Il centro storico di Subiaco si anima con le "atmosfere di Natale" messe in opera dal Borgo Opifici: artigianato, musica, spettacoli e giochi vari.
Il programma è già partito domenica 8 dicembre, e proseguirà dal 14 con "Canto di Natale" di Charles Dickens al Centro Comunale Sport Canoa, con l'apertura delle cantine, tombola in dialetto e cena al borgo.
Così fino al 6 gennaio, con pranzi, degustazioni, merende, giochi per bambini, scuola di teatro, Befana in canoa, concerti, gospel e spirituals, e visite guidate nel borgo.
Durante tutte le feste sarà attivato il trenino turistico.
Un Natale speciale da vivere intensamente.
Qui Lazio by Luigi Jadicicco raccoglie tutti i laziali, a cominciare da quelli dei nostri paesi che sono orgogliosi di far parte di una terra ricca di gloria, di arte e di storia. Con loro i tifosi della Lazio, prima squadra di calcio di Roma. Degli amati paesi laziali trattiamo tutti i problemi, le attese, le speranze.
mercoledì 11 dicembre 2013
Quagliarella a gennaio, Keita all'Avellino?
Lotito sta preparandao un colpo importante per la Lazio: l'arrivo di Quagliarella a gennaio. Vista l'esplosione di Llorente, la Juventus potrebbe anche cedere il trentenne attaccante napoletano, che non trova più posto in squadra.
Lotito, da parte sua, si sente coresponsabile del fallimento della Lazio per il mancato acquisto di una punta, visto che se manca Klose diventa così difficile tradurre in gol la superiorità di gioco della squadra, che è quella che tira più di tutte in serie A e meno di tutte raccoglie.
Nello steso tempo, il giovanissimo e promettente Keita non può vedersi sbarrata la strada da un attaccante come Quagliarella, e allora alla Lazio si starebbero convincendo di trovargli una squadra di serie B dove potrebbe maturare tranquillamente. Sembra che l'Avellino accetterebbe a braccia aperte l'arrivo di un ragazzo come Keita, sia pure per poco più di mezzo campionato, il tempo necessario per maturare giocando con continuità, cosa che alla Lazio è praticamente impossibile.
Fabio Quagliarella, nato il 31 gennaio 1983, 396 partite giocate e 113 gol segnati in 14 anni di carriera, 25 volte nazionale con 7 gol in azzurro, altezza 1.80 e 79 chilogrammi di peso, sarebbe veramente l'uomo della Provvidenza per l'attacco biancoceleste, con i suoi gol puntuali e spettacolari. Un acquisto come questo andava programmato e realizzato ad ogni costo, se davvero si voleva che la squadra biancoceleste continuasse a veleggiare nelle prime posizioni della classifica, come davvero meriterebbe. Gennaio è ormai alle soglie, e certamente con l'arrivo di uno come Quagliarella il problema principale della squadra sarebbe eliminato.
Lotito, da parte sua, si sente coresponsabile del fallimento della Lazio per il mancato acquisto di una punta, visto che se manca Klose diventa così difficile tradurre in gol la superiorità di gioco della squadra, che è quella che tira più di tutte in serie A e meno di tutte raccoglie.
Nello steso tempo, il giovanissimo e promettente Keita non può vedersi sbarrata la strada da un attaccante come Quagliarella, e allora alla Lazio si starebbero convincendo di trovargli una squadra di serie B dove potrebbe maturare tranquillamente. Sembra che l'Avellino accetterebbe a braccia aperte l'arrivo di un ragazzo come Keita, sia pure per poco più di mezzo campionato, il tempo necessario per maturare giocando con continuità, cosa che alla Lazio è praticamente impossibile.
Fabio Quagliarella, nato il 31 gennaio 1983, 396 partite giocate e 113 gol segnati in 14 anni di carriera, 25 volte nazionale con 7 gol in azzurro, altezza 1.80 e 79 chilogrammi di peso, sarebbe veramente l'uomo della Provvidenza per l'attacco biancoceleste, con i suoi gol puntuali e spettacolari. Un acquisto come questo andava programmato e realizzato ad ogni costo, se davvero si voleva che la squadra biancoceleste continuasse a veleggiare nelle prime posizioni della classifica, come davvero meriterebbe. Gennaio è ormai alle soglie, e certamente con l'arrivo di uno come Quagliarella il problema principale della squadra sarebbe eliminato.
martedì 10 dicembre 2013
Crecco e Rozzi tra i primi dieci giovani in Italia
Ha vinto Domenico Berardi del Sassuolo, il titolo di miglior giocatore giovane italiano Under 21. Ma nella classifica dei primi dieci del TMW Awards 2013 ci sono ben due giocatori laziali, Luca Crecco, piazzatosi ottavo con il 5.89 per cento dei voti, e Antonio Rozzi, che gioca nel Madrid ma sempre della Lazio, decimo con il 4,45 per cento dei voti. Piccoli laziali crescono, su tutti i fronti.
La collana verde: 46. Diletta deve decidere
Era passato un anno da quando Diletta era entrata in convento: ormai doveva decidere se prendere i voti o meno, e passare il severo esame del padre confessore e il giudizio definitivo della madre superiora.
Madre Edoarda seguiva con occhio esperto i movimenti della giovane aspirante, che le sembrava un elemento di prim'ordine: grande lavoratrice, ma anche pronta all'apprendimento, bravissima infermiera. Da qualche tempo, aveva notato anche che Diletta pregava con particolare fervore, come se avesse un motivo in più per concentrarsi e per approfondire la sua meditazione.
Il padre confessore, un francescano dalla figura di anacoreta con la lunga barba bianca, la stava aspettando alla vigilia del giuramento e dei voti definitivi.
- Suor Diletta, dimmi: ti senti veramente pronta? -
- Padre Michele, la mia fede è viva, la mia passione per il lavoro di suora è grande. Amo il Signore, ma amo pure le sue creature, e questo amore talvolta mi sembra quasi capace di deviare parte di quella devozione che si deve al Creatore. Alcune creature umane attirano la mia attenzione più del dovuto -
-Suor Diletta, questo sentimento è umano, non è peccato. Ma forse hai ragione: a una persona che vuole dedicarsi interamente alla religione si richiede un amore totale verso Dio, e nessuna creatura, neanche a noi straordinariamente cara, può deviarlo sia pure in parte. Hai forse bisogno di un ulteriore periodo di approfondimento, e non c'è urgenza che tu prenda i voti e il velo proprio ora. Ti concedo altri sei mesi di riflessione, e non devi considerarla come una penitenza, ma solo come un'esigenza interiore -
- Grazie, padre Michele. Credo che lei abbia ragione. E' un passo troppo importante, e in questo momento la mia anima è un po' in sofferenza -
Madre Edoarda seguiva con occhio esperto i movimenti della giovane aspirante, che le sembrava un elemento di prim'ordine: grande lavoratrice, ma anche pronta all'apprendimento, bravissima infermiera. Da qualche tempo, aveva notato anche che Diletta pregava con particolare fervore, come se avesse un motivo in più per concentrarsi e per approfondire la sua meditazione.
Il padre confessore, un francescano dalla figura di anacoreta con la lunga barba bianca, la stava aspettando alla vigilia del giuramento e dei voti definitivi.
- Suor Diletta, dimmi: ti senti veramente pronta? -
- Padre Michele, la mia fede è viva, la mia passione per il lavoro di suora è grande. Amo il Signore, ma amo pure le sue creature, e questo amore talvolta mi sembra quasi capace di deviare parte di quella devozione che si deve al Creatore. Alcune creature umane attirano la mia attenzione più del dovuto -
-Suor Diletta, questo sentimento è umano, non è peccato. Ma forse hai ragione: a una persona che vuole dedicarsi interamente alla religione si richiede un amore totale verso Dio, e nessuna creatura, neanche a noi straordinariamente cara, può deviarlo sia pure in parte. Hai forse bisogno di un ulteriore periodo di approfondimento, e non c'è urgenza che tu prenda i voti e il velo proprio ora. Ti concedo altri sei mesi di riflessione, e non devi considerarla come una penitenza, ma solo come un'esigenza interiore -
- Grazie, padre Michele. Credo che lei abbia ragione. E' un passo troppo importante, e in questo momento la mia anima è un po' in sofferenza -
Genazzano e Olevano Romano: sagra dell'olio e del vino
A Genazzano, Benedetto Lucidi, presidente della Pro Loco, ha consegnato all'attrice Debora Caprioglio la targa di madrina della tredicesima edizione della Sagra dell'Olio e del Vino. La sagra si è tenuta dal 6 dicembre, festa di San Nicola, all'8 dicembre, festa dell'Immacolata, nel cortile del Castello Colonna.
Genazzano ed Olevano Romano hanno presentato i loro prodotti tipici molto pregiati. Presenti i due sindaci Fabio Ascenzi e Marco Mampieri.
Luca Sperati, titolare di un antico frantoio sulla statale 155 di Fiuggi, ha mostrato le tecniche di degustazione di diverse varietà d'olio di oliva.
La sagra ha avuto un incoraggiante successo di pubblico.
Genazzano ed Olevano Romano hanno presentato i loro prodotti tipici molto pregiati. Presenti i due sindaci Fabio Ascenzi e Marco Mampieri.
Luca Sperati, titolare di un antico frantoio sulla statale 155 di Fiuggi, ha mostrato le tecniche di degustazione di diverse varietà d'olio di oliva.
La sagra ha avuto un incoraggiante successo di pubblico.
La Lazio si rifugia in Europa: qui non ci batte nessuno
Questa strana Lazio, la squadra più matta del mondo, si rifugia sul tetto, in Europa. In campionato c'è l'alluvione che ci fa sloggiare dai nostri beni così sudati, e noi saliamo sul tetto, nell'Europa League, dove siamo imbattuti e giovedì potremmo anche conquistare, contro i turchi del Trabzon, un prestigioso primato nel girone J.
J come Juventus. Infatti, come la Juventus domina il campionato, così la Lazio domina l'Europa League: ha tanti di quei campioni per farlo! Peccato che quei campioni, in serie A, non riescano a combinare un bel nulla.
Petkovic, prima di arrendersi in Italia, vuole mandare un ultimo grido davanti a tutta l'Europa. Può battere il Trabzon e portare la Lazio tra le sedici finaliste del campionato europeo, anzi, il posto se l'è già assicurato. La Lazio in Europa è imbattuta, non è la cenerentola, Floccari è il capocannoniere coi suoi quattro gol, Keita e Perea sono i gioielli di un attacco giovanissimo che comprende anche un Felipe Anderson tutto da vedere.
In Europa abbiamo già la Lazio del futuro, lì funziona, non si sa perché. A Petkovic piace l'aria internazionale e non piace quella italiana.La soluzione per Petkovic comunque la Lazio ce l'ha già in casa. Coi govani noi andiamo fortissimo, siamo i primi d'Italia. E se non dovesse essere Alberto Bollini la soluzione, potrebbe essere Simone Inzaghi, che sta frequentando il corso allenatori di Coverciano e sta guidando in modo più che brillante gli allievi.
A noi i giovani non fanno davvero paura, sappiamo guidarli benissimo. Sono i vecchi quelli che ci fregano.
J come Juventus. Infatti, come la Juventus domina il campionato, così la Lazio domina l'Europa League: ha tanti di quei campioni per farlo! Peccato che quei campioni, in serie A, non riescano a combinare un bel nulla.
Petkovic, prima di arrendersi in Italia, vuole mandare un ultimo grido davanti a tutta l'Europa. Può battere il Trabzon e portare la Lazio tra le sedici finaliste del campionato europeo, anzi, il posto se l'è già assicurato. La Lazio in Europa è imbattuta, non è la cenerentola, Floccari è il capocannoniere coi suoi quattro gol, Keita e Perea sono i gioielli di un attacco giovanissimo che comprende anche un Felipe Anderson tutto da vedere.
In Europa abbiamo già la Lazio del futuro, lì funziona, non si sa perché. A Petkovic piace l'aria internazionale e non piace quella italiana.La soluzione per Petkovic comunque la Lazio ce l'ha già in casa. Coi govani noi andiamo fortissimo, siamo i primi d'Italia. E se non dovesse essere Alberto Bollini la soluzione, potrebbe essere Simone Inzaghi, che sta frequentando il corso allenatori di Coverciano e sta guidando in modo più che brillante gli allievi.
A noi i giovani non fanno davvero paura, sappiamo guidarli benissimo. Sono i vecchi quelli che ci fregano.
lunedì 9 dicembre 2013
Colleferro: passeggiando tra i sogni
Sabato 7 e domenica 8 dicembre, in Viale XXV Aprile a Colleferro, si è tenuta una scintillante mostra mercato dell'artigianato denominata "Passeggiando tra i sogni". Ha organizzato l'associazione culturale Ulisse a nome dell'amministrazione comunale, sfruttando la tradizionale opportunità del mercatino di ogni seconda domenica del mese.
Tra le mille luci delle feste di Natale, la popolazione di Colleferro ha potuto ammirare e acquistare di tutto: piccolo antiquariato, modernariato, artigianato artistico, alberi di Natale e presepi, giochi, libri, decorazioni, bigiotteria, abiti decorati a mano, cestini di vimini. Una festa per gli occhi e per il cuore.
Ci sarà un bis molto atteso per la festa dell'Epifania.
Tra le mille luci delle feste di Natale, la popolazione di Colleferro ha potuto ammirare e acquistare di tutto: piccolo antiquariato, modernariato, artigianato artistico, alberi di Natale e presepi, giochi, libri, decorazioni, bigiotteria, abiti decorati a mano, cestini di vimini. Una festa per gli occhi e per il cuore.
Ci sarà un bis molto atteso per la festa dell'Epifania.
Ultime sei gare: Lazio ultima!
E' dal 27 ottobre, Lazio-Cagliari 2-0, che la Lazio non riesce più a vincere in campionato. Nelle ultime sei gare, gli uomini di Petkovic hanno racimolato tre pareggi e tre sconfitte, tre miseri punticini che la relegano all'ultimo posto in classifica alla pari con il derelitto Catania.
Ecco la relativa classifica:
Juventus 18 punti
Roma 13
Genoa e Chievo 11
Napoli e Inter 10
Verona e Torino 9
Cagliari e Sassuolo 8
Milan e Udinese 7
Fiorentina, Parma e Bologna 6
Atalanta, Sampdoria e Livorno 5
Catania e Lazio 3.
La Lazio ha strappato un punto sui campi di Milan, Parma e Sampdoria, ha perso in casa con Genoa e Napoli e sul campo del Torino, segnando 5 gol e incassandone 10. Di questo passo, come potete ben vedere, si va direttamente in serie B. Con tutta la Coppa Italia, la presenza in Europa League e il meraviglioso scudetto primavera. Delitto calcistico a Formello. Sono stati ammazzati 26 campioni di calcio, anche se otto di essi, Klose, Hernanes, Gonzalez, Marchetti, Candreva, Onazi, Biglia e Lulic, saranno protagonisti ai prossimi campionati mondiali.
Chi è stato l'autore dell'efferato delitto?
Ecco la relativa classifica:
Juventus 18 punti
Roma 13
Genoa e Chievo 11
Napoli e Inter 10
Verona e Torino 9
Cagliari e Sassuolo 8
Milan e Udinese 7
Fiorentina, Parma e Bologna 6
Atalanta, Sampdoria e Livorno 5
Catania e Lazio 3.
La Lazio ha strappato un punto sui campi di Milan, Parma e Sampdoria, ha perso in casa con Genoa e Napoli e sul campo del Torino, segnando 5 gol e incassandone 10. Di questo passo, come potete ben vedere, si va direttamente in serie B. Con tutta la Coppa Italia, la presenza in Europa League e il meraviglioso scudetto primavera. Delitto calcistico a Formello. Sono stati ammazzati 26 campioni di calcio, anche se otto di essi, Klose, Hernanes, Gonzalez, Marchetti, Candreva, Onazi, Biglia e Lulic, saranno protagonisti ai prossimi campionati mondiali.
Chi è stato l'autore dell'efferato delitto?
domenica 8 dicembre 2013
A Torino: morte di una squadra chiamata Lazio
La Lazio fu. Ora non c'è più. A Torino, per mano del polacco Glik, è stata definitivamente uccisa una squadra chiamata Lazio, che solo sette mesi fa aveva conquistato la Coppa Italia e guadagnato l'ingresso nell'Europa League. Siamo stati fino al 95' a sperare che l'ennesimo pareggio strappato coi denti salvasse Petkovic e lasciasse respirare ancora i giocatori biancocelesti, ma senza dubbio è stato meglio così, gli ultimi dubbi sono stati cancellati.
No, Petkovic non ce la faceva più. Lotito ha resistito fino all'ultimo, ma partita dopo partita lo scivolone dei biancocelesti è diventato sempre più penoso. La Lazio non riesce più a segnare, e questo è il segno incontrovertibile che le cose debbono cambiare. E' lo stesso andazzo che tre anni fa stava portando la Lazio in serie B con un altro signor allenatore come Ballardini: ma quando tra un gruppo di giocatori e un tecnico anche bravo si crea incompatibilità di gioco, che diventa assoluta improduttività, bisogna cambiare.
Petkovic potrebbe davvero essersi impegnato come futuro tecnico della Svizzera, ma potrebbe anche non averlo fatto: il dubbio però è nato, il solco già scavato si è approfondito, e bisogna cambiare più che in fretta.
Già per giovedì contro il Trabzon dovrà essere in campo un tecnico nuovo, che ci auguriamo possa essere il bravissimo Alberto Bollini. La primavera potrà prenderla Simone Inzaghi. Peccato, perché almeno in Europa Petkovic si era difeso bene. Ma il destino ha voluto così, ed è meglio che così sia accaduto.
Ciao, Vladimir. La tua bella stagione laziale è finita. Qualcosa hai vinto. Ma la Lazio deve vincere ancora.
N.B. A Torino la Lazio ha giocato bene. Peggio ancora. Vuol dire che il fondo non è stato ancora toccato.
No, Petkovic non ce la faceva più. Lotito ha resistito fino all'ultimo, ma partita dopo partita lo scivolone dei biancocelesti è diventato sempre più penoso. La Lazio non riesce più a segnare, e questo è il segno incontrovertibile che le cose debbono cambiare. E' lo stesso andazzo che tre anni fa stava portando la Lazio in serie B con un altro signor allenatore come Ballardini: ma quando tra un gruppo di giocatori e un tecnico anche bravo si crea incompatibilità di gioco, che diventa assoluta improduttività, bisogna cambiare.
Petkovic potrebbe davvero essersi impegnato come futuro tecnico della Svizzera, ma potrebbe anche non averlo fatto: il dubbio però è nato, il solco già scavato si è approfondito, e bisogna cambiare più che in fretta.
Già per giovedì contro il Trabzon dovrà essere in campo un tecnico nuovo, che ci auguriamo possa essere il bravissimo Alberto Bollini. La primavera potrà prenderla Simone Inzaghi. Peccato, perché almeno in Europa Petkovic si era difeso bene. Ma il destino ha voluto così, ed è meglio che così sia accaduto.
Ciao, Vladimir. La tua bella stagione laziale è finita. Qualcosa hai vinto. Ma la Lazio deve vincere ancora.
N.B. A Torino la Lazio ha giocato bene. Peggio ancora. Vuol dire che il fondo non è stato ancora toccato.
La collana verde: 45. In fondo al pozzo
Diletta non spezzò mai quel legame che la univa a Damiano.
Un pomeriggio, lavorando nell'orto del convento, passò per un momento davanti al pozzo, e fu tentata per un istante di strapparsi quella collana e di nasconderla per sempre, evitando qualsiasi curiosità o sorpresa da parte delle consorelle.
Si era già portata la mano al collo, ma sentì come una voce che le diceva: - Non farlo! Perderesti per sempre una grande ricchezza e una forma di energia segreta che per te può essere un'ancora di salvezza -
Così Diletta tenne al collo quel talismano segreto, e non pensò mai più di disfarsene. Non pensò nemmeno una volta che l'uomo l'amasse, che quello fosse un dono d'amore. Sapeva che Damiano ed Ornella in pratica abitavano insieme, e probabilmente convivevano: era così normale, oggi, che un uomo e una donna stessero insieme senza sposarsi, al punto che nessuno più se ne meravigliava. Tranne forse quel prete all'antica che era don Egidio, brontolone e maldicente, e qualche zitella acida che non riusciva ad avere uno straccio d'amore per quanto ne andasse segretamente a caccia.
- Che pensieri cattivi - si diceva Diletta. - O forse sono una zitella acida anch'io, ormai a venticinque anni passati? -
No, non era possibile. Lei aveva detto di no a fior di ragazzi, i suoi genitori l'avevano messa in croce per questo, e costretto a farsi suora. E Damiano, in tutto questo, probabilmente aveva la sua parte, perché lei non riusciva a toglierselo dalla mente. Fratello maggiore? Padre? O forse qualcosa di più profondo e doloroso da chiamare in superficie, da definire con un altro nome, un sentimento così forte e ormai connaturato in lei, e che andava assolutamente tenuto segreto come quella benedetta collana verde.
Un pomeriggio, lavorando nell'orto del convento, passò per un momento davanti al pozzo, e fu tentata per un istante di strapparsi quella collana e di nasconderla per sempre, evitando qualsiasi curiosità o sorpresa da parte delle consorelle.
Si era già portata la mano al collo, ma sentì come una voce che le diceva: - Non farlo! Perderesti per sempre una grande ricchezza e una forma di energia segreta che per te può essere un'ancora di salvezza -
Così Diletta tenne al collo quel talismano segreto, e non pensò mai più di disfarsene. Non pensò nemmeno una volta che l'uomo l'amasse, che quello fosse un dono d'amore. Sapeva che Damiano ed Ornella in pratica abitavano insieme, e probabilmente convivevano: era così normale, oggi, che un uomo e una donna stessero insieme senza sposarsi, al punto che nessuno più se ne meravigliava. Tranne forse quel prete all'antica che era don Egidio, brontolone e maldicente, e qualche zitella acida che non riusciva ad avere uno straccio d'amore per quanto ne andasse segretamente a caccia.
- Che pensieri cattivi - si diceva Diletta. - O forse sono una zitella acida anch'io, ormai a venticinque anni passati? -
No, non era possibile. Lei aveva detto di no a fior di ragazzi, i suoi genitori l'avevano messa in croce per questo, e costretto a farsi suora. E Damiano, in tutto questo, probabilmente aveva la sua parte, perché lei non riusciva a toglierselo dalla mente. Fratello maggiore? Padre? O forse qualcosa di più profondo e doloroso da chiamare in superficie, da definire con un altro nome, un sentimento così forte e ormai connaturato in lei, e che andava assolutamente tenuto segreto come quella benedetta collana verde.
Frosinone: isole pedonali
A Frosinone, sperimentate con successo le isole pedonali. Dopo la buona riuscita a ottobre e novembre in via Aldo Moro, l'esperimento si ripete per tutte le domeniche di dicembre nel centro storico, da oggi 8 dicembre fino al 6 gennaio.
E' il momento di riappropriarsi della città, del gusto di una passeggiata e di una vera socializzazione.
Dopo via Aldo Moro, si recuperano così alla passeggiata Corso della Repubblica e altre vie della parte alta della città, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20.
Una scelta moderna, che si sta imponendo nel nord d'Europa e di America, tra le nazioni più civili.
E' il momento di riappropriarsi della città, del gusto di una passeggiata e di una vera socializzazione.
Dopo via Aldo Moro, si recuperano così alla passeggiata Corso della Repubblica e altre vie della parte alta della città, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20.
Una scelta moderna, che si sta imponendo nel nord d'Europa e di America, tra le nazioni più civili.
Lazio: la squadra degli equivoci
Ledesma o Biglia? Konko o Cavanda? Floccari o Perea? Hernanes o Ederson? Keita o Lulic? Onazi o Gonzalez? E forse potremmo continuare ancora. La Lazio è diventata, piano piano, la squadra degli equivoci. Petkovic non sembra più in grado di scegliere. Gli è venuta a macare all'improvviso quella chiarezza d'idee che per un buon periodo ha dimostrato l'anno scorso, almeno per tutto il girone di andata.
Poi sono cominciati gli equivoci, nati magari da una serie d'incidenti fisici, ma poi sviluppati nel corso delle settimane. La squadra dei doppioni non è stata più una risorsa, per la Lazio, ma la fonte di gravi equivoci tecnici. Da qui la variazione non solo degli uomini, ma anche delle tattiche di gioco, un balletto di numeri nei quali si è perso il tecnico e con lui si sono persi anche i suoi giocatori.
4-1-4-1;4-3-3; 4-3-2-1; 3-5-2. e così via. Qual è lo schema utile, per questa Lazio? Il segreto di una squadra può essere quello di insistere il più possibile sugli stessi uomini e sullo stesso schema, non si può stare a cambiare all'infinito, si finisce per non capirci più nulla. Variare è bene, ma con giudizio e solo quando non se ne può fare a meno. Il turn over è necessario, ma intanto poteva essere riservato solo all'Europa League mettendo in campo una formazione studiata apppositamente per la Coppa, con Berisha, Floccari, Pereirinha, Ederson, Biglia, Perea, Keita, Cana, e altri giocatori ritenuti di rincalzo, ma in realtà di pari valore dei titolari.
Petkovic avrebbe dovuto tener conto di queste gerarchie, ma ha finito per fare un gran minestrone e per non capirci più nulla. Si aggiungano i problemi creati dal desiderio di alcuni "grandi" come Klose ed Hernanes di pensare più ai mondiali che al campionato, rinviando alla prossima primavera il periodo di forma migliore. Lo stesso scadimento di forma di Gonzalez e Lulic potrebbe avere questa origine.
Alla Lazio, ora, è necessaria solo una cosa: chiarezza.
Poi sono cominciati gli equivoci, nati magari da una serie d'incidenti fisici, ma poi sviluppati nel corso delle settimane. La squadra dei doppioni non è stata più una risorsa, per la Lazio, ma la fonte di gravi equivoci tecnici. Da qui la variazione non solo degli uomini, ma anche delle tattiche di gioco, un balletto di numeri nei quali si è perso il tecnico e con lui si sono persi anche i suoi giocatori.
4-1-4-1;4-3-3; 4-3-2-1; 3-5-2. e così via. Qual è lo schema utile, per questa Lazio? Il segreto di una squadra può essere quello di insistere il più possibile sugli stessi uomini e sullo stesso schema, non si può stare a cambiare all'infinito, si finisce per non capirci più nulla. Variare è bene, ma con giudizio e solo quando non se ne può fare a meno. Il turn over è necessario, ma intanto poteva essere riservato solo all'Europa League mettendo in campo una formazione studiata apppositamente per la Coppa, con Berisha, Floccari, Pereirinha, Ederson, Biglia, Perea, Keita, Cana, e altri giocatori ritenuti di rincalzo, ma in realtà di pari valore dei titolari.
Petkovic avrebbe dovuto tener conto di queste gerarchie, ma ha finito per fare un gran minestrone e per non capirci più nulla. Si aggiungano i problemi creati dal desiderio di alcuni "grandi" come Klose ed Hernanes di pensare più ai mondiali che al campionato, rinviando alla prossima primavera il periodo di forma migliore. Lo stesso scadimento di forma di Gonzalez e Lulic potrebbe avere questa origine.
Alla Lazio, ora, è necessaria solo una cosa: chiarezza.
sabato 7 dicembre 2013
Tiro al bersaglio della Lazio primavera all'Avellino: 9-2, doppiette di Sculli e Minala
Passeggiata facile facile della Lazio primavera sull'Avellino, schiacciato da una gragnuola di gol: 9-2, con doppiette di Sculli e dell'esordiente camerunense Minala, un mediano da gol. Sono andati a rete anche Crecco, Fiore, Milani e Sterpone, mentre per l'Avellino hanno accorciato le distanze Evangelista e Martinangelo.
Bel gioco e tanto spettacolo della Lazio campione d'Italia, dominatrice del girone C.
Alberto Bollini, avendo dovuto rinunciare agli squalificati Lombardi e Tounkara, ha schierato: Guerrieri; Pollace, Ilari, Serpieri (Pace), Filippini; Minala, Elez, Crecco (Sterpone); Milani, Fiore, Sculli (Steri).
Chi fermerà la musica di questa Lazio scatenata? Ogni giornata di campionato è uno spettacolo assicurato.
Bel gioco e tanto spettacolo della Lazio campione d'Italia, dominatrice del girone C.
Alberto Bollini, avendo dovuto rinunciare agli squalificati Lombardi e Tounkara, ha schierato: Guerrieri; Pollace, Ilari, Serpieri (Pace), Filippini; Minala, Elez, Crecco (Sterpone); Milani, Fiore, Sculli (Steri).
Chi fermerà la musica di questa Lazio scatenata? Ogni giornata di campionato è uno spettacolo assicurato.
La collana verde: 44. La mano del fabbro
Diletta, da quel giorno, ad ogni movimento del corpo sentiva quella collana sfiorarla delicatamente, ma in modo continuo.Era come una presenza viva che le portava alla mente la mano del fabbro che l'aveva costruita con una delicatezza così miracolosa.
Era peccato? Le sembrava di no: quel dono era stato soltanto un ricambio di gratitudine per quello scialle verde, di cui richiamava il colore, e con il quale si era cinto i fianchi ricoprendo la sua nudità, e poi la gratitudine per quei poveri panni di cui si era rivestito e aveva potuto presentarsi in paese chiudendo quella crudele parentesi di oscurità da cui proveniva e da cui era sembrato tanto sconvolto.
La collana verde di ferro e di smalto voleva dire soltanto un grazie di cuore, un doveroso sdebitarsi per qualcosa che insieme doleva e faceva sorridere quell'uomo.
Ma Damiano, ora, grazie forse anche alla D dei piccoli anelli di ferro, era ogni tanto presente alla mente di Diletta, e forse quella D li univa: Damiano e Diletta.
- Io sto per fare il voto di castità perpetua - si tormentava Diletta - e questa catena non so se mi aiuta oppure rappresenta per me un pensiero che mi assale più volte nel corso della giornata -
Provava però un sottile senso di gioia che le sembrava un sentimento casto, di amore quasi verso un fratello maggiore, quasi verso un padre, dati i venticinque anni di differenza che c'erano fra loro, come una barriera insormontabile.
Che tipo di sentimento fosse quello, Diletta non sapeva precisarlo, ma capiva soltanto che quel che provava era un calore intimo che le dava forza e serenità.
Era peccato? Le sembrava di no: quel dono era stato soltanto un ricambio di gratitudine per quello scialle verde, di cui richiamava il colore, e con il quale si era cinto i fianchi ricoprendo la sua nudità, e poi la gratitudine per quei poveri panni di cui si era rivestito e aveva potuto presentarsi in paese chiudendo quella crudele parentesi di oscurità da cui proveniva e da cui era sembrato tanto sconvolto.
La collana verde di ferro e di smalto voleva dire soltanto un grazie di cuore, un doveroso sdebitarsi per qualcosa che insieme doleva e faceva sorridere quell'uomo.
Ma Damiano, ora, grazie forse anche alla D dei piccoli anelli di ferro, era ogni tanto presente alla mente di Diletta, e forse quella D li univa: Damiano e Diletta.
- Io sto per fare il voto di castità perpetua - si tormentava Diletta - e questa catena non so se mi aiuta oppure rappresenta per me un pensiero che mi assale più volte nel corso della giornata -
Provava però un sottile senso di gioia che le sembrava un sentimento casto, di amore quasi verso un fratello maggiore, quasi verso un padre, dati i venticinque anni di differenza che c'erano fra loro, come una barriera insormontabile.
Che tipo di sentimento fosse quello, Diletta non sapeva precisarlo, ma capiva soltanto che quel che provava era un calore intimo che le dava forza e serenità.
Cave: inaugurato il museo civico
Oggi, sabato 7 dicembre, sarà inaugurato il Museo Civico di Cave, dedicato allo scultore Lorenzo Ferri.
Intervengo il sindaco Massimo Umbertini, l'assessore Sivia Mancini, e gli eredi dello scultore Pietro, Giuseppe e Luce Ferri.
Presenti gli storici dell'arte Tiberia, Economopoulos e Graziani.
Direttore del museo sarà Valeria Romano.
Il museo ha sede in via Cavour 27, ex ospedale Mattei.
Intervengo il sindaco Massimo Umbertini, l'assessore Sivia Mancini, e gli eredi dello scultore Pietro, Giuseppe e Luce Ferri.
Presenti gli storici dell'arte Tiberia, Economopoulos e Graziani.
Direttore del museo sarà Valeria Romano.
Il museo ha sede in via Cavour 27, ex ospedale Mattei.
Otto giocatori laziali protagonisti ai mondiali: Hernanes Klose Marchetti Candreva Lulic Gonzalez Onazi e Biglia
Forse sarà proprio la Lazio, arraccante nel campionato italiano, la squadra che fornirà il maggior numero di protagonisti ai prossimi campionati mondiali di calcio in Brasile nel giugno del 2014.
Sono ben otto, infatti, i calciatori della Lazio che parteciperanno ai mondiali con le rispettive nazionali.
Intanto il padrone di casa Anderson Hernanes, che rientrando in forma al momento giusto potrà riprendersi quel ruolo di protagonista che finora Scolari gli ha concesso solo parzialmente, in quanto lontano dalla forma spettacolare di un anno fa, quando tutto gli riusciva facile e bello. E poi i due azzurri Marchetti e Candreva, che avranno un compito difficilissimo contro Inghilterra e Uruguay, quest'ultimo favorito nel nostro girone, con Tata Gonzalez in prima fila, anche lui a caccia della forma migliore in una stagione in cui nella Lazio non riesce a confermare le condizioni di salute che ne fanno un gladiatore in campo.
In uno dei gironi, saranno addirittura tre i giocatori lziali a contendersi il passaggio alle fasi finali: il nigeriano Onazi, venti anni, a caccia di gloria; il bosniaco Lulic, altro maratoneta instancabile, e infine l'argentino Biglia, regista di centrocampo. Purtroppo uno dei tre non potrà accedere alle fasi finali.
Un ruolo a parte spetta a Miro Klose, centravanti dela nazionale tedesca, in cerca di gloria come cannoniere assoluto dei mondiali e della nazionale di Germania.
Davvero incomprensibile che una squadra che può presentare tanti protagonisti mondiali non riesca a trovare ancora se stessa nel campionato italiano.
Sono ben otto, infatti, i calciatori della Lazio che parteciperanno ai mondiali con le rispettive nazionali.
Intanto il padrone di casa Anderson Hernanes, che rientrando in forma al momento giusto potrà riprendersi quel ruolo di protagonista che finora Scolari gli ha concesso solo parzialmente, in quanto lontano dalla forma spettacolare di un anno fa, quando tutto gli riusciva facile e bello. E poi i due azzurri Marchetti e Candreva, che avranno un compito difficilissimo contro Inghilterra e Uruguay, quest'ultimo favorito nel nostro girone, con Tata Gonzalez in prima fila, anche lui a caccia della forma migliore in una stagione in cui nella Lazio non riesce a confermare le condizioni di salute che ne fanno un gladiatore in campo.
In uno dei gironi, saranno addirittura tre i giocatori lziali a contendersi il passaggio alle fasi finali: il nigeriano Onazi, venti anni, a caccia di gloria; il bosniaco Lulic, altro maratoneta instancabile, e infine l'argentino Biglia, regista di centrocampo. Purtroppo uno dei tre non potrà accedere alle fasi finali.
Un ruolo a parte spetta a Miro Klose, centravanti dela nazionale tedesca, in cerca di gloria come cannoniere assoluto dei mondiali e della nazionale di Germania.
Davvero incomprensibile che una squadra che può presentare tanti protagonisti mondiali non riesca a trovare ancora se stessa nel campionato italiano.
Lazio-Avellino primavera: attenzione agli ultimi!
Arriva al Fersini, oggi pomeriggio sabato 7 dicembre, l'Avellino ultimo in classifica, contro la Lazio di Alberto Bollini, dominatrice del girone e campione d'Italia. Tutto facile? Galoppata dei biancocelesti, che hanno eliminato il Napoli dalla Coppa Italia e hanno vinto a Firenze contro la fortissima Fiorentina che era in testa alla classifica?
Nel calcio non c'è mai nulla di troppo facile, e attenzione alle sorprese dei testa-coda. Comunque, anche oggi sarà uno spettacolo da non mancare, con tutta la serie dei piccoli campioni da ammirare, da Strakosha a Fiore, da Elez a Oikonomidis, e a tutti i ragazzi dello splendido vivaio della Lazio, orgoglio del giovane calcio romano.
Nel calcio non c'è mai nulla di troppo facile, e attenzione alle sorprese dei testa-coda. Comunque, anche oggi sarà uno spettacolo da non mancare, con tutta la serie dei piccoli campioni da ammirare, da Strakosha a Fiore, da Elez a Oikonomidis, e a tutti i ragazzi dello splendido vivaio della Lazio, orgoglio del giovane calcio romano.
venerdì 6 dicembre 2013
Bellegra: proteste per la chiusura della Guardia Medica
Il sindaco di Bellegra, Domenico Moselli, ha ricevuto ieri la comunicazione della ASL RMG della chiusura della Guardia Medica, decisione presa perché la popolazione è inferiore ai cinquemila abitanti e per lo scarso numero di interventi medici.
Il Comune di Bellegra si opporrà a tutti i costi a questa amara decisione, che segue anche il disagio del territorio dopo la chiusura dell'ospedale di Subiaco.
La Guardia Medica di Bellegra, inoltre, copre anche la popolazione di Roiate, Rocca Santo Stefano, Cerreto e Gerano, i cui cittadini, come quelli di Bellegra, resteranno scoperti per tutte le notti e per i giorni prefestivi e festivi.
Bellegra è decisa a difendere e mantenere con ogni mezzo il suo presidio di Guardia Medica.
Il Comune di Bellegra si opporrà a tutti i costi a questa amara decisione, che segue anche il disagio del territorio dopo la chiusura dell'ospedale di Subiaco.
La Guardia Medica di Bellegra, inoltre, copre anche la popolazione di Roiate, Rocca Santo Stefano, Cerreto e Gerano, i cui cittadini, come quelli di Bellegra, resteranno scoperti per tutte le notti e per i giorni prefestivi e festivi.
Bellegra è decisa a difendere e mantenere con ogni mezzo il suo presidio di Guardia Medica.
Torna Klose: a Torino si riparte
Petkovic ha quindici giorni e quattro partite a disposizione per dimostrare che la Lazio è ancora viva. Torino, Trabzon, Livorno, Verona. Quattro traguardi tutti raggiungibili, se ci si mette un po' di buona volontà.
A Torino rientra Miro Klose, finora praticamente assente dal campionato della Lazio, se si esclude il 2-0 col Cagliari che resta la nostra ultima vittoria in campionato...un mese e mezzo fa. La Lazio, si sa, è stata formattata attorno al grande campione di Germania, e quando manca lui manca il basamento della colonna. Gli altri sono dei surrogati, più o meno validi, ma senza il basamento la colonna non regge. A Torino torna Klose, e la Lazio sembra respirare di nuovo, anche se continuano le disgrazie come quella che ha colpito anche Tata Gonzalez.
Un altro grande che dovrebbe tornare è il profeta Hernanes, talmente distratto da non ricordarsi neppure di andare a salutare i suoi tifosi della curva nord. Sta pensando ad altro, ora chiede scusa e spera di farsi perdonare. Anche lui deve praticamente ancora cominciare la sua stagione biancoceleste, e senza il duo Klose-Hernanes che Lazio volete che sia stata? Ma dovranno ben cominciare, entrambi, ed allora le cose potranno veramente cambiare.
Da qui a Natale...ne potremmo ancora vedere delle belle. Petkovic vede in pericolo il suo panettone marca Lotito, ma fa ancora in tempo ad afferrarlo e a condirlo con un ottimo spumante. Klose ed Hernanes dovrebbero aiutare il povero Vladimir, ridotto a mendicare un pizzico di fiducia, lui che a questa Lazio ci ha sempre creduto.
A Torino rientra Miro Klose, finora praticamente assente dal campionato della Lazio, se si esclude il 2-0 col Cagliari che resta la nostra ultima vittoria in campionato...un mese e mezzo fa. La Lazio, si sa, è stata formattata attorno al grande campione di Germania, e quando manca lui manca il basamento della colonna. Gli altri sono dei surrogati, più o meno validi, ma senza il basamento la colonna non regge. A Torino torna Klose, e la Lazio sembra respirare di nuovo, anche se continuano le disgrazie come quella che ha colpito anche Tata Gonzalez.
Un altro grande che dovrebbe tornare è il profeta Hernanes, talmente distratto da non ricordarsi neppure di andare a salutare i suoi tifosi della curva nord. Sta pensando ad altro, ora chiede scusa e spera di farsi perdonare. Anche lui deve praticamente ancora cominciare la sua stagione biancoceleste, e senza il duo Klose-Hernanes che Lazio volete che sia stata? Ma dovranno ben cominciare, entrambi, ed allora le cose potranno veramente cambiare.
Da qui a Natale...ne potremmo ancora vedere delle belle. Petkovic vede in pericolo il suo panettone marca Lotito, ma fa ancora in tempo ad afferrarlo e a condirlo con un ottimo spumante. Klose ed Hernanes dovrebbero aiutare il povero Vladimir, ridotto a mendicare un pizzico di fiducia, lui che a questa Lazio ci ha sempre creduto.
giovedì 5 dicembre 2013
La collana verde: 43. il segreto di Diletta
- Diletta, dovevo darle da tempo questo piccolo oggetto che ho preparato per lei -
Diletta non avrebbe voluto accettare, ma proprio per evitare una prevedibile protesta di Damiano che avrebbe richiamato la curiosità della gente, fece un piccolo sorriso e accettò il dono mormorando un timido grazie. Era arrossita visibilmente, ma il velo aveva nascosto quasi per intero la sua emozione.
Anche Damiano era rientrato rapidamente nell'officina per non dare nell'occhio, ma era stato felice che Diletta avesse accettato il piccolo dono per il quale aveva lavorato per mesi nei ritagli del suo lavoro normale.
Diletta aveva nascosto con gesto tranquillo il pacchetto nell'ampia tasca del suo saio, riprendendo il passo normale. Ma dentro di sé sentiva l'anima in subbuglio e il cuore le batteva a ritmo frenetico. Aspettò di essere completamente sola nella sua cameretta per aprire l'involto, e quando nella scatolina vide il riflesso smeraldino della piccola e preziosa collana, provò un'emozione grandissima . Il primo suo impulso fu quello di nascondere il dono, ma una forza incontenibile la indusse a indossare immediatamente la collana sotto il saio e la maglietta intima, in modo che nessuna sorella la potesse vedere.
Avrebbe mantenuto il segreto per sempre, oppure si sarebbe disfatta di un dono così significativo? Per il momento l'avrebbe tenuto nascosto proprio per evitare uno scandalo: l'errore era stato quello di accettarlo, ed ora doveva cercare di non mostrarlo ad alcuno. Sentiva dentro di sé una voce segreta e fortissima che le diceva di tenere caro quel dono, perché il destino aveva deciso per lei.
Diletta non avrebbe voluto accettare, ma proprio per evitare una prevedibile protesta di Damiano che avrebbe richiamato la curiosità della gente, fece un piccolo sorriso e accettò il dono mormorando un timido grazie. Era arrossita visibilmente, ma il velo aveva nascosto quasi per intero la sua emozione.
Anche Damiano era rientrato rapidamente nell'officina per non dare nell'occhio, ma era stato felice che Diletta avesse accettato il piccolo dono per il quale aveva lavorato per mesi nei ritagli del suo lavoro normale.
Diletta aveva nascosto con gesto tranquillo il pacchetto nell'ampia tasca del suo saio, riprendendo il passo normale. Ma dentro di sé sentiva l'anima in subbuglio e il cuore le batteva a ritmo frenetico. Aspettò di essere completamente sola nella sua cameretta per aprire l'involto, e quando nella scatolina vide il riflesso smeraldino della piccola e preziosa collana, provò un'emozione grandissima . Il primo suo impulso fu quello di nascondere il dono, ma una forza incontenibile la indusse a indossare immediatamente la collana sotto il saio e la maglietta intima, in modo che nessuna sorella la potesse vedere.
Avrebbe mantenuto il segreto per sempre, oppure si sarebbe disfatta di un dono così significativo? Per il momento l'avrebbe tenuto nascosto proprio per evitare uno scandalo: l'errore era stato quello di accettarlo, ed ora doveva cercare di non mostrarlo ad alcuno. Sentiva dentro di sé una voce segreta e fortissima che le diceva di tenere caro quel dono, perché il destino aveva deciso per lei.
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