudetto che l'Inter ci ha strappato dopo un combattuto 3-2 ?
Secondo centro consecutivo, squadra già in testa alla classifica a punteggio pieno. Proviamo a riprenderci lo scudetto che l'Inter ci ha strappato dopo un combattuto 3-2 ?
sabato 1 settembre 2012
Pinocchio ancora burattino: 159. La storia dei cugini Ulderico e Lamberto
Pinocchio, Ulderico e Lamberto, dopo i tre bellissimi giorni trascorsi a Roma, ringraziarono il principe Ascanio Colonna e i due bravissimi domestici Giuseppe e sua moglie Gina, ripresero il loro carro e il loro cavallo, e piano piano si allontanarono dalla grande città.
Ben presto si ritrovarono immersi nella solitudine delle campagne, interrotta qua e là da qualche rustico casale. Una campagna solitaria, finché sulle colline lontane non ricomparvero gruppi di case e numerosi paesi aggrappati verso le montagne sassose. Il verde degli alberi era raro: solo qualche lungo filare di pini o di cipressi.
Si erano abituati al rumore e al traffico di carrozze della città, e ora il silenzio e la solitudine erano piuttosto pesanti.
- Non mi avete mai detto da dove venite - chiese ad un tratto Pinocchio a Lamberto e Ulderico, per rompere la monotonia del viaggio.
- Noi siamo due cugini - rispose Lamberto, che dei due era il più riflessivo. - Siamo figli di due fratelli: mio padre si chiamava Mario e suo fratello, il padre di Ulderico, era più giovane di due anni e si chiamava Alessio. Veniamo da un paese delle Marche, non molto lontano da qui. Era un paese molto povero, e i due fratelli dovettero emigrare in Germania, dove trovarono lavoro in una miniera di carbone. Lavoro durissimo, ma a fine mese mandavano dei soldi alle loro mogli, con i quali potevano sopravvivere e allevare i propri figli -
- Quanto accadeva, tutto questo? - chiese Pinocchio, molto interessato.
- E' una storia di dieci anni fa - intervenne Lamberto. - Noi eravamo nati da poco -
- E come andò a finire?-
Ben presto si ritrovarono immersi nella solitudine delle campagne, interrotta qua e là da qualche rustico casale. Una campagna solitaria, finché sulle colline lontane non ricomparvero gruppi di case e numerosi paesi aggrappati verso le montagne sassose. Il verde degli alberi era raro: solo qualche lungo filare di pini o di cipressi.
Si erano abituati al rumore e al traffico di carrozze della città, e ora il silenzio e la solitudine erano piuttosto pesanti.
- Non mi avete mai detto da dove venite - chiese ad un tratto Pinocchio a Lamberto e Ulderico, per rompere la monotonia del viaggio.
- Noi siamo due cugini - rispose Lamberto, che dei due era il più riflessivo. - Siamo figli di due fratelli: mio padre si chiamava Mario e suo fratello, il padre di Ulderico, era più giovane di due anni e si chiamava Alessio. Veniamo da un paese delle Marche, non molto lontano da qui. Era un paese molto povero, e i due fratelli dovettero emigrare in Germania, dove trovarono lavoro in una miniera di carbone. Lavoro durissimo, ma a fine mese mandavano dei soldi alle loro mogli, con i quali potevano sopravvivere e allevare i propri figli -
- Quanto accadeva, tutto questo? - chiese Pinocchio, molto interessato.
- E' una storia di dieci anni fa - intervenne Lamberto. - Noi eravamo nati da poco -
- E come andò a finire?-
Zagarolo: il medico che coltiva marijuana
Insospettabile. Davvero. S.O., 58 anni, fa il medico a Zagarolo. Oltre a curare i suoi malati, il medico, nel suo giardino, coltivava anche 21 piante di cannabis indica, appunto la marijuana, alte circa due metri e in piena fiorescenza. Dalle foglie, del peso complessivo di oltre dieci chilogrammi, si sarebbero potuti ricavare centinaia di dosi.
Oltre alle piante, i carabinieri hanno rinvenuto in casa del medico circa 200 grammi di marijuana e un centinaio di semi che sarebbero serviti per la nuova coltivazione. Salute!
Oltre alle piante, i carabinieri hanno rinvenuto in casa del medico circa 200 grammi di marijuana e un centinaio di semi che sarebbero serviti per la nuova coltivazione. Salute!
I quattro acquisti di Lotito: Zyro...
I quattro acquisti promessi da Lotito? Zyro...
No, fermiamoci qui: Zyro è stato un bel pesce d'aprile, Zyro uguale Zero, qualcuno si è divertito alle spalle del presidente. Esiste davvero un Michal Zyro, diciannovenne attaccante del Legia Varsavia, ed esiste veramente un interessamento della Lazio per lui, ma non se n'è fatto niente: Zyro, appunto. Sarà per la prosssima volta. Riprovare per vincere.
Comunque Lotito, rispettto all'anno scorso, i quattro acquisti li ha fatti. Inutile che qualcuno si arrabbi, anche per il gestaccio del dito medio in tribuna durante Lazio-Mura. Una foto che somiglia tanto al saluto fascista di Radu che fascista non era per niente, non era nemmeno una mano tesa. Qualcuno ha la coda di paglia oppure fa finta di essere laziale senza esserlo veramente e la Lazio vorrebbe vederla nei guai.
Dunque, contiamo. Rispeto all'anno scorso, Ederson c'era? No. E allora uno.
Rispetto all'anno scorso, Ciani c'era? E allora due.
Rispetto all'anno scorso, Zarate c'era? E allora tre.
Rispetto all'anno scorso Floccari c'era? E allora quattro.
Ci fermiamo qui: La Lazio di quest'anno è più forte, sulla carta, di quattro giocatori in più. E forse anche di un Petkovic, quel Petkovic che era atteso come una frana e si sta rivelando più forte del previsto. E intanto altri due acquisti li ha messi su anche lui. Onazi: Che bravo! Cavanda: può essere utile. E pure Rozzi, ancora un attaccante...Dare fiducia ai giovani. Reja non gliela dava. Era molto prudente. Forse tropppo. Petkovic osa. Forse troppo? Si vedrà. E, per come si stanno mettendo le cose come grinta di gioco, non ci fanno paura né Tottenham né Panathinaikos. Non valgono un'acca, quell'acca contenuta nel loro nome.
No, fermiamoci qui: Zyro è stato un bel pesce d'aprile, Zyro uguale Zero, qualcuno si è divertito alle spalle del presidente. Esiste davvero un Michal Zyro, diciannovenne attaccante del Legia Varsavia, ed esiste veramente un interessamento della Lazio per lui, ma non se n'è fatto niente: Zyro, appunto. Sarà per la prosssima volta. Riprovare per vincere.
Comunque Lotito, rispettto all'anno scorso, i quattro acquisti li ha fatti. Inutile che qualcuno si arrabbi, anche per il gestaccio del dito medio in tribuna durante Lazio-Mura. Una foto che somiglia tanto al saluto fascista di Radu che fascista non era per niente, non era nemmeno una mano tesa. Qualcuno ha la coda di paglia oppure fa finta di essere laziale senza esserlo veramente e la Lazio vorrebbe vederla nei guai.
Dunque, contiamo. Rispeto all'anno scorso, Ederson c'era? No. E allora uno.
Rispetto all'anno scorso, Ciani c'era? E allora due.
Rispetto all'anno scorso, Zarate c'era? E allora tre.
Rispetto all'anno scorso Floccari c'era? E allora quattro.
Ci fermiamo qui: La Lazio di quest'anno è più forte, sulla carta, di quattro giocatori in più. E forse anche di un Petkovic, quel Petkovic che era atteso come una frana e si sta rivelando più forte del previsto. E intanto altri due acquisti li ha messi su anche lui. Onazi: Che bravo! Cavanda: può essere utile. E pure Rozzi, ancora un attaccante...Dare fiducia ai giovani. Reja non gliela dava. Era molto prudente. Forse tropppo. Petkovic osa. Forse troppo? Si vedrà. E, per come si stanno mettendo le cose come grinta di gioco, non ci fanno paura né Tottenham né Panathinaikos. Non valgono un'acca, quell'acca contenuta nel loro nome.
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