sabato 3 settembre 2011

Cave: apertura della Festa del Palio

Si aprono domani domenica 4 settembre i festeggiamenti per la XVI rievocazione storica del Trattato di pace di Cave 1557 tra Francia, Spagna e il Papato. Una festa con sfilata in costume e Palio tra arcieri e balestrieri, che durerà fino a domenica 11 settembre.
L'associazione del Trattato di Pace inaugura domani alle 10 al Palazzetto dell'Arte la mostra "Non solo foto", e illustrerà il programma dell'intera manifestazione. Alle 18, contrade in festa, con panzanella offerta dall'associazione.
Le giornate principali sono quelle di sabato 10 e domenica 11 settembre, quando si svilupperà la sfida del Palio tra Arcieri e Balestrieri nell'anfiteatro di piazza Salvo D'Acquisto. Sabato ci sarà un solenne rito di benedizione del Palio, con il giuramento di fedeltà delle contrade. Per l'occasione, alle ore 20, tutte le cantine di Cave saranno aperte per solennizzare la festa, che si concluderà domenica 11 con la tradizionale sfilata in costume.

Promosso Zauri, bocciati Stankevicius, Scaloni e Stendardo

Dalla scelta dei 25 per l'Europa League da parte di Edoardo Reja, sono emerse delle novità di un certo rilievo.
Essendo obbligato a dare quattro nomi del vivaio, Reja ha dovuto includere Berardi, Crescenzi, Zampa e Ceccarelli, per cui i nomi dei titolari si riducevano a 21, e sono state necessarie alcune scelte dolorose. La più importante riguarda Stankevicius, finora vittima di un serio infortunio e dunque con preparazione inesistente. Il suo posto di jolly della difesa è stato coperto da Luciano Zauri, vecchio capitano della Lazio di una volta, dimostratosi ancora valido e affidabile. Ma per fargli posto è stata necessaria la sorprendente rinuncia a Scaloni, e insieme a lui quella di Stendardo, che dovrà probabilmente trovarsi un'altra squadra a gennaio, anche se un suo recupero, come del resto quello di Stankevicius, è sempre possibile.
Un altro che resta fuori è Cavanda, che verrà utilizzato per la Primavera, ma anche per lui resta qualche spiraglio.
Tra i difensori è stato inserito anche il nome di Lulic, che però Reja intende utilizzare come centrocampista, mentre fra gli attaccanti figura il giovane Ceccarelli, anche lui uomo prevalentemente da centrocampo.
Ecco l'elenco dei 25. Portieri: Marchetti, Bizzarri e Berardi;
difensori: Konko, Biava, Dias, Radu, Diakité, Zauri, Lulic e Crescenzi;
centrocampisti: Brocchi, Ledesma, Matuzalem, Cana, Mauri, Gonzalez, Hernanes, Zampa;
attaccanti: Cissé, Klose, Rocchi, Kozak, Sculli, Ceccarelli.
Ne vengono fuori due schieramenti: Lazio Uno: Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Brocchi, Ledesma; Mauri, Hernanes, Cissé; Klose.
Lazio Due: Bizzarri; Crescenzi, Zauri, Diakité, Lulic; Cana Matuzalem; Gonzalez, Sculli, Rocchi; Kozak. Riserve: Berardi, Zampa e Ceccarelli.

Come vedete, è piuttosto scarsa la linea difensiva della seconda squadra, ma considerate che "fuori" sono rimasti Stankevicius, Scaloni, Stendardo e Cavanda, addirittura un intero reparto.

venerdì 2 settembre 2011

Frosinone: la ASL frodava milioni con gli assistiti morti

La Guardia di Finanza di Frosinone ha fatto una sensazionale scoperta: la Regione Lazio paga la mutua a 1500 persone morte da anni, ed a 5500 persone sconosciute.
Novanta medici sono coinvolti nelle prescrizioni di medicinali "post mortem", ventuno dirigenti della ASL di Frosinone sono stati segnalati alla Corte dei Conti per il recupero di danni per 125 mila euro, mentre a 194 medici saranno trattenuti dai prossimi stipendi un milione e cinquecentomila euro.
Sono stati controllati i documenti di oltre 465 mila persone, l'intera popolazione della provincia, e sono state scoperte persone con oltre 147 anni di vita e ben tremila ultracentenari. La struttura burocratica della ASL non ha mai fatto il proprio dovere, e qualcuno stava per diventare dirigente senza alcun titolo se non di demerito.
L'operazione delle Fiamme Gialle è stata argutamente denominata "Lazzaro", il morto che resuscita, ed è durata ben due anni. Quel maledetto nano di Brunetta!

Zarate può tornare, ma forse è meglio di no

L'agente di Zarate, Beppe Bozzo, ha consolato i tifosi della Lazio ricordando che il prossimo anno può benissimo tornare. Noi invece, per il bene sia di Zarate che della Lazio, ci auguriamo di no. Bozzo ha spiegato che Lotito non voleva proprio cederlo, perché gli vuole bene come a un figlio: è stato Zarate che ha promesso di passare la palla ai suoi nuovi compagni interisti, ai suoi connazionali Milito, Zanetti e Cambiasso, e ha indotto addirittura Moratti ad accordargli un bonus di vari milioni se riuuscirà a totalizzare almeno dieci assist, ma anche un bonus se riuscirà a segnare dieci gol.
E' stato Zarate a convincere Moratti proprio quando la trattativa stava per saltare e Lotito a riportarselo a Formello. Maurito non ha voluto. A Maurito piaceva l'Inter. E te credo! E noi sciocchi tifosi a torcerci le mani.
No: il prossimo anno noi Maurito non lo rivogliamo indietro. Non ci piacciono le minestre riscaldate né i giocatori pentiti. Zarate diceva di amare la Lazio, ma forse amava più l'Inter.
Erano due anni che Zarate non giocava più da Zarate, e se permettete questo è stato soprattutto per colpa sua. Non credo proprio che Reja avrebbe fatto fuori un giocatore scintillante come quello del primo campionato nella Lazio,in un momento in cui la squadra stava per essere inghiottita nei gorghi della serie B. E allora, meglio un asino vivo che un dottore morto. Meglio salvarsi con Kozak che andare in B con un fuoriclasse capriccioso.

giovedì 1 settembre 2011

Vita di collegio: 88. Il famoso Eugenio Danese

Io, intanto, mi stavo allontanando gradualmente dalle aule dell'università per accostarmi, altrettanto gradualmente, alla redazione di giornali sportivi. Il mio primo passo serio fu quello di presentarmi al "Tifone", settimanale satirico sportivo, che aveva la sua redazione in Via Capo Le Case 18, fra il Tritone e Via Sistina.
Il direttore era Riccardo Lalli, un uomo gioviale e dal cranio completamente pelato, che mi accolse con una certa attenzione dopo avergli spedito alcuni articoli di mia fantasia.
In breve, mi garantì un piccolo stipendio sulle 30 mila lire mensili, dicendomi che non avrei guadagnato di più se fossi stato assunto alle poste (dimenticando ipocritamente di aggiungere che non avrei avuto alcuna previdenza per il futuro e che potevo essere licenziato tranquillamente ad ogni minimo mutar di situazione, come poi alla lunga accadde: ovviamente, a me premeva soltanto sfruttare l'occasione per affermarmi, e questo mio desiderio veniva cinicamente colto al volo per spremermi come un limone).
Lalli mi affidò subito la redazione della pagina riguardante la Lazio: infatti mi ero presentato come tifoso biancoceleste, in un ambiente e in un giornale prevalentemente romanista.
Con Lalli lavoravano anche altri giornalisti, come il famoso Eugenio Danese della RAI, specialista in statistiche da cui ricavava tutta una scienza calcistica, o come lo spilungone Mario Zacco, noto come Marzac, esilarante esperto del pugilato con una rubrica assai divertente, altri giornalisti erano Sergio Roscani, i fratelli Enzo e Sandro Petrucci del Momento Sera, il primo gran romanista e il secondo sfegatato laziale. C'erano anche altri giornalisti come Enrico Camaleone e Cenzo Bianculli del CONI. Io ero il più giovane e anche il più promettente.

Grande mostra a Torino in onore dello scultore ciociaro Umberto Mastroianni

Il 3 settembre, a Castellamonte (Torino) verrà inaugurata una prestigiosa mostra delle maggiori opere dello scultore ciociaro Umberto Mastroianni, zio dell'altrettanto grande attore cinematografico Marcello Mastroianni, altra gloria della provincia di Frosinone.
Umberto Mastroianni nacque a Fontana Liri il 21 settembre 1910 e morì a Marino nel 1998. Di lui ci restano capolavori immortali, che la mostra di Castellamonte ospiterà in un antico laboratorio di ceramiche utilizzato con una sofisticata scenografia per contenere i 23 più celebri capolavori del maestro di Fontana Liri, genio universale dell'arte. Sarà possibile ammirare la Madonna col Bambino del 1930, il Nudo di giovane del 1939, la Maternità del 1949, la Gitana del 1961, il Totem del 1975, il Volo di Pace del 1992, per citare solo le opere più famose.
Il prezioso catalogo di presentazione è del critico Floriano De Santi, che è stato il curatore della mostra.
Sarà presente anche l'assessore alla cultura della provincia di Frosinone, Antonio Abbate, che a sua volta organizzerà a Frosinone, per il 21 settembre, un grande convegno in occasione dell'anniversario della nascita dell'artista, con il concreto sostegno del Comune di Fontana Liri.

Lazio: 25 milioni da incassare

Sono andati via tre forti giocatori: Zarate, Floccari e Foggia. Specialmente il primo, lo rimpiangeremo a lungo, perché era entrato nel cuore dei tifosi biancocelesti.
Ma ci sono anche aspetti positivi, nella vendita di questi tre calciatori: la Lazio ha sgomberato il campo da ogni equivoco, ha quattro fortissime punte da utilizzare (Klose Cissé Rocchi Kozak) per un solo posto del suo modulo 4-2-3-1, collaudatissimo. Pensate che due cannonieri come Rocchi (100 gol biancocelesti, quinto di sempre dopo Piola, Signori, Chinaglia e Giordano) e Kozak ( che ha un quoziente partite/gol impressionante, un gol ogni 48 minuti giocati) dovranno restare a guardare, accontentandosi delle partite di coppa e di qualche avvicendamento. Questo non deve farci rimpiangere la partenza di nessuno, nemmeno di Zarate.
Un altro aspetto positivo è quello economico, pur tra le ristrettezze del mercato: per Foggia, Floccari e Zarate la Lazio deve incassare, entro il giugno 2012, 4 milioni per Foggia, 5,5 milioni per Floccari e 15,5 milioni per Zarate, per un totale di ben 25 milioni che saranno preziosi per irrobustire adeguatamente la squadra per la prossima campagna acquisti, individuando con precisione i due campioni da immettere nella rosa, un centrale difensivo e un esterno di centrocampo. Il futuro, dunque, è a favore della Lazio.